Castello di Cenate Sotto - FASE X: differenze tra le versioni
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A sud ovest venne innalzato di un piano il corpo sporgente, realizzando l’attuale torretta piccionaia. | A sud ovest venne innalzato di un piano il corpo sporgente, realizzando l’attuale torretta piccionaia. | ||
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Versione delle 16:17, 23 apr 2008
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Gabriele Medolago – Francesco Macario, IL CASTELLO DI CENATE SOTTO E LA FAMIGLIA LUPI, pp. 56-59:
Abbiamo un’interessante visione del castello da sud-ovest. Si tratta di un dipinto ad olio su metallo di 23.4x28.9 cm che sul retro reca a penna il soggetto: Castello di Cenate di proprietà Lupi | venduto nel 1860 (in realtà 1864), è opera del conte Luigi Lupi (1837-1911) ed è stato realizzato probabilmente negli anni ‘50 del XIX secolo.
La particolare vista del castello permette di cogliere il complesso inserito al centro dell’ampio brolo cinto di muri. I volumi occupano la sommità dell’erta collinare e corrispondono in gran parte agli attuali. Unica differenza rilevante è la mancanza dell’attuale torretta piccionaia ad ovest.
Don Lorenzo Dentella (1869-1946), prevosto di Cenate (1913-1946) dice che i Lurà nel loro breve passaggio a Cenate, cioè negli anni 1868-1908, ampliarono il fabbricato della parte sud, rispettando nel rimaneggiamento almeno lo scalone con gli affreschi.
Probabilmente a questi lavori risalgono le radicali modifiche che l’edificio presenta. In primo luogo venne scavata e costruita un’ampia e lunga cantina partendo dalla parete est del locale voltato dell’ospizio, sino al muro di cinta sulla strada. Venne coperta da volta a botte con tre lunette in corrispondenza delle altrettante finestre a bocca di lupo sul lato nord. In essa, in corrispondenza del locale sporgente nell’angolo nord-est furono realizzati due archi con funzione strutturale. L’ultima parte della cantina si trova al di sotto del giardino. Si diede accesso ad essa dalla stanza posta fra l’androne e la porta con saracinesca.
Da quanto si può vedere per realizzare questa cantina si procedette ad uno svuotamento del fabbricato dall’androne verso est. Fu demolito un basso corpo che costituiva l’angolo nord-est dell’edificio e venne realizzata la stanza leggermente sporgente. Qui vennero recuperati materiali ed elementi medioevali e rinascimentali. In particolare furono utilizzati alcuni conci d’arco del XV secolo per creare una porta a tutto sesto in parte murata. Altri elementi recuperati e realizzati ex novo costituiscono una bifora con colonnetta in arenaria, capitello centrale in pietra dura e capitelli di lesena pure in arenaria. A fianco della stessa si trovano a sinistra un quattrocentesco capitello di lesena in pietra di Entratico di fine fattura ed a destra una piastra con scolpito un giglio. Un’analoga piastra con una croce si trova sulla facciata est. Al di sotto, a destra fra la bifora e la porta, si trova inserita una palla in pietra, evidente residuato militare.
In quest’occasione venne demolito il corpo posto a chiudere il lato sud del cortile nord della parte meridionale.
Da vari elementi è ipotizzabile un intervento nella parte nord nei primi anni del XX secolo che non sembra essere quello dell’ingegner Angelini. A questo intervento è attinente l’edificazione del cancello. Venne abbattuto il muro di cinta con il relativo portale e fu sostituito da una cancellata sorretta da quattro pilastrini in graniglia e due semipilastrini dello stesso materiale che si raccordano al centro a due tratti di muro curvilinei terminanti nei pilastri del cancello, pure in graniglia. Nell’insieme la nuova chiusura imita le strutture di questo tipo realizzate nel XVIII e nella prima metà del XIX secolo.
A sud ovest venne innalzato di un piano il corpo sporgente, realizzando l’attuale torretta piccionaia. Vennero inseriti elementi in arenaria martellinata modificando le finestre dell’ala quattro-cinquecentesca.