Alborghetti: differenze tra le versioni

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'''AA.VV., ''Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato''. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 14:'''
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'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, 1928, vol. I, p. 348:'''
  
La storia bergamasca del casato Alborghetti ci tramanda personaggi legati agli ideali rivoluzionari fra Settecento e Ottocento. Giuseppe, di Ambivere, fu abate e poeta, noto per essere stato il direttore della rivista “Patriota Bergamasco”, primo giornale che si rifaceva agli ideali della Rivoluzione Francese. Insegnante di retorica nelle scuole cittadine, venne arrestato dal governo austriaco. Fra i suoi amici più stretti c’era anche lo scrittore Vincenzo Monti, che lo riconobbe come “eccellente poeta”. Della famiglia si ricorda quindi Federico, patriota e storico, esule in Svizzera, incaricato nel 1848 da Giuseppe Mazzini di guidare contro gli austriaci alcune bande insurrezionali esistenti nelle vallate bergamasche. La rivolta, che interessò la val San Martino e l’Albenza, terminò però in una disfatta. Giornalista e scrittore, fu direttore della “Gazzetta provinciale di Bergamo” e autore di opere di storia bergamasca: “La peste del 1630 a Bergamo”, “La guerriglia di Palazzago”, “La spedizione degli italiani in Polonia”, “La vita di Gaetano Donizetti e Simone Mayr”. Nel casato bergamasco viene ricordato anche Giuseppe, capo della sezione di coscrizione e di servizio militare del Regno Italico a Bergamo nel 1814.
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Famiglia, che nel 1311 ebbe la cittadinanza bergamasca con Giacomo del fu Lorenzo e che fu ascritta al Maggior Consiglio nel 1744.
Il cognome Alborghetti è variante di “Borghi”, derivato dal toponimo Borgo. Fra le varianti diffuse nel Bergamasco vi sono i Borgo, Borghini, Borghetti e Borgonovo. Nella nostra provincia si contano 638 famiglie Alberghetti, concentrate in particolare a Bergamo, Ambivere, Palazzago, Mapello, Scanzorosciate. In Italia i nuclei degli Alberghetti sono 958.
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ANTONIO con diploma 13 dicembre 1757 ebbe dal duca di Parma il titolo di conte con trasmissione mascolina e fu creato nel 1759 da Carlo IV, re delle Due Sicilie, cavaliere dell’Ordine Costantiniano. Ascritti al Maggior Consiglio di Bergamo, nel 1797 gli Alborghetti vennero riconosciuti nel titolo comitale ed ascritti nel Libro de’ titolati per ordinanza del Magistrato dei Feudi 26 settembre 1759 e con sovr. risoluz. 26 ottobre 1818 confermati nell’antica nobiltà e nel
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1829 nel titolo di conte in persona di GIORDANO, marito di Margherita '''[[Colleoni]]''' e padre di NICOLÒ (n. 1824), assessore municipale. Sono attualmente indicati nell’Elenco Ufficiale coi titoli di «nobile» per mf. e di «conte» per m.
  
'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, 1928, vol. I, p. 348:'''
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Cfr. A. S. M, Araldica.
  
ARMA: D’azzurro, al giglio d’ oro, accompagnato, in capo e punta, da due stelle (6) d’argento.
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(a. g.) [Alessandro Giulini]
  
DIMORA: Bergamo.
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'''Ivi, Appendice, Parte I, p. 198:'''
  
Famiglia, che nel 1311 ebbe la cittadinanza bergamasca con Giacomo del fu Lorenzo e che fu ascritta al Maggior Consiglio nel 1744.
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Sono iscritti nell'Elenco Uff. Nob. Italiano 1933, coi titoli di Conte (m.), Nobile (mf):
  
ANTONIO con diploma 13 dicembre 1757 ebbe dal duca di Parma il titolo di conte con trasmissione mascolina e fu creato nel 1759 da Carlo IV, re delle Due Sicilie, cavaliere dell’Ordine Costantiniano. Ascritti al Maggior Consiglio di Bergamo, nel 1797 gli Alborghetti vennero riconosciuti nel titolo comitale ed ascritti nel Libro de’ titolati per ordinanza del Magistrato dei Feudi 26 settembre 1759 e con sovr. risoluz. 26 ottobre 1818 confermati nell’antica nobiltà e nel
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PIETRO GIORDANO, di Nicola, di Giordano.
1829 nel titolo di conte in persona di GIORDANO, marito di Margherita Colleoni e padre di NICOLÒ (n. 1824), assessore municipale. Sono attualmente indicati nell’Elenco Ufficiale coi titoli di «nobile» per mf. e di «conte» per m.  
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Cfr. A. S. M, Araldica.
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Figli: Rosa Clara, Luisa, NICOLA, MARCO ANTONIO, FRANCO GIORDANO, Margherita, DAVIDE.
  
(a. g.)
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Fratelli: Angela in ''Berna'', Maria Teresa in ''Tosi'', MARCO ANTONIO.
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v. s. [Vittorio Spreti]
  
  
 
== Genealogia ==
 
== Genealogia ==
  
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== Stemmi ==
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ARMA: D’azzurro, al giglio d’ oro, accompagnato, in capo e punta, da due stelle (6) d’argento.
  
 
== Storia ==
 
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Bergamo
  
 
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'''AA.VV., ''Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato''. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 14:'''
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La storia bergamasca del casato Alborghetti ci tramanda personaggi legati agli ideali rivoluzionari fra Settecento e Ottocento. Giuseppe, di Ambivere, fu abate e poeta, noto per essere stato il direttore della rivista “Patriota Bergamasco”, primo giornale che si rifaceva agli ideali della Rivoluzione Francese. Insegnante di retorica nelle scuole cittadine, venne arrestato dal governo austriaco. Fra i suoi amici più stretti c’era anche lo scrittore Vincenzo Monti, che lo riconobbe come “eccellente poeta”. Della famiglia si ricorda quindi Federico, patriota e storico, esule in Svizzera, incaricato nel 1848 da Giuseppe Mazzini di guidare contro gli austriaci alcune bande insurrezionali esistenti nelle vallate bergamasche. La rivolta, che interessò la val San Martino e l’Albenza, terminò però in una disfatta. Giornalista e scrittore, fu direttore della “Gazzetta provinciale di Bergamo” e autore di opere di storia bergamasca: “La peste del 1630 a Bergamo”, “La guerriglia di Palazzago”, “La spedizione degli italiani in Polonia”, “La vita di Gaetano Donizetti e Simone Mayr”. Nel casato bergamasco viene ricordato anche Giuseppe, capo della sezione di coscrizione e di servizio militare del Regno Italico a Bergamo nel 1814.
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Il cognome Alborghetti è variante di “Borghi”, derivato dal toponimo Borgo. Fra le varianti diffuse nel Bergamasco vi sono i Borgo, Borghini, Borghetti e Borgonovo. Nella nostra provincia si contano 638 famiglie Alberghetti, concentrate in particolare a Bergamo, Ambivere, Palazzago, Mapello, Scanzorosciate. In Italia i nuclei degli Alberghetti sono 958.
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== Documenti ==
 
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== Collezioni ==
 
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Versione attuale delle 00:19, 9 lug 2020

Spreti vol. I, p. 348

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, 1928, vol. I, p. 348:

Famiglia, che nel 1311 ebbe la cittadinanza bergamasca con Giacomo del fu Lorenzo e che fu ascritta al Maggior Consiglio nel 1744.

ANTONIO con diploma 13 dicembre 1757 ebbe dal duca di Parma il titolo di conte con trasmissione mascolina e fu creato nel 1759 da Carlo IV, re delle Due Sicilie, cavaliere dell’Ordine Costantiniano. Ascritti al Maggior Consiglio di Bergamo, nel 1797 gli Alborghetti vennero riconosciuti nel titolo comitale ed ascritti nel Libro de’ titolati per ordinanza del Magistrato dei Feudi 26 settembre 1759 e con sovr. risoluz. 26 ottobre 1818 confermati nell’antica nobiltà e nel 1829 nel titolo di conte in persona di GIORDANO, marito di Margherita Colleoni e padre di NICOLÒ (n. 1824), assessore municipale. Sono attualmente indicati nell’Elenco Ufficiale coi titoli di «nobile» per mf. e di «conte» per m.

Cfr. A. S. M, Araldica.

(a. g.) [Alessandro Giulini]

Ivi, Appendice, Parte I, p. 198:

Sono iscritti nell'Elenco Uff. Nob. Italiano 1933, coi titoli di Conte (m.), Nobile (mf):

PIETRO GIORDANO, di Nicola, di Giordano.

Figli: Rosa Clara, Luisa, NICOLA, MARCO ANTONIO, FRANCO GIORDANO, Margherita, DAVIDE.

Fratelli: Angela in Berna, Maria Teresa in Tosi, MARCO ANTONIO.

v. s. [Vittorio Spreti]


Genealogia

Genealogia Alborghetti

Stemmi

ARMA: D’azzurro, al giglio d’ oro, accompagnato, in capo e punta, da due stelle (6) d’argento.

Storia

Personaggi

Federico Alborghetti

Dimore

Bergamo

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 14:

La storia bergamasca del casato Alborghetti ci tramanda personaggi legati agli ideali rivoluzionari fra Settecento e Ottocento. Giuseppe, di Ambivere, fu abate e poeta, noto per essere stato il direttore della rivista “Patriota Bergamasco”, primo giornale che si rifaceva agli ideali della Rivoluzione Francese. Insegnante di retorica nelle scuole cittadine, venne arrestato dal governo austriaco. Fra i suoi amici più stretti c’era anche lo scrittore Vincenzo Monti, che lo riconobbe come “eccellente poeta”. Della famiglia si ricorda quindi Federico, patriota e storico, esule in Svizzera, incaricato nel 1848 da Giuseppe Mazzini di guidare contro gli austriaci alcune bande insurrezionali esistenti nelle vallate bergamasche. La rivolta, che interessò la val San Martino e l’Albenza, terminò però in una disfatta. Giornalista e scrittore, fu direttore della “Gazzetta provinciale di Bergamo” e autore di opere di storia bergamasca: “La peste del 1630 a Bergamo”, “La guerriglia di Palazzago”, “La spedizione degli italiani in Polonia”, “La vita di Gaetano Donizetti e Simone Mayr”. Nel casato bergamasco viene ricordato anche Giuseppe, capo della sezione di coscrizione e di servizio militare del Regno Italico a Bergamo nel 1814. Il cognome Alborghetti è variante di “Borghi”, derivato dal toponimo Borgo. Fra le varianti diffuse nel Bergamasco vi sono i Borgo, Borghini, Borghetti e Borgonovo. Nella nostra provincia si contano 638 famiglie Alberghetti, concentrate in particolare a Bergamo, Ambivere, Palazzago, Mapello, Scanzorosciate. In Italia i nuclei degli Alberghetti sono 958.


Documenti

Collezioni