Palazzi: differenze tra le versioni
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| + | ARMA: Palato d’oro e di rosso ; col capo dell’impero. | ||
| + | Alias: D’oro a tre pali di rosso. | ||
| + | DIMORA: Brescia. | ||
| + | Antica e potente fu nel medioevo questa nobile famiglia bresciana. Alcuni trattatisti raccontano che i Palazzi discendevano da un CORRADO, conte di Palazzo, che sarebbe stato uno dei commissari di Berengario contro gli Ungheri invasori nel 902. Figlio suo sarebbe stato FEDERICO uno dei capi della congiura dei principi italiani contro Berengario. Capostipite sembra essere invece OTTONE vissuto intorno al 1150 padre di GIOVANNI, vescovo di Brescia nel 1200, morto in esilio per ragioni di parte; e di BIATTA, un valorosissimo guerriero che nella famosa battaglia per Costa Volpino, nel 1191, contro bergamaschi e cremonesi, essendo castellano di Rudiano, guidò la cavalleria bresciana con tale impeto da rovesciare i nemici giungendo alla conquista del Carroccio dei cremonesi. | ||
| + | Altro figlio fu CORRADO, uomo d’arme, padre di BARTOLOMEO, podestà di Verona nel 1212, che vinse Ezzelino da Romano presso il Ponte Alto di Vicenza; di OTTONE che fu genitore di CARLO, capitano del popolo di Milano; e di CORRADO, il celebre capitano contro i Trentini nel 1279, podestà di Piacenza nel 1288 e d’altre città al quale accenna Dante nel Canto XVI del Purgatorio. | ||
| + | Da ZIRONE, altro figlio di Ottone, nacque GUGLIELMO, padre di CORRADINO e di GIOVANNI, capo ghibellino nel 1402 fedele a Gio. Maria Visconti e avo di un secondo GUGLIELMO al quale nel 1403 il Duca e la Duchessa di Milano riconfermano i diritti e privilegi feudali accordati ai loro antenati dal Comune di Brescia; suo fratello BARTOLOMEO fu intimo di Pandolfo Malatesta e fu suo luogotenente a Rimini e da lui e dal Pontefice fu investito di vari feudi in Romagna e nelle Marche, quale il castello di S. Costanzo nel 1437, con diploma dell’Arcivescovo di Bologna; del Castello di Barti e Villa del Monte nel 1441 da Francesco Sforza, quale Gonfaloniere di S. R. Chiesa; del castello di S. Sebastiano, di Monte S. Bartolo e di Campigliolo nel 1441 in Firenze da Papa Eugenio IV. Egli aveva sposato Catterina, contessa di Pragnano, dalla quale ebbe: UGOLINO (viv. 1468) che tolse in moglie Vittoria Castracani di Castelleone dalla quale ebbe numerosa prole. Notabili fra i suoi figli furono: FEDERICO, prelato domestico del Papa Giulio II e BARTOLOMEO (viv. 1542), che sposò la nob. Cecilia Maggi; da questo matrimonio nacque UGOLINO (viv. 1570), marito della nob. Ippolita Moro e padre di CAMILLO che sposò nel 1695 la nob. Briolamia Martinengo dalla quale ebbe UGOLINO. Questi dalla nob. Maddalena Cigola ebbe CAMILLO il quale sposò la nob. Barbara Bargnani nel 1643; il loro figlio UGOLINO (test. 1704), tolse in moglie la nob. Camilla Fenaroli q. Cesare, nel 1679, e ne ebbe FEDERICO († 1731) il quale nel 1714 sposò la nob. Giulia del conte Ottavio Fenaroli e ne ebbe vari figlioli. | ||
| + | Con questi si spense il ramo primogenito e per poco tempo continuò la famiglia un altro ramo discendente da quel Corradino q. Guglielmo che abbiamo visto tra i fedeli ai Visconti in Brescia nel 1402. Eccone i discendenti, di padre in figlio: BATTISTA (viv. 1588); GIUSEPPE (n. 1589) spos. con la nob. Catterina Tassi; GIO. BATTISTA (nato 1641) spos. con la nob. Cecilia Poncarali; GIUSEPPE (n. 1704); GAETANO (n. 1753); con questi si estinse anche il secondo ramo. | ||
| + | Il predetto GIUSEPPE (n. 1704), ebbe due figli: GAETANO (n. 1753), giudice Collegiato e IPPOLITO. Quest’ultimo dalla moglie Lelia Foresti, ebbe PIETRO che sposò la Nob. Ippolita Meraviglia Mantegazza e si ignora se ebbe discendenza. | ||
| + | La famiglia è iscritta genericamente nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1922 col titolo di Nobile (mf.) in persona dell’ultimo riconosciuto PIETRO q. Ippolito (1821). | ||
| − | + | f. l. [Fausto Lechi] | |
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Versione delle 19:52, 21 gen 2019
ARMA: Palato d’oro e di rosso ; col capo dell’impero. Alias: D’oro a tre pali di rosso. DIMORA: Brescia. Antica e potente fu nel medioevo questa nobile famiglia bresciana. Alcuni trattatisti raccontano che i Palazzi discendevano da un CORRADO, conte di Palazzo, che sarebbe stato uno dei commissari di Berengario contro gli Ungheri invasori nel 902. Figlio suo sarebbe stato FEDERICO uno dei capi della congiura dei principi italiani contro Berengario. Capostipite sembra essere invece OTTONE vissuto intorno al 1150 padre di GIOVANNI, vescovo di Brescia nel 1200, morto in esilio per ragioni di parte; e di BIATTA, un valorosissimo guerriero che nella famosa battaglia per Costa Volpino, nel 1191, contro bergamaschi e cremonesi, essendo castellano di Rudiano, guidò la cavalleria bresciana con tale impeto da rovesciare i nemici giungendo alla conquista del Carroccio dei cremonesi. Altro figlio fu CORRADO, uomo d’arme, padre di BARTOLOMEO, podestà di Verona nel 1212, che vinse Ezzelino da Romano presso il Ponte Alto di Vicenza; di OTTONE che fu genitore di CARLO, capitano del popolo di Milano; e di CORRADO, il celebre capitano contro i Trentini nel 1279, podestà di Piacenza nel 1288 e d’altre città al quale accenna Dante nel Canto XVI del Purgatorio. Da ZIRONE, altro figlio di Ottone, nacque GUGLIELMO, padre di CORRADINO e di GIOVANNI, capo ghibellino nel 1402 fedele a Gio. Maria Visconti e avo di un secondo GUGLIELMO al quale nel 1403 il Duca e la Duchessa di Milano riconfermano i diritti e privilegi feudali accordati ai loro antenati dal Comune di Brescia; suo fratello BARTOLOMEO fu intimo di Pandolfo Malatesta e fu suo luogotenente a Rimini e da lui e dal Pontefice fu investito di vari feudi in Romagna e nelle Marche, quale il castello di S. Costanzo nel 1437, con diploma dell’Arcivescovo di Bologna; del Castello di Barti e Villa del Monte nel 1441 da Francesco Sforza, quale Gonfaloniere di S. R. Chiesa; del castello di S. Sebastiano, di Monte S. Bartolo e di Campigliolo nel 1441 in Firenze da Papa Eugenio IV. Egli aveva sposato Catterina, contessa di Pragnano, dalla quale ebbe: UGOLINO (viv. 1468) che tolse in moglie Vittoria Castracani di Castelleone dalla quale ebbe numerosa prole. Notabili fra i suoi figli furono: FEDERICO, prelato domestico del Papa Giulio II e BARTOLOMEO (viv. 1542), che sposò la nob. Cecilia Maggi; da questo matrimonio nacque UGOLINO (viv. 1570), marito della nob. Ippolita Moro e padre di CAMILLO che sposò nel 1695 la nob. Briolamia Martinengo dalla quale ebbe UGOLINO. Questi dalla nob. Maddalena Cigola ebbe CAMILLO il quale sposò la nob. Barbara Bargnani nel 1643; il loro figlio UGOLINO (test. 1704), tolse in moglie la nob. Camilla Fenaroli q. Cesare, nel 1679, e ne ebbe FEDERICO († 1731) il quale nel 1714 sposò la nob. Giulia del conte Ottavio Fenaroli e ne ebbe vari figlioli. Con questi si spense il ramo primogenito e per poco tempo continuò la famiglia un altro ramo discendente da quel Corradino q. Guglielmo che abbiamo visto tra i fedeli ai Visconti in Brescia nel 1402. Eccone i discendenti, di padre in figlio: BATTISTA (viv. 1588); GIUSEPPE (n. 1589) spos. con la nob. Catterina Tassi; GIO. BATTISTA (nato 1641) spos. con la nob. Cecilia Poncarali; GIUSEPPE (n. 1704); GAETANO (n. 1753); con questi si estinse anche il secondo ramo. Il predetto GIUSEPPE (n. 1704), ebbe due figli: GAETANO (n. 1753), giudice Collegiato e IPPOLITO. Quest’ultimo dalla moglie Lelia Foresti, ebbe PIETRO che sposò la Nob. Ippolita Meraviglia Mantegazza e si ignora se ebbe discendenza. La famiglia è iscritta genericamente nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1922 col titolo di Nobile (mf.) in persona dell’ultimo riconosciuto PIETRO q. Ippolito (1821).
f. l. [Fausto Lechi]