Majneri: differenze tra le versioni
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| + | Famiglia originaria di Milano d’onde fu esiliata al tempo dell’imp. Barbarossa (secolo XII). Fin dal 1492 fu ascritta al Decurionato di Lodi e nel 1596 ammessa al Collegio dei Nobili Giurisperiti di detta città. Un BARNABA MAINERIO fu dottore Collegiato, Podestà di Milano e con Sov. Ris. del R. Tribunale Araldico della Lombardia del 15 giugno 1777 ottenne la delineazione dello stemma su detto nel Cod. Araldico; un IGNAZIO fu Decurione. Con Sovr. Risol. 20 nov. 1816 l’imperatore d’Austria Francesco I confermò l’antica nobiltà a GOTTIFREDO Maineri. Con Decreti del Ministro dell’Interno del Regno d’Italia (1876 e 1887) fu dichiarato competere ad ANNIBALE-BARNABA, figlio del predetto Gottifredo, il titolo di nobile, il trattamento di Don e Donna nonché l’arma sopra descritta, il tutto trasmissibile nei discendenti d’ambo i sessi legittimi e naturali per continuata linea retta mascolina. | ||
| + | La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. coi titoli di Nobile (mf.), Patrizio di Lodi (m.), trattamento di Don e Donna, in persona del ramo di ANTONIO, di Gottifredo, di Barnaba. | ||
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== Bibliografia == | == Bibliografia == | ||
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Versione attuale delle 17:22, 6 giu 2018
Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 239:
Famiglia originaria di Milano d’onde fu esiliata al tempo dell’imp. Barbarossa (secolo XII). Fin dal 1492 fu ascritta al Decurionato di Lodi e nel 1596 ammessa al Collegio dei Nobili Giurisperiti di detta città. Un BARNABA MAINERIO fu dottore Collegiato, Podestà di Milano e con Sov. Ris. del R. Tribunale Araldico della Lombardia del 15 giugno 1777 ottenne la delineazione dello stemma su detto nel Cod. Araldico; un IGNAZIO fu Decurione. Con Sovr. Risol. 20 nov. 1816 l’imperatore d’Austria Francesco I confermò l’antica nobiltà a GOTTIFREDO Maineri. Con Decreti del Ministro dell’Interno del Regno d’Italia (1876 e 1887) fu dichiarato competere ad ANNIBALE-BARNABA, figlio del predetto Gottifredo, il titolo di nobile, il trattamento di Don e Donna nonché l’arma sopra descritta, il tutto trasmissibile nei discendenti d’ambo i sessi legittimi e naturali per continuata linea retta mascolina.
La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. coi titoli di Nobile (mf.), Patrizio di Lodi (m.), trattamento di Don e Donna, in persona del ramo di ANTONIO, di Gottifredo, di Barnaba.
Fratelli: GIUSEPPE, Francesca ved. Bignami, Maria ved. Bacchetti, e AURELIO; nonché in persona del ramo di:
PAOLO EMILIO, di Carlo Ignazio, di Luigi con la sorella Alfonsa.
v. s. [Vittorio Spreti]
Indice
Genealogia
Stemmi
ARMA: Interzato in fascia: nel 1° d’oro all’aquila di nero, coronata del campo; nel 2° d’azzurro ad una fede di carnagione vestita di rosso; nel 3° scaccato d’azzurro e d’argento di otto file (Arch. Stato Milano Cod. Arald., pag. 144).
CIMIERO: Un’aquila uscente di nero, coronata d’oro.
Storia
Personaggi
Dimore
Lodi e Milano
Sepolture
Iconografia
Dipinti e Ritratti
Archivio fotografico
Fonti
Bibliografia
Rimanda a Maineri: http://www.treccani.it/enciclopedia/maino-maineri_(Dizionario-Biografico)/