Castello di Cenate Sotto: differenze tra le versioni

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Dividiamo in tre parti la narrazione delle vicende del castello: la prima riguarda le vicende per così dire storiche, la seconda quelle costruttive, la terza quelle della proprietà.
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La collina allungata detta dell’Aminella, che degrada a nord verso il letto del torrente Tadone e divide la Valle del Tadone dalla Val Trescore vera e propria, parte dal Canton di Trescore e giunge sin sopra Cenate. Alle sue estremità si trovano ad est il castello dell’Aminella, chiave militare d’accesso alla zona di Trescore ed alla Val Cavallina, e ad ovest quello di Cenate, dominante sul paese e sul valico fra la zona di San Paolo ed il Tadone, la cui posizione risulta interessante per il controllo delle colline ai piedi del Misma e dei passi verso Scanzo, Rosciate e Nembro. Il complesso è circondato da quattro lati dalla strada che da San Paolo d’Argon e Cenate Sotto porta a Casco, Sant’Ambrogio e Santa Maria del Misma e presso di esso sorge la chiesa di San Nazario la cui struttura risale probabilmente alla fine dell’XI secolo.
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Non disponiamo di molte notizie sul castello, in particolare per il periodo più antico Troviamo la prima citazione in una imbreviatura del 1330 e la successiva in una del 1333, come vedremo.
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Certe volte vengono nominati Cenate ed i dintorni a proposito di eventi bellici, ma senza fare menzione del castello.
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Nel giugno 1390 le armate di Giovanni Acuto, in guerra contro il Signore di Milano Gian Galeazzo Viosconti, entrarono nel territorio di Bergamo passando l’Oglio presso Rudiano, proseguirono per la Val Cavallina, Trescore, Cenate ed altri luoghi circostanti, rubarono e depredarono. Il giorno 12 lasciarono la zona e si recarono sulla strada di Colognola.
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Giovedì 11 settembre 1393 una comitiva di circa 400 guelfi armati, i cui capi principali erano Alessandro Bonghi, Viviano fu Merino Mascaroni dall’Olmo e Perline Grumelli, andò a Cenate, bruciò le case ed il torchio degli eredi di Temino Terzi e molte altre case ghibelline, lasciando molti feriti prima di portarsi a Rosciate.
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Sabato 23 marzo 1398 sulla strada di Seriate quattro uomini di Cenate, ghibellini, due contadini di Enrico Suardi, uno di Zanino Suardi ed il quarto di Peccino Lanzi, vennero uccisi dai guelfi che rubarono i carri ed i buoi con i quali essi trasportavano legna. Il 4 maggio più di mille guelfi, fra i quali si diceva vi fossero Perlino e Negro Grumelli, si recarono a Cenate ed a Trescore e bruciarono molte case “nel luogo di Cenate” e quelle poste sulla piazza di Trescore ed altre ancora. Giovedì 9 e venerdì 10 maggio i ghibellini bruciarono a Stezzano tutte le abitazioni e case di Pezzolo, Giovanni di Bertolasio, Perlino e Francesco Grumelli, perché si diceva che Perlino era stato a bruciare le case di Trescore e Cenate e Negro Grumelli ogni giorno combatteva in Plorzano a Bergamo ed altrove contro i ghibellini.
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Nel 1414 il castello era abitato da Luchina o Lucina Malaspina, vedova di Enrico Suardi, quasi certamente con i figli minorenni.
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In zona ci furono scontri nel 1418 con, fra l’altro, l’assedio, la presa e la distruzione del castello dell’Aminella da parte delle truppe di Pandolfo Malatesta, spalleggiate da partigiani bergamaschi.
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Il Malatesta nel 1419 perse la signoria di Bergamo che passò a Filippo Maria Visconti, entrò in conflitto con Venezia nel 1426 e la guerra si concluse il 19 aprile 1428 con la pace di Ferrara che portò a Venezia Brescia e con successivi accordi anche la Bergamasca, escluse alcune zone.
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Giovanni Francesco Gonzaga, signore di Mantova (1407-1444), della quale venne creato Marchese nel 1433 dall’imperatore Sigismondo, comandante delle truppe venete dal gennaio dello stesso 1433 e zio della moglie di Guglielmo fu Enrico Suardi, fu in visita a
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Versione delle 23:41, 12 mar 2008

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Gabriele Medolago – Francesco Macario, IL CASTELLO DI CENATE SOTTO E LA FAMIGLIA LUPI, pp. 29 segg.:

IL CASTELLO

Dividiamo in tre parti la narrazione delle vicende del castello: la prima riguarda le vicende per così dire storiche, la seconda quelle costruttive, la terza quelle della proprietà.

La collina allungata detta dell’Aminella, che degrada a nord verso il letto del torrente Tadone e divide la Valle del Tadone dalla Val Trescore vera e propria, parte dal Canton di Trescore e giunge sin sopra Cenate. Alle sue estremità si trovano ad est il castello dell’Aminella, chiave militare d’accesso alla zona di Trescore ed alla Val Cavallina, e ad ovest quello di Cenate, dominante sul paese e sul valico fra la zona di San Paolo ed il Tadone, la cui posizione risulta interessante per il controllo delle colline ai piedi del Misma e dei passi verso Scanzo, Rosciate e Nembro. Il complesso è circondato da quattro lati dalla strada che da San Paolo d’Argon e Cenate Sotto porta a Casco, Sant’Ambrogio e Santa Maria del Misma e presso di esso sorge la chiesa di San Nazario la cui struttura risale probabilmente alla fine dell’XI secolo.


LE VICENDE

Non disponiamo di molte notizie sul castello, in particolare per il periodo più antico Troviamo la prima citazione in una imbreviatura del 1330 e la successiva in una del 1333, come vedremo.

Certe volte vengono nominati Cenate ed i dintorni a proposito di eventi bellici, ma senza fare menzione del castello.

Nel giugno 1390 le armate di Giovanni Acuto, in guerra contro il Signore di Milano Gian Galeazzo Viosconti, entrarono nel territorio di Bergamo passando l’Oglio presso Rudiano, proseguirono per la Val Cavallina, Trescore, Cenate ed altri luoghi circostanti, rubarono e depredarono. Il giorno 12 lasciarono la zona e si recarono sulla strada di Colognola.

Giovedì 11 settembre 1393 una comitiva di circa 400 guelfi armati, i cui capi principali erano Alessandro Bonghi, Viviano fu Merino Mascaroni dall’Olmo e Perline Grumelli, andò a Cenate, bruciò le case ed il torchio degli eredi di Temino Terzi e molte altre case ghibelline, lasciando molti feriti prima di portarsi a Rosciate.

Sabato 23 marzo 1398 sulla strada di Seriate quattro uomini di Cenate, ghibellini, due contadini di Enrico Suardi, uno di Zanino Suardi ed il quarto di Peccino Lanzi, vennero uccisi dai guelfi che rubarono i carri ed i buoi con i quali essi trasportavano legna. Il 4 maggio più di mille guelfi, fra i quali si diceva vi fossero Perlino e Negro Grumelli, si recarono a Cenate ed a Trescore e bruciarono molte case “nel luogo di Cenate” e quelle poste sulla piazza di Trescore ed altre ancora. Giovedì 9 e venerdì 10 maggio i ghibellini bruciarono a Stezzano tutte le abitazioni e case di Pezzolo, Giovanni di Bertolasio, Perlino e Francesco Grumelli, perché si diceva che Perlino era stato a bruciare le case di Trescore e Cenate e Negro Grumelli ogni giorno combatteva in Plorzano a Bergamo ed altrove contro i ghibellini.

Nel 1414 il castello era abitato da Luchina o Lucina Malaspina, vedova di Enrico Suardi, quasi certamente con i figli minorenni.

In zona ci furono scontri nel 1418 con, fra l’altro, l’assedio, la presa e la distruzione del castello dell’Aminella da parte delle truppe di Pandolfo Malatesta, spalleggiate da partigiani bergamaschi. Il Malatesta nel 1419 perse la signoria di Bergamo che passò a Filippo Maria Visconti, entrò in conflitto con Venezia nel 1426 e la guerra si concluse il 19 aprile 1428 con la pace di Ferrara che portò a Venezia Brescia e con successivi accordi anche la Bergamasca, escluse alcune zone.

Giovanni Francesco Gonzaga, signore di Mantova (1407-1444), della quale venne creato Marchese nel 1433 dall’imperatore Sigismondo, comandante delle truppe venete dal gennaio dello stesso 1433 e zio della moglie di Guglielmo fu Enrico Suardi, fu in visita a


Cenate Castello - Fasi costruttive.jpg
Sala con camino (lato ovest)
Sala con camino (lato nord)
Sala con camino (lato est)
Salone con alcova
Alcova
Lupi Castello di Cenate Sotto - Capitello del Cortile.jpg