Da EFL - Società Storica Lombarda.
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| − | '''AA.VV., ''Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato''. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 96:'''
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| − | ''Posta celere a cavallo'' - Serietà e riservatezza ma anche forza e resistenza fisica: l’ingresso nella Compagnia dei corrieri bergamaschi residenti a Venezia passava da qui. Obblighi e fatiche - in primis la concorrenza con i corrieri locali - che in breve tempo furono coronati dal successo. Tanto che già all’inizio del Cinquecento i “Corrieri Veneti” riuscirono ad ottenere dalla Repubblica la privativa del servizio tra Venezia e Roma oltre che la gestione in esclusiva della corrispondenza tra la corte papale e il governo della Serenissima. Per la verità diventare “cursor” non era impresa facile, visto che la compagnia si componeva di soli 32 membri e per ottenere un posto occorreva sospirare un’eredità, sperare in una assegnazione temporanea oppure rassegnarsi a sborsare cifre astronomiche per conquistare il privilegio. Che i guadagni fossero alquanto interessanti è del resto dimostrato dai diversi notai che non esitarono ad abbandonare la loro professione per dedicarsi al trasporto di lettere, bagagli e corrispondenze. E mentre diminuivano i tempi di percorrenza - siamo nel Settecento - l’esclusiva andava allargandosi ad altri servizi in tutta Italia e a missioni oltralpe, fino in Inghilterra, Olanda e Spagna. Gli elenchi dei “cursores” comprendono famiglie provenienti da tutta la valle Brembana: i più numerosi furono i Tasso, cui si deve il copyright del servizio, ma non mancavano nelle file dei corrieri postali i Giupponi, che provenivano anche loro dalle stesse borgate attorno a Cornello. Buon sangue non mente.
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| | == Iconografia == | | == Iconografia == |
| − | ===[[Giupponi.Ritratti e dipinti|Ritratti e dipinti]]=== | + | ===[[Gotti.Ritratti e dipinti|Ritratti e dipinti]]=== |
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| | ==Fonti== | | ==Fonti== |
Versione delle 13:18, 15 dic 2010
AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 96:
Famiglia anticamente presente in valle Brembana. Alcuni suoi componenti sono elencati nella Compagnia Caravana di Genova, quindi la loro presenza sulle rive del Brembo potrebbe datarsi anche dal XIV secolo. Da una di queste famiglie (il padre, Antonio,era originario di Ubiale) nacque Antonio ( 1834-1919), carmelitano scalzo (con il nome di Gerolamo) e quindi cardinale, per 14 anni Prefetto della Congregazione di Propaganda Fide. Nella storia risorgimentale si ricorda Pietro di Bergamo, garibaldino dei “Mille”. Fra i rami più illustri diffusi in Italia si ricorda quello di Cherasco. Furono patrizi di questa città nel XVI secolo ed acquisirono il feudo di Salerno nel Canavese: si proclamavano originari del casato di Guascogna che aveva dato alla Chiesa papa Clemente V (de Goth), e per antico privilegio usavano le stesse armi di quel Pontefice.
Nella nostra provincia si contano 901 famiglie, presenti soprattutto a Villa d’Almè, Almenno San Salvatore, Sedrina e Ponteranica; in Italia 1.489.
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