Castello di Cenate Sotto - FASE II: differenze tra le versioni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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[[Immagine:Cenate Castello - Fase 2.jpg|thumb|Assonometria della Fase II (primo terzo del secolo XIII)]]
 
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[[Immagine:Cenate Castello - Chiave di volta dell'accesso alla torre.jpg|thumb|La decorazione della chiave di volta dell’accesso alla torre presso la porta]]
  
 
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Sulla seconda fase del castello abbiamo scarse informazioni, soprattutto dedotte dall’analisi delle poche murature rimaste.
 
Sulla seconda fase del castello abbiamo scarse informazioni, soprattutto dedotte dall’analisi delle poche murature rimaste.
  
In progresso di tempo, con il mutare delle tecniche di assedio e con l’introduzione di nuove armi da getto, numerosi fortilizi furono aggiornati attraverso la realizzazione di recinti in pietra, porte e torri difensive ed i nuovi vennero edificati con questa tecnica innovativa. Anche nel caso di Cenate le prime strutture certamente individuabili sono pertinenti ad un ampio recinto grossomodo quadrangolare (quindi di impianto non antichissimo), realizzato in pietra calcarea disposta in corsi regolari, dotato alla base di opportune feritoie arciere, attraverso le quali si potevano colpire gli assalitori. Restano tre di queste feritoie: due sul fronte nord (ora visibili nel muro medioevale in corrispondenza delle stanze a sud della tinaia) ed una su quello ovest. Del recinto murario, che doveva avere un’altezza di almeno 10-11 metri, restano tracce sul lato nord ed in parte su quello est. Questo perimetro, fossato escluso, aveva le dimensioni di circa 55 metri per circa 33 e racchiudeva
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In progresso di tempo, con il mutare delle tecniche di assedio e con l’introduzione di nuove armi da getto, numerosi fortilizi furono aggiornati attraverso la realizzazione di recinti in pietra, porte e torri difensive ed i nuovi vennero edificati con questa tecnica innovativa. Anche nel caso di Cenate le prime strutture certamente individuabili sono pertinenti ad un ampio recinto grossomodo quadrangolare (quindi di impianto non antichissimo), realizzato in pietra calcarea disposta in corsi regolari, dotato alla base di opportune feritoie arciere, attraverso le quali si potevano colpire gli assalitori.
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Restano tre di queste feritoie: due sul fronte nord (ora visibili nel muro medioevale in corrispondenza delle stanze a sud della tinaia) ed una su quello ovest. Del recinto murario, che doveva avere un’altezza di almeno 10-11 metri, restano tracce sul lato nord ed in parte su quello est. Questo perimetro, fossato escluso, aveva le dimensioni di circa 55 metri per circa 33 e racchiudeva un’area di circa 1 815 metri quadrati. Tutto il fortilizio era su ogni lato cinto anche da un fossato, verosimilmente asciutto, avente una larghezza di circa 10 metri, forse ridotta sui lati sud ed ovest, già sufficientemente difesi dalla pendenza naturale del rilievo. Difficilmente si potrebbe forse ipotizzare che il fossato sui lati nord ed est fosse in parte allagabile tramite opportuni sbarramenti posti verso ovest e verso sud . Il fortilizio con il fossato aveva quindi un’estensione di circa 75 per circa 48 metri, racchiudente un’area di circa 3600 metri quadrati.
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Inserita nella cortina muraria nell’angolo nord-ovest fu collocata la prima torre. Questa robusta struttura fu posta a fiancheggiare la porta d’accesso al fortilizio, sul lato destro per chi entrava, in maniera tale da poter più agevolmente colpire eventuali assalitori senza che essi potessero utilizzare a difesa lo scudo, che veniva tenuto con la sinistra.
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Questa torre ha una base di 6.30x6.50 metri ed uno spessore murario di 1,15 ed è avvicinabile come caratteristiche a quella posta all’ingresso del castello di Gorlago . Date le esigue dimensioni della pianta, aveva certamente preminente, se non unica, funzione militare e non abitativa. Al piano interrato vi è una cantina alla quale attualmente si accede da una porta situata sul lato est; è dotata di una finestra recente sul lato sud, è coperta da volta a botte e presenta sulle pareti quattro mensoloni, un tempo sostenenti dei ripiani, due per lato, a nord ed ovest, realizzati con elementi di recupero, come ad esempio una colonnetta ed un gradino, il tutto di fattura rinascimentale. Al centro della volta è ben visibile l’antica botola d’accesso, infatti la porta, risalente ad epoca post-rinascimentale, fu realizzata in un secondo momento in sostituzione della botola che fu chiusa. Al pian terreno vi è una stanza con tre porte, di cui quella originale è ad est, edificata in massicci conci, alta 2,02 metri per 0,93 di larghezza, con arco a tutto sesto e pronunziata lavorazione con bugne e bisello. A circa 7 metri di altezza, sulla stessa facciata, si trova un’altra porta originale bisellata e bugnata, larga 1,02 ed alta 2,04 metri. Essa presenta sulla chiave di volta una decorazione avente in basso un tondo, forse traccia di un volto, sormontato da un altro elemento di non evidente comprensione. Al di sopra, ad un’altezza di circa 2,96 metri dalla soglia attuale della porta si nota una demolizione della torre stessa. La disposizione delle aperture è tipica delle fortificazioni medioevali in cui l’accesso principale è sempre collocato molto elevato dal suolo, al

Versione delle 21:15, 17 mar 2008

Assonometria della Fase II (primo terzo del secolo XIII)
La decorazione della chiave di volta dell’accesso alla torre presso la porta

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Gabriele Medolago – Francesco Macario, IL CASTELLO DI CENATE SOTTO E LA FAMIGLIA LUPI, pp. 33-37:


Sulla seconda fase del castello abbiamo scarse informazioni, soprattutto dedotte dall’analisi delle poche murature rimaste.

In progresso di tempo, con il mutare delle tecniche di assedio e con l’introduzione di nuove armi da getto, numerosi fortilizi furono aggiornati attraverso la realizzazione di recinti in pietra, porte e torri difensive ed i nuovi vennero edificati con questa tecnica innovativa. Anche nel caso di Cenate le prime strutture certamente individuabili sono pertinenti ad un ampio recinto grossomodo quadrangolare (quindi di impianto non antichissimo), realizzato in pietra calcarea disposta in corsi regolari, dotato alla base di opportune feritoie arciere, attraverso le quali si potevano colpire gli assalitori.

Restano tre di queste feritoie: due sul fronte nord (ora visibili nel muro medioevale in corrispondenza delle stanze a sud della tinaia) ed una su quello ovest. Del recinto murario, che doveva avere un’altezza di almeno 10-11 metri, restano tracce sul lato nord ed in parte su quello est. Questo perimetro, fossato escluso, aveva le dimensioni di circa 55 metri per circa 33 e racchiudeva un’area di circa 1 815 metri quadrati. Tutto il fortilizio era su ogni lato cinto anche da un fossato, verosimilmente asciutto, avente una larghezza di circa 10 metri, forse ridotta sui lati sud ed ovest, già sufficientemente difesi dalla pendenza naturale del rilievo. Difficilmente si potrebbe forse ipotizzare che il fossato sui lati nord ed est fosse in parte allagabile tramite opportuni sbarramenti posti verso ovest e verso sud . Il fortilizio con il fossato aveva quindi un’estensione di circa 75 per circa 48 metri, racchiudente un’area di circa 3600 metri quadrati.

Inserita nella cortina muraria nell’angolo nord-ovest fu collocata la prima torre. Questa robusta struttura fu posta a fiancheggiare la porta d’accesso al fortilizio, sul lato destro per chi entrava, in maniera tale da poter più agevolmente colpire eventuali assalitori senza che essi potessero utilizzare a difesa lo scudo, che veniva tenuto con la sinistra.

Questa torre ha una base di 6.30x6.50 metri ed uno spessore murario di 1,15 ed è avvicinabile come caratteristiche a quella posta all’ingresso del castello di Gorlago . Date le esigue dimensioni della pianta, aveva certamente preminente, se non unica, funzione militare e non abitativa. Al piano interrato vi è una cantina alla quale attualmente si accede da una porta situata sul lato est; è dotata di una finestra recente sul lato sud, è coperta da volta a botte e presenta sulle pareti quattro mensoloni, un tempo sostenenti dei ripiani, due per lato, a nord ed ovest, realizzati con elementi di recupero, come ad esempio una colonnetta ed un gradino, il tutto di fattura rinascimentale. Al centro della volta è ben visibile l’antica botola d’accesso, infatti la porta, risalente ad epoca post-rinascimentale, fu realizzata in un secondo momento in sostituzione della botola che fu chiusa. Al pian terreno vi è una stanza con tre porte, di cui quella originale è ad est, edificata in massicci conci, alta 2,02 metri per 0,93 di larghezza, con arco a tutto sesto e pronunziata lavorazione con bugne e bisello. A circa 7 metri di altezza, sulla stessa facciata, si trova un’altra porta originale bisellata e bugnata, larga 1,02 ed alta 2,04 metri. Essa presenta sulla chiave di volta una decorazione avente in basso un tondo, forse traccia di un volto, sormontato da un altro elemento di non evidente comprensione. Al di sopra, ad un’altezza di circa 2,96 metri dalla soglia attuale della porta si nota una demolizione della torre stessa. La disposizione delle aperture è tipica delle fortificazioni medioevali in cui l’accesso principale è sempre collocato molto elevato dal suolo, al