Amman: differenze tra le versioni
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| + | CIMIERO: Moretto ignudo tenente colla destra un ramoscello di cotone e colla sinistra appoggiata al fianco: il tutto al naturale e fra un volo troncato a destra: di oro su rosso; a sinistra: all’opposto. | ||
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| + | Originari di Bregenz nel Vorarlberg si portarono a Milano nello scorso secolo e vi si distinsero nell’industria cotoniera. ALBERTO (1847-1896) con reale decreto 24 febbraio 1897 otteneva il titolo comitale, poi rinnovato con R. D. 1 marzo 1906 in testa della figlia sua primogenita Francesca sposata a don Giulio dei conti Padulli. Al nipote suo MARIO fu pure concesso il titolo di conte con trasmissione primogeniale mascolina. | ||
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Versione delle 12:21, 17 nov 2015
Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, 1928-32, vol. I p. 376:
AMMAN
ARMA: Di rosso al grifone tenente un caduceo il tutto di oro.
CIMIERO: Moretto ignudo tenente colla destra un ramoscello di cotone e colla sinistra appoggiata al fianco: il tutto al naturale e fra un volo troncato a destra: di oro su rosso; a sinistra: all’opposto.
MOTTO: Non fortuna sed virtus.
DIMORA: Milano.
Originari di Bregenz nel Vorarlberg si portarono a Milano nello scorso secolo e vi si distinsero nell’industria cotoniera. ALBERTO (1847-1896) con reale decreto 24 febbraio 1897 otteneva il titolo comitale, poi rinnovato con R. D. 1 marzo 1906 in testa della figlia sua primogenita Francesca sposata a don Giulio dei conti Padulli. Al nipote suo MARIO fu pure concesso il titolo di conte con trasmissione primogeniale mascolina.
a. g.