Gandolfi: differenze tra le versioni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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[[Immagine:Gandolfi 1 (Spreti).jpg|thumb|Spreti vol. III, p. 356]]
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'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. III, pp. 356-357:'''
  
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Famiglia pavese che figura fra le prime di parte guelfa in Pavia e subì nel 1313 il bando e la confisca dei beni per condanna dell’imperatore Enrico VII. In quel tempo FILIPPO Gandolfi strinse alleanza col re Roberto di Napoli e coi Langosco di Lomello contro i Visconti.
  
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Per capostipite è riconosciuto un FRANCESCO, vivente nel 1370. I Gandolfi contrassero alleanze matrimoniali coi Beccaria, Albonesi, Candiani, Caponago, Beccaria ecc., possedevano vasti beni nel territorio pavese, eressero istituti di pubblica beneficenza, ebbero il giuspatronato della chiesa di S. Pietro de Giorgio e cappelle gentilizie e sepolcri nella Chiesa di S. Eusebio e nella Basilica di S. Michele in Pavia.
  
'''VOCE IN VIA DI COMPILAZIONE'''
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Per decreto 10 luglio 1782 dell’Imp. R. Tribunale Araldico fu riconosciuta a Don GIOVANNI Gandolfi, cittadino pavese, la nobiltà della sua famiglia e delineato lo stemma sopra descritto nel Codice Araldico.
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La famiglia è iscritta nell’El. Nob. Uff. col titolo di nobile e col trattamento di Don e Donna in persona di:
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ERMANNO, di Francesco, di Antonio coi fratelli: FERRUCCIO ALESSANDRO, Evelina, Bianca, Maria e Pierina.
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v. s. [Vittorio Spreti]
  
  
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ARMA: Inquartato: nel 1° e 4° di azzurro a due spade di argento, guernite di oro e decussate; nel 2° e 3° di argento al delfino al naturale la testa in fascia, la coda in alto.
  
 
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Pavia e Torino
  
 
== Iconografia ==
 
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Versione attuale delle 16:59, 19 dic 2017

Spreti vol. III, p. 356

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. III, pp. 356-357:

Famiglia pavese che figura fra le prime di parte guelfa in Pavia e subì nel 1313 il bando e la confisca dei beni per condanna dell’imperatore Enrico VII. In quel tempo FILIPPO Gandolfi strinse alleanza col re Roberto di Napoli e coi Langosco di Lomello contro i Visconti.

Per capostipite è riconosciuto un FRANCESCO, vivente nel 1370. I Gandolfi contrassero alleanze matrimoniali coi Beccaria, Albonesi, Candiani, Caponago, Beccaria ecc., possedevano vasti beni nel territorio pavese, eressero istituti di pubblica beneficenza, ebbero il giuspatronato della chiesa di S. Pietro de Giorgio e cappelle gentilizie e sepolcri nella Chiesa di S. Eusebio e nella Basilica di S. Michele in Pavia.

Per decreto 10 luglio 1782 dell’Imp. R. Tribunale Araldico fu riconosciuta a Don GIOVANNI Gandolfi, cittadino pavese, la nobiltà della sua famiglia e delineato lo stemma sopra descritto nel Codice Araldico.

La famiglia è iscritta nell’El. Nob. Uff. col titolo di nobile e col trattamento di Don e Donna in persona di:

ERMANNO, di Francesco, di Antonio coi fratelli: FERRUCCIO ALESSANDRO, Evelina, Bianca, Maria e Pierina.

v. s. [Vittorio Spreti]


Genealogia

Genealogia Gandolfi

Stemmi

ARMA: Inquartato: nel 1° e 4° di azzurro a due spade di argento, guernite di oro e decussate; nel 2° e 3° di argento al delfino al naturale la testa in fascia, la coda in alto.

Stemmi famiglia Gandolfi

Storia

Personaggi

Dimore

Pavia e Torino

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/riccardo-gandolfi_(Dizionario-Biografico)/

Documenti

Collezioni

Note