Andrea Gritti: differenze tra le versioni

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'''AA.VV., ''Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato''. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 99:'''
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''Il bergamasco che dominò Venezia'' - Secondo la tradizione la famiglia Gritti è d’origine bergamasca. Da questa famiglia, divenuta sempre più potente e ricca grazie alle attività commerciali, nasce nel ‘400 Andrea. Mercante a Costantinopoli, oltre ad accrescere il proprio patrimonio personale, si rivela un uomo prezioso per la diplomazia veneziana. Se ne rendono conto anche i Turchi, che lo imprigionano, ma la pace che viene ratificata a Costantinopoli tra Venezia e i suoi secolari avversari è merito dell’azione di Andrea Gritti, che viene lasciato libero con l’esborso di 24.000 ducati d’oro. È l’inizio di una brillante carriera per il “bergamasco”, che avrà poi occasione di rivelarsi abile e coraggioso condottiero, salvando la Repubblica e il suo dominio sulla terraferma quando tutto sembrava perduto nello scontro con gli eserciti della Lega di Cambrai. Per un decennio sarà protagonista delle fortune militari di Venezia. Dopo aver coperto prestigiose cariche, nel marzo del 1523 fu eletto doge. Sotto la guida del “bergamasco” Gritti la Repubblica mantenne intatto il suo prestigio e toccò il vertice dello splendore. Andrea Gritti amava il fasto come espressione della maestà di Venezia, di cui, nel grandioso ritratto di Tiziano, appare come l’incarnazione vivente. Con la sua morte, avvenuta nel 1538, non solo scompare uno dei personaggi più affascinanti e degni di merito della millenaria storia di questa grande città, ma si chiude anche un’epoca irripetibile per la Serenissima.
  
 
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Versione delle 14:02, 26 gen 2011

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AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 99:

Il bergamasco che dominò Venezia - Secondo la tradizione la famiglia Gritti è d’origine bergamasca. Da questa famiglia, divenuta sempre più potente e ricca grazie alle attività commerciali, nasce nel ‘400 Andrea. Mercante a Costantinopoli, oltre ad accrescere il proprio patrimonio personale, si rivela un uomo prezioso per la diplomazia veneziana. Se ne rendono conto anche i Turchi, che lo imprigionano, ma la pace che viene ratificata a Costantinopoli tra Venezia e i suoi secolari avversari è merito dell’azione di Andrea Gritti, che viene lasciato libero con l’esborso di 24.000 ducati d’oro. È l’inizio di una brillante carriera per il “bergamasco”, che avrà poi occasione di rivelarsi abile e coraggioso condottiero, salvando la Repubblica e il suo dominio sulla terraferma quando tutto sembrava perduto nello scontro con gli eserciti della Lega di Cambrai. Per un decennio sarà protagonista delle fortune militari di Venezia. Dopo aver coperto prestigiose cariche, nel marzo del 1523 fu eletto doge. Sotto la guida del “bergamasco” Gritti la Repubblica mantenne intatto il suo prestigio e toccò il vertice dello splendore. Andrea Gritti amava il fasto come espressione della maestà di Venezia, di cui, nel grandioso ritratto di Tiziano, appare come l’incarnazione vivente. Con la sua morte, avvenuta nel 1538, non solo scompare uno dei personaggi più affascinanti e degni di merito della millenaria storia di questa grande città, ma si chiude anche un’epoca irripetibile per la Serenissima.

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