Dom Ambrogio Lupi: differenze tra le versioni

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(n. 1600 ca. † 1684)
 
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Spirò nel 1684.  
 
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'''GABRIELE MEDOLAGO, ''Il castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi'', Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, pp. 183''':
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'''Ivi, p. 183''':
 
Olio su tela, cm 200x140, di anonimo lombardo della seconda metà del XVII secolo, Fondazione Morando-Bolognini.
 
Olio su tela, cm 200x140, di anonimo lombardo della seconda metà del XVII secolo, Fondazione Morando-Bolognini.
 
Il personaggio, di età matura, è ritratto in veste nera, seduto su di un’elegante poltrona intagliata, appoggiato con il braccio destro ad un tavolo coperto da drappo rosso, come il tendaggio in secondo piano; sul tavolo si trovano un foglio, un calamaio con due penne, un libro e vari fogli, su uno dei quali egli poggia la mano.
 
Il personaggio, di età matura, è ritratto in veste nera, seduto su di un’elegante poltrona intagliata, appoggiato con il braccio destro ad un tavolo coperto da drappo rosso, come il tendaggio in secondo piano; sul tavolo si trovano un foglio, un calamaio con due penne, un libro e vari fogli, su uno dei quali egli poggia la mano.

Versione attuale delle 19:14, 17 gen 2008

Anonimo lombardo. Ritratto di Dom Ambrogio Lupi (1600 ca. - 1684)

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(Giovanni Battista Giulio?) (n. 1600 ca. † 1684)

Abate

Figlio di Orazio e di Claudia Alessandri?

GABRIELE MEDOLAGO, Il castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, pp. 197:

Nacque in Bergamasca nel 1600 circa. Potrebbe essere il Giovanni Battista Giulio nato 10 ottobre 1599 a Cenate Sotto da Orazio e da Claudia Alessandri, del ramo dei Lupi di Corsarola. Infatti il 28 marzo 1659 ed il 10 marzo 1660 lo troviamo tutore dei figli del fu Flaminio fu Orazio ed il 26 dicembre 1656 in Pignolo fu testimone al matrimonio di Vittorio Lupi di Pignolo e di Angela Anna Lupi di Corsarola. L’abate Suardi lo dice nipote del vescovo di Treviso, cioè del ramo di Chiuduno. Fu monaco benedettino cassinense del Monastero di San Paolo d’Argon, nel quale emise la professione il 15 aprile 1616. Negli elenchi degli incarichi del monastero lo troviamo citato come Padre Dom Ambrogio da Bergamo. Nel 1632 venne eletto economo, incarico che tenne per cinque anni. Fece costruire una cella vinaria con volta ed una scala in pietra nella fattoria di Sarnico di proprietà del monastero. Dal 1635 al 1652 lo troviamo sempre come decano. Nel 1635 fu deputato alla cellerarìa e così nel 1646-1650. Nel 1635 fu anche deputato alla procurazia, nel 1640 alla rettorìa di Sarnico, come pure nel 1644 quando fu anche sostituto dell’Abate. Nel 1646 e 1647 fu procuratore. Nel 1648 fu procuratore ed addetto a far eseguire i decreti per il dormitorio emanati in quell’anno. Nel 1649 e 1650 fu deputato all’Archivio e scritture in esecuzione dei decreti del 1648. Nel 1651 fu deputato alla casa della Madonna d’Argon. Nel 1655 fu deputato a “commendar ed osservar errori” nei libri e rivedere gli inventari. Nello stesso anno e nel 1658 fu deputato alle cerimonie monastiche. Nel 1655, 1657 e 1658 fu deputato a rivedere i libri nelle celle. Il 31 luglio 1655 lo troviamo come priore, Nel 1657 fu deputato ad emendar il coro, nel 1657 e 1658 alla sagrestia e nel 1657 ed il 6 luglio 1658 priore claustrale. Non figura più come priore, anzi scompare dall’elenco, il 19 giugno 1659. Il 4 giugno 1660 lo troviamo come priore (titolare) di Lérins. Una sera del 1650 egli, economo del monastero, di ritorno da Brignano con alcuni compagni, venne aggredito da alcuni banditi sulla strada presso la cascina Olzieti e derubato di parte del denaro, di tre cavalli e di tre schioppi. Il Lupi e gli altri si salvarono a stento ed i colpevoli vennero scoperti due anni dopo a Piacenza od a Brescia ed impiccati. Fu il primo monaco di Argon ad esser insignito del grado di Abate titolare, avendo cioè solo la dignità e non il governo di un monastero. Con questo titolo lo troviamo fra il 20 giugno 1661 ed il 19 settembre 1681, ma certamente lo mantenne sino alla morte. Non lo troviamo tra i monaci di Argon negli anni 1652-1654, 1659 e 1678. Di lui si conserva un ritratto del 1670. Anteriormente al 1675, forse nel 1669 o nel 1674, Antonio Lupis gli scrisse ad Argon una lettera nella quale parla di un panegirico per il capitano di Bergamo da lui composto a Cenate in casa sua. Ai tempi dell’abate Giuseppe Maria Barbieri (1683-1684) nel 1683, fece realizzare a proprie spese una grande lampada di 35 once per l’altar maggiore della chiesa di San Paolo d’Argon e vi fece porre il proprio nome, l’anno e lo stemma gentilizio. Spirò nel 1684.

Ivi, p. 183: Olio su tela, cm 200x140, di anonimo lombardo della seconda metà del XVII secolo, Fondazione Morando-Bolognini. Il personaggio, di età matura, è ritratto in veste nera, seduto su di un’elegante poltrona intagliata, appoggiato con il braccio destro ad un tavolo coperto da drappo rosso, come il tendaggio in secondo piano; sul tavolo si trovano un foglio, un calamaio con due penne, un libro e vari fogli, su uno dei quali egli poggia la mano. Sulla sinistra si trova lo stemma con ornamenti abbaziali con mitria e pastorale e la scritta: AMBROSIVS LVPVS ABBAS CASSINENSE 1670 La cornice è originale, in legno intagliato e dorato con piccole foglie ritmate. Al centro di essa vi è un cartiglio con l’iscrizione: DONO DELLA FAMIGLIA LUPI DAINA La tela è purtroppo bucata, allentata, con cattivi restauri e cadute di colore.