Baschenis: differenze tra le versioni
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Versione delle 00:10, 29 ott 2008
“Le famiglie Fontana, agnome ad ora
Che d’Averara porta, Regazzona,
Baschenis, Bottagisia uscirno fuora
[...]
La Bascheni per tre pittor fioriva,
Ch’all’usanza pingevano chinese
A fresco architettura, e prospettiva:
Evaristo da questi ne discese
Già quarant’anni e tre pur egli estinto
Raro pittore onore del paese.
Ogni strumento musico ha depinto,
Mappamondi, e con note infinte carte,
E ciò che pinse non rassembra finto.
Meglio stromenti tai non sa far l’arte;
E par che si devrebbero far netti
Della polve che han sparsa in qualche parte".
Queste rime dell’abate G. B. Angelini (Descrizione, p. 363), sono emblematiche della stima che questa grande famiglia di pittori ha saputo ben presto conquistarsi partendo da Averara in alta Val Brembana, non solo nelle vallate alpine e nell’ambito cittadino ma poi anche, con Evaristo, nei più significativi poli culturali del mondo. È un esempio preclaro tra i tanti che i pittori montanari orobici soprattutto brembani ci hanno dato e dimostra come la povertà e la rudezza dell’ambiente alpestre possano essere vinti con l’intelligenza, l’essenzialità e un innato senso poetico, religioso e imprenditoriale che è tanto spesso presente in larga misura nei montanari che sanno capire e interpretare il misterioso messaggio che emana dalle luci, dai colori, dai suoni e dai silenzi da quei paesaggi. Anche se spesso uno strato di cenere, di pudica apparente rudezza, copre la brace come nell’antico detto, la qualità vince. Del resto l’abate Angelini stesso aveva salde e sana radici montane. [GPA]
Indice
Genealogia
[Genealogia Baschenis]