Giovanni Pesenti: differenze tra le versioni

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[[Immagine:Pesenti 12d Giovanni (Ceresa) (restaurato).jpg|frame|[[Carlo Ceresa]]. Ritratto di Giovanni di Francesco Pesenti" olio su tela (cm 102x86) Bergamo, coll. priv.)]]
 
  
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Figlio di '''[[Francesco Pesenti]]''' e di Elena Correggi
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'''[dalla scheda a cura di Luisa Vertova ne ''I pittori bergamaschi – Il Seicento II'', p. 570, 682]:'''
  
[dalla scheda a cura di Luisa Vertova ne I pittori bergamaschi – Il Seicento II, p. 570, 682]
 
 
Bergamo, collezione privata
 
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Firmato e datato 1650.
 
Firmato e datato 1650.
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L’iscrizione apposta in alto, accanto allo stemma Pesenti con l’aquila e la stadera, fornisce la data dell’effigie e l’identità dell’effigiato: «IOHANNES FILIUS FRANCISCI DE PESENTIS ANNO A NATIVITATE DOMINI MDCL». In basso, a sinistra, si legge la firma «CARLO CERESA». Il Giovanni qui effigiato era nato nel 1588, dopo che suo padre Francesco, rimasto vedovo, era convolato a nozze con Elena Correggi. All’epoca del ritratto, aveva quindi sessantadue anni. Il Ceresa lo presenta seguendo uno schema abituale: mano sinistra che tocca il messale posato sul tavolo, pugno destro sul fianco, in atto di stringere il cappello nero. Ma la testa che sovrasta il solito abito nero e bianco, stagliandosi sui bigio fondale - una testa intonata alla stessa assenza di colore per i capelli canuti, il pizzetto brizzolato, i baffi e i sopraccigli neri - ha due occhi volitivi che non si dimenticano. Il Fornoni cita una replica all’Ospedale Maggiore.
 
L’iscrizione apposta in alto, accanto allo stemma Pesenti con l’aquila e la stadera, fornisce la data dell’effigie e l’identità dell’effigiato: «IOHANNES FILIUS FRANCISCI DE PESENTIS ANNO A NATIVITATE DOMINI MDCL». In basso, a sinistra, si legge la firma «CARLO CERESA». Il Giovanni qui effigiato era nato nel 1588, dopo che suo padre Francesco, rimasto vedovo, era convolato a nozze con Elena Correggi. All’epoca del ritratto, aveva quindi sessantadue anni. Il Ceresa lo presenta seguendo uno schema abituale: mano sinistra che tocca il messale posato sul tavolo, pugno destro sul fianco, in atto di stringere il cappello nero. Ma la testa che sovrasta il solito abito nero e bianco, stagliandosi sui bigio fondale - una testa intonata alla stessa assenza di colore per i capelli canuti, il pizzetto brizzolato, i baffi e i sopraccigli neri - ha due occhi volitivi che non si dimenticano. Il Fornoni cita una replica all’Ospedale Maggiore.
 
Bibl.: E. Fornoni ms. s.d. (ca. 1915-20), II, p. 188 n. 89; M. Valsecchi l972, fig.18; M.Gregari 1979, p. 715; U. Ruggeri 1979, p. 179, fig. 238.
 
Bibl.: E. Fornoni ms. s.d. (ca. 1915-20), II, p. 188 n. 89; M. Valsecchi l972, fig.18; M.Gregari 1979, p. 715; U. Ruggeri 1979, p. 179, fig. 238.

Versione attuale delle 03:51, 22 nov 2016

(10 giugno 1588 † 21 ottobre 1653)

Genealogia

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Figlio di Francesco Pesenti e di Elena Correggi


Carlo Ceresa. Ritratto di Giovanni di Francesco Pesenti" olio su tela (cm 102x86) Bergamo, coll. priv.)


[dalla scheda a cura di Luisa Vertova ne I pittori bergamaschi – Il Seicento II, p. 570, 682]:

Bergamo, collezione privata

Firmato e datato 1650.

L’iscrizione apposta in alto, accanto allo stemma Pesenti con l’aquila e la stadera, fornisce la data dell’effigie e l’identità dell’effigiato: «IOHANNES FILIUS FRANCISCI DE PESENTIS ANNO A NATIVITATE DOMINI MDCL». In basso, a sinistra, si legge la firma «CARLO CERESA». Il Giovanni qui effigiato era nato nel 1588, dopo che suo padre Francesco, rimasto vedovo, era convolato a nozze con Elena Correggi. All’epoca del ritratto, aveva quindi sessantadue anni. Il Ceresa lo presenta seguendo uno schema abituale: mano sinistra che tocca il messale posato sul tavolo, pugno destro sul fianco, in atto di stringere il cappello nero. Ma la testa che sovrasta il solito abito nero e bianco, stagliandosi sui bigio fondale - una testa intonata alla stessa assenza di colore per i capelli canuti, il pizzetto brizzolato, i baffi e i sopraccigli neri - ha due occhi volitivi che non si dimenticano. Il Fornoni cita una replica all’Ospedale Maggiore. Bibl.: E. Fornoni ms. s.d. (ca. 1915-20), II, p. 188 n. 89; M. Valsecchi l972, fig.18; M.Gregari 1979, p. 715; U. Ruggeri 1979, p. 179, fig. 238.