Bonicelli: differenze tra le versioni
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'''AA.VV., ''Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato''. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 42:''' | '''AA.VV., ''Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato''. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 42:''' | ||
Versione delle 19:56, 15 mar 2010
AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 42:
Storica famiglia bergamasca, con ceppo originario a Clusone, poi emigrata in valle di Scalve verso il 1699. Della presenza del casato a Clusone si hanno testimonianze da pergamene del 1405. I Bonicelli si imparentarono poi con la famiglia Viti o Vite di Clusone, e i due cognomi si fusero verso la metà del ‘500 con le nozze di Giovanni Bonicelli e la figlia unica di Passino Viti. Il casato andò quindi diminuendo tanto che nel 1720 le famiglie con questo cognome si erano ridotte a tre e nel 1895 sopravviveva solo quella di Pietro Bonicelli. All’architetto Angelo si deve l’attuale facciata del Duomo di Bergamo, inaugurata nel 1886. Nella storia si ricordano diversi notai, cardinali e i due vescovi contemporanei, Gaetano e Cesare. Bonicelli è derivazione di Boni, a sua volta basato sull’aggettivo “buono”, con il significato di “buon carattere e buoni sentimenti”. Tantissimi i cognomi varianti che hanno la stessa base Boni: fra i più diffusi nel Bergamasco i Bonetti (672), Bonazzi (127), Bonassi (154), Bonassoli e Bonaldo. Le famiglie Bonicelli nella nostra provincia sono 70, soprattutto a Vilminore di Scalve, Bergamo e Villa d’Ogna; in Italia se ne contano 377