Camillo Antonio Agliardi (18): differenze tra le versioni
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Iscritto all’Università di Padova il 6 giugno 1775 | Iscritto all’Università di Padova il 6 giugno 1775 | ||
Versione delle 20:07, 27 apr 2007
Canonico e storico
(Bergamo, 15 dicembre 1749 † Venezia, 23 maggio 1795)
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Figlio di ALESSANDRO e di Maria Agnese Gritti Morlacchi (1718-1782).
Iscritto all’Università di Padova il 6 giugno 1775 Studioso del Medio Evo bergamasco. Sonetti in morte dell’Abate Camillo (F/4/54) Lettera di Lorenzo Mascheroni per la morte del Canonico Mario Lupo (H/2/12) Lettera di Mons. Locatelli sulla vita ed opere del Canonico Camillo (F/5/8) Sull’acquisto da parte del Canonico Camillo della libreria Barbacina e carte relative alla libreria da lui lasciata al Capitolo (A/17/l- 2- 3 con suo testamento). Inventario dei suoi mobili (A/17/4) Atti della Commissaria del Canonico Camillo (A/ 18/3 A /19/1 a 5) Lettere 1790-99 (H/ 3/9) che ci danno un interessante quadro di Camillo, uomo non solo dotto, ma anche esperto e avveduto amministratore e consigliere della cugina Laura Zanchi, figlia di Anna Maria Agliardi e già vedova del N.H. Giorgio (Zorzi) Contenti. Vi sono anche interessanti confidenze dell’amministratore di casa Contenti che fanno intravedere squarci di vita veneziana di quel fine 700. I suoi importanti studi sul medioevo bergamasco sono citati in BB3 vol 1° appendice 2 pag 71 e sulle famiglie bergamasche v’è un suo volume manoscritto nell’Archivio della Curia Vescovile di BG archivio capitolare n° 931 Dona all’Ateneo copia del ritratto di Bonifacio Agliardi (14) Scrive il Belotti : “Discepolo del Lupo fu canonico Camillo Agliardi, nato a Bergamo il 15 dicembre 1749, dal conte Alessandro, educato nel Collegio Mariano della nostra città, quindi a Milano e a Padova, e già nel 1773 eletto tra i membri del capitolo di Bergamo, per la fama conseguita colla serietà dei suoi studi. L’Agliardi consacrò pure tutta la sua attività alla ricerca degli antichi documenti e alle indagini d’archivio. Egli non si curò di pubblicare, se pur si ricorda una sua composizione latina in onore del capitano Pietro Pisani (Bergamo 1791); ma restano i suoi Appunti al Codex Diplomaticus del Lupo, gli Studi preparatori per una cronologia dei rettori di Bergamo, gli Studi sulla zecca di Bergamo, documenti predisposti per la storia della chiesa e delle famiglie di Bergamo, estratti dall’archivio capitolare e dalle imbreviature notarili e i lavori per la pubblicazione del secondo volume del Codex Diplomaticus. Con questi e con altri scritti, come la trascrizione della cronaca del Beretta e di altre cronache del sec. V, l’Agliardi raccolse un materiale cospicuo, che consacra anche il suo nome fra i benemeriti dei patrii studi e che fa pensare con sentimento di tristezza agli onori allora largamente distribuiti e poi rumorosamente diffusi nel tempo, sul nome di personaggi di scarso valore e di meriti insignificanti. Così a Bergamo esiste una Scuola Paolina Grismondi Secco Suardo, dubbia poetessa, ma una via Camillo Agliardi non c’è! Il canonico Agliardi, del quale rivendicò la memoria Angelo Mazzi morì il 23 maggio 1795. Egli fu uomo, oltre che di vastissima erudizione, di raro acume, quindi incontentabile nelle sue ricerche, esemplare per modestia, largo anch’esso e generoso nel far partecipi gli altri del patrimonio del suo ingegno e della sua cultura. E così, a dire del Mazzi, è indubitato che se il secondo volume del Codice Diplomatico riuscì non indegno del primo, si deve alle cure sue, più che a quelle del Ronchetti; che dell’Agliardi sono le notizie sulla zecca di Bergamo, di cui parve autore il Beltramelli; e che pure all’Agliardi si devono le più preziose notizie raccolte dal Vaerini sugli scrittori bergamaschi”.