Cesare Tallone: differenze tra le versioni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
(Nuova pagina: (Savona, 1853 † Milano, 1919) Studiò all’Accademia di Brera a Milano dove abitò dal 1872 al 1880. Nel 1883, all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Roma espose la sua famos...)
 
 
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All’inizio della sua carriera dipinse soggetti storici, ma ben presto lasciò questo genere di pittura per dedicarsi ai ritratti. Tallone unì ad un mestiere molto classico la grazia e la leggerezza dei colori chiari. I suoi visi sono illuminati da giochi sottili di colore che li animano, materializzandoli, e facendoli uscire dal quadro. Dipingeva a grandi pennellate, facando vibrare la luce, ornando i suoi paesaggi o i mazzi di fiori con pochi impercettibili tocchi, conferendo loro una freschezza aerea. Bènèzit lo considera molto vicino a Boudin e a Honfleur con un’impronta moderna più pronunciata, che fa pensare a Dufy.
 
All’inizio della sua carriera dipinse soggetti storici, ma ben presto lasciò questo genere di pittura per dedicarsi ai ritratti. Tallone unì ad un mestiere molto classico la grazia e la leggerezza dei colori chiari. I suoi visi sono illuminati da giochi sottili di colore che li animano, materializzandoli, e facendoli uscire dal quadro. Dipingeva a grandi pennellate, facando vibrare la luce, ornando i suoi paesaggi o i mazzi di fiori con pochi impercettibili tocchi, conferendo loro una freschezza aerea. Bènèzit lo considera molto vicino a Boudin e a Honfleur con un’impronta moderna più pronunciata, che fa pensare a Dufy.
 
Una bella monografia gli è stata dedicata da V. Bignami e C. Caversazzi.
 
Una bella monografia gli è stata dedicata da V. Bignami e C. Caversazzi.
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! [[Immagine:Agliardi 20d Giovanni Battista 1880-85 ca. (Cesare Tallone).jpg|thumb|Ritratto di Giovanni Battista [[Agliardi]] (1880-85 ca.)]]
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Versione attuale delle 17:54, 28 mag 2007

(Savona, 1853 † Milano, 1919)

Studiò all’Accademia di Brera a Milano dove abitò dal 1872 al 1880. Nel 1883, all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Roma espose la sua famosa tela “Un trionfo del Cristianesimo al tempo di Alarico”, che fu acquistata dal principe Marcantonio Borghese. Dal 1883 al 1885 fu professore all’Accademia Carrara di Bergamo. Partecipò ad importanti mostre a Roma, Milano, Torino e Venezia. Nel 1889 fu professore all’Accademia di Brera; prese parte all’Esposizione Universale di Parigi, dove ottenne un importante riconoscimento. All’inizio della sua carriera dipinse soggetti storici, ma ben presto lasciò questo genere di pittura per dedicarsi ai ritratti. Tallone unì ad un mestiere molto classico la grazia e la leggerezza dei colori chiari. I suoi visi sono illuminati da giochi sottili di colore che li animano, materializzandoli, e facendoli uscire dal quadro. Dipingeva a grandi pennellate, facando vibrare la luce, ornando i suoi paesaggi o i mazzi di fiori con pochi impercettibili tocchi, conferendo loro una freschezza aerea. Bènèzit lo considera molto vicino a Boudin e a Honfleur con un’impronta moderna più pronunciata, che fa pensare a Dufy. Una bella monografia gli è stata dedicata da V. Bignami e C. Caversazzi.

Ritratto di Giovanni Battista Agliardi (1880-85 ca.)