Chigi Albani Della Rovere: differenze tra le versioni

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(Nuova pagina: ARMA: Inquartato: nel 1° e 4° di azzurro alla rovere sradicata e coi rami passati.in doppia croce di Sant’Andrea d’oro; nel 2° e 3° di rosso al monte di sei cime d’oro, sormo...)
 
 
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È rimasta ereditaria dal 1712 in questa famiglia la dignità di maresciallo del Conclave. FABIO fu papa col nome di Alessandro VII, quattro furono onorati dalla porpora cardinalizia; due furono vescovi, ed uno gran maestro dei cavalieri di Malta.
 
È rimasta ereditaria dal 1712 in questa famiglia la dignità di maresciallo del Conclave. FABIO fu papa col nome di Alessandro VII, quattro furono onorati dalla porpora cardinalizia; due furono vescovi, ed uno gran maestro dei cavalieri di Malta.
 
Anche il Beato GIOVANNI da Macerata, agostiniano, morto nel 1360, il B. BONAVENTURA, servita, e la B. Angioia furono dei Chigi.
 
Anche il Beato GIOVANNI da Macerata, agostiniano, morto nel 1360, il B. BONAVENTURA, servita, e la B. Angioia furono dei Chigi.
In questa famiglia si estinguono gli Albani di Urbino e di Roma; famiglia veneta, venuta dall’Albania in Italia nel XV secolo.
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In questa famiglia si estinguono gli [[Albani]] di Urbino e di Roma; famiglia veneta, venuta dall’Albania in Italia nel XV secolo.
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Un GIORGIO ALBANI fu celebre condottiero di armati al servizio di Roberto Malatesta, signore di Rimini e di Francesco I duca di Urbino ove stabilì la propria famiglia, la quale salì in grande possanza allorché nel 1700 un GIOVANNI FRANCESCO fu creato sommo pontefice col nome di Clemente XII. Diede inoltre tre cardinali alla chiesa, ANNIBALE, creato nel 1711, ALESSANDRO, nel 1721 e GIUSEPPE CLEMENTE nel 1804. L’imperatore Giuseppe I inalzò gli Albani di Roma al rango di principi dell’Impero nel 1710, conferendo questa dignità ad Annibale, che fu poi cardinale, col diritto di trasmissione a tutta la famiglia la quale si spense nel 1811 con la morte del principe CARLO, consigliere intimo, al servizio dell’Austria e gran maestro dell’arciduca Francesco.
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Appartennero anche a questa famiglia i Della Rovere di Urbino.
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FRANCESCO MARIA della Rovere, figlio di Giovanni, conte di Sinigallia e di Mondavio, duca di Roma, fratello del pontefice Giulio II e di Giovanna Feltria, aggiunse allo Stato di Urbino la città di Pesaro concessagli in feudo dal pontefice suo zio.
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Gli successe nel ducato il proprio figlio GUIDO UBALDO, ed a questo FRANCESCO MARIA II, il quale, vedendosi senza prole, rinunciò nel 1628 il ducato di Urbino alla S. Sede e morì a Castello Durante, e con lui si estinse la famiglia Della Rovere.
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La famiglia è iscritta nell’Elenco ufficiale col titolo di F. P. R; principe (mpr.); nobile romano (mf.); coscritto (mpr.); principe del S. R. I. (mpr.); principe di Farnese (mpr.); principe di Soriano (mpr.); principe di Campagnano (mpr.); duca di Ariccia (mpr.); duca di Formelle (mpr.); marchese di Magliano Pecorareccio (mpr.); signore di Castelfusano (mpr.); signore di Cesano (mpr.); signore dell’Olgiata (mpr.); signore di Scrofano (mpr.); nobile di Viterbo e di Urbino (mf.); patrizio di Genova (m.); patrizio Veneto (mf.); in persona di MARIO †, dei figli Don LUDOVICO, Commendatore professo e Cavaliere di Giustizia del S. M. O. di Malta, Maresciallo ereditario del Conclave, Eleonora in Incisa della Rocchetta, .Don FRANCESCO, sp. a Maria Concetta Torlonia dei Duchi di Poli da cui: Princ. Donna Olimpia Antonietta e Princ. Donna Flavia Eleonora, e dei figli di Ludovico: SIGISMONDO, PIETRO e donna Laura Maria Caterina sp. al conte Denis Crisi della Piè.
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''t. b.''

Versione attuale delle 23:37, 20 ago 2007

ARMA: Inquartato: nel 1° e 4° di azzurro alla rovere sradicata e coi rami passati.in doppia croce di Sant’Andrea d’oro; nel 2° e 3° di rosso al monte di sei cime d’oro, sormontato da una stella di otto raggi dello stesso.

DIMORA: Roma

Fin dal 1100 si hanno in Siena memorie dei Chigi, col nome di conti dell’Ardenghesca, che possedevano uno Stato nel senese con molte rocca e castella.

RANUZIO ed ANSELMO furono signori del castello di Macerata. Divisa in due rami, dal primo fu continuata in Siena la casa Chigi, che poi si immedesimò in quella dei Zondadari, e dal secondo ebbe origine la linea di Roma fregiata dal pontefice Alessandro VII del titolo di principe di Farnese e di Campagnano, di duca di Ariccia e di signora di Cesano, di Magliano, Scrofano, ecc. È rimasta ereditaria dal 1712 in questa famiglia la dignità di maresciallo del Conclave. FABIO fu papa col nome di Alessandro VII, quattro furono onorati dalla porpora cardinalizia; due furono vescovi, ed uno gran maestro dei cavalieri di Malta. Anche il Beato GIOVANNI da Macerata, agostiniano, morto nel 1360, il B. BONAVENTURA, servita, e la B. Angioia furono dei Chigi. In questa famiglia si estinguono gli Albani di Urbino e di Roma; famiglia veneta, venuta dall’Albania in Italia nel XV secolo.

Un GIORGIO ALBANI fu celebre condottiero di armati al servizio di Roberto Malatesta, signore di Rimini e di Francesco I duca di Urbino ove stabilì la propria famiglia, la quale salì in grande possanza allorché nel 1700 un GIOVANNI FRANCESCO fu creato sommo pontefice col nome di Clemente XII. Diede inoltre tre cardinali alla chiesa, ANNIBALE, creato nel 1711, ALESSANDRO, nel 1721 e GIUSEPPE CLEMENTE nel 1804. L’imperatore Giuseppe I inalzò gli Albani di Roma al rango di principi dell’Impero nel 1710, conferendo questa dignità ad Annibale, che fu poi cardinale, col diritto di trasmissione a tutta la famiglia la quale si spense nel 1811 con la morte del principe CARLO, consigliere intimo, al servizio dell’Austria e gran maestro dell’arciduca Francesco.

Appartennero anche a questa famiglia i Della Rovere di Urbino. FRANCESCO MARIA della Rovere, figlio di Giovanni, conte di Sinigallia e di Mondavio, duca di Roma, fratello del pontefice Giulio II e di Giovanna Feltria, aggiunse allo Stato di Urbino la città di Pesaro concessagli in feudo dal pontefice suo zio. Gli successe nel ducato il proprio figlio GUIDO UBALDO, ed a questo FRANCESCO MARIA II, il quale, vedendosi senza prole, rinunciò nel 1628 il ducato di Urbino alla S. Sede e morì a Castello Durante, e con lui si estinse la famiglia Della Rovere. La famiglia è iscritta nell’Elenco ufficiale col titolo di F. P. R; principe (mpr.); nobile romano (mf.); coscritto (mpr.); principe del S. R. I. (mpr.); principe di Farnese (mpr.); principe di Soriano (mpr.); principe di Campagnano (mpr.); duca di Ariccia (mpr.); duca di Formelle (mpr.); marchese di Magliano Pecorareccio (mpr.); signore di Castelfusano (mpr.); signore di Cesano (mpr.); signore dell’Olgiata (mpr.); signore di Scrofano (mpr.); nobile di Viterbo e di Urbino (mf.); patrizio di Genova (m.); patrizio Veneto (mf.); in persona di MARIO †, dei figli Don LUDOVICO, Commendatore professo e Cavaliere di Giustizia del S. M. O. di Malta, Maresciallo ereditario del Conclave, Eleonora in Incisa della Rocchetta, .Don FRANCESCO, sp. a Maria Concetta Torlonia dei Duchi di Poli da cui: Princ. Donna Olimpia Antonietta e Princ. Donna Flavia Eleonora, e dei figli di Ludovico: SIGISMONDO, PIETRO e donna Laura Maria Caterina sp. al conte Denis Crisi della Piè. t. b.