Tiraboschi: differenze tra le versioni

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[[Immagine:Tiraboschi Stemmario Camozzi 1925.jpg|thumb|[[Stemmario Camozzi]] n. 1925]]
 
[[Immagine:Tiraboschi Stemmario Camozzi 1925.jpg|thumb|[[Stemmario Camozzi]] n. 1925]]
Due fonti autorevoli l’Abate G.B.Angelini e Bortolo Belotti danno notizia dell’origine brembana dei Tiraboschi.
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Due fonti autorevoli, l’Abate G.B.Angelini e Bortolo Belotti, danno notizia dell’origine brembana dei Tiraboschi.
  
 
Bortolo Belotti li annoverava nella targa di marmo murata nel 1929 nel suo giardino di Zogno dedicata alle famiglie brembane memorabili.
 
Bortolo Belotti li annoverava nella targa di marmo murata nel 1929 nel suo giardino di Zogno dedicata alle famiglie brembane memorabili.
  
Angelini li cita con altre importanti famiglie che condividono Serina come terra madre ma cita anche Almenno forse in quanto capoluogo; egli dice appunto che i Tiraboschi, i Gadaldini, i Grattaroli e i della Valle deriverebbero da Serina come diramazione dei Carrara d’ origine Alemanna e collegati con i Cerroni, soggiunge poi che le famiglie suddette si sono sparse in vari luoghi dove non tardarono ad emergere in varie attività. Numerose indicazioni di stemmi si trovano nel Camozzi e di atti nelle “Antichita“ del Mozzi.
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Angelini li cita con altre importanti famiglie che condividono Serina come terra madre, ma cita anche Almenno, forse in quanto porta meridionale dalla valle Brembana. Egli dice appunto che i Tiraboschi, i Gadaldini, i Grattaroli e i della Valle deriverebbero da Serina come diramazione dei Carrara d’origine Alemanna e collegati con i Cerroni, soggiunge poi che le famiglie suddette si sono sparse in vari luoghi dove non tardarono ad emergere in varie attività. Numerose indicazioni di stemmi si trovano nel Camozzi e di atti nelle Antichità bergamasche del Mozzi.
  
Già nel tardo ’ 400, troviamo i Tiraboschi presenti in Bergamo e in Val Seriana, poi, sono numerosi e attivissimi nel ‘ 500.
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Già nel tardo ’400, troviamo i Tiraboschi presenti in Bergamo e in Val Seriana, poi numerosi e attivissimi nel ‘500.
  
L’ origine da Serina e poi la loro presenza in val Seriana sono confermate anche da Gian Pietro Tiraboschi per Martino fu Zinino di Serina abitante di Nembro/1498) ed altri.
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L’origine da Serina e la loro presenza in val Seriana sono confermate anche da Gian Pietro Tiraboschi per Martino fu Zinino di Serina abitante di Nembro (1498) ed altri.
  
La loro presenza nel bresciano, è segnalata dal Nassino che ne precisa l’ origine bergamasca , dicendo anche che in antico si chiamavano Capitani.
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La loro presenza nel bresciano, è segnalata dal Nassino che ne precisa l’origine bergamasca, dicendo anche che in antico si chiamavano Capitani.
  
In Bergamo risulta sin dalla fine XIV° sec. una ben radicata presenza di notai Tiraboschi; Zanno roga dal 1398 , Simone dal 1416. Betino Tiraboschi di Serina è notaio nel 1443, è di evidente importanza che Antonio sia il notaio che roga nel 1475 il testamento di Bartolomeo Colleoni.
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In Bergamo, sin dalla fine XIV sec., risulta una ben radicata presenza di notai Tiraboschi: Zanno roga dal 1398, Simone dal 1416. Betino Tiraboschi di Serina è notaio nel 1443, è di evidente importanza che Antonio sia il notaio che roga nel 1475 il testamento di Bartolomeo Colleoni.
  
Poi risulta che Stefanino Tiraboschi negli anni 1550-60 ca. acquistò da Pietro Cabrini case in via Pignolo piazza Delfino.che  poi  furono Albani indi  Lupi.
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Oltre a quelli citati tra i più antichi segue un nutrito elenco di notai Tiraboschi, mentre solo 5 sono i Giusdicenti.
  
Da allora sino ai giorni nostri continua un nutrito elenco di importanti personaggi Tiraboschi che emergono in varie arti , scienze e professioni e in vari luoghi. Tra i religiosi abbiamo i Canonici…….. ;Antonio, nato a Serina nel 1601, fu rettore del Collegio Celana e poi del Seminario. Gabriele, presbitero di Serina (1644).
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Risulta inoltre che Stefanino Tiraboschi negli anni 1550-60 ca. acquistò da Pietro Cabrini case in via Pignolo piazza Delfino che poi furono Albani indi Lupi.
  
Sono molto numerosi i notai Tiraboschi mentre solo 5 i Giusdicenti
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Da allora sino ai giorni nostri continua un nutrito elenco di importanti personaggi Tiraboschi che emergono in varie arti, scienze e professioni e in vari luoghi. Tra i religiosi abbiamo i Canonici…….. ; Antonio, nato a Serina nel 1601, fu rettore del Collegio Celana e poi del Seminario; Gabriele fu presbitero di Serina (1644).
Letterato fu Jacopo di cui v’è un bel ritratto di Ceresa.  Emilio  fu scrittore
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Girolamo  (1731-1793), cavaliere abate fu bibliotecario del Duca di Modena. ed in stretto rapporto con il Canonico Mario Lupo, con il quale ebbe frequente carteggio e invio di documenti riguardanti per lo più il miglioramento del Codice Diplomatico che il Lupo stava scrivendo.  
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Antonio (1838-1883), nativo d’ Alzano, fu bibliotecario della Civica di Bergamo (1877-1883) grande studioso degli usi e delle tradizioni della terra bergamasca l’opera più cospicua del Tiraboschi è il Saggio di un vocabolario bergamasco (1859), frutto di una preparazione senza eguali e di una penetrazione profonda delle cose bergamasche.
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I Pittori: ben poco si sa  come pittore di Ariele 1895-1986 ingegniere e inventore, ma che dal 1941 fu autoddatta pittore e fece una mostra all’ Accademia  Tiburtina  e di Luigi (n0tizie dal1817 a Gazzaniga 1896 e poco pù di Giovanni 1826+1892 allievo dello Scuri , ritrattista fu attivo a Filagocon con dipinti sacri e  fu anche restauratore. Dei due pittori, entrambi di nome, Carlo Giacomo nati il primo nel 1801 ed il secondo nel 1816  si sa solo che furono attivi a Filago. Giovanni Battista (1826+1898), fu patriota risorgimentale nel 1848 e poi  fu allievo di Scuri e  dipinse per la chiesa di Filago.Fu  anche restauratore  per il collezionista Giacomo Gritti.Fu  ritratto da Ponziano Loverini  (Giovanni = Giovanni Battista?).
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Letterato fu Jacopo di cui v’è un bel ritratto di Ceresa. Emilio fu scrittore.
  
L. Pelandi ricorda con ammirazione  il Dott Emilio Tiraboschi entusiastico pioniere della radiologia a Bergamo, e vittima volontaria del suo impegno in questa nuova importante ma rischiosa attività scentifica.
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Girolamo (1731-1793), cavaliere e abate, fu bibliotecario del Duca di Modena. ed in stretto rapporto con il Canonico Mario Lupo, con il quale ebbe frequente carteggio e invio di documenti riguardanti per lo più il miglioramento del Codice Diplomatico che il Lupo stava scrivendo. Fu autore della “Storia della letteratura italiana” ed era socio di ben dodici Accademie.
  
Concludo questa succinta rassegna  ringraziando un degno continuatore dall’ attività dei numerosi studiosi di questa famiglia: il dott Gian Piero Tiraboschi di Albino che ha raccolto e mi ha dato un imponente complesso per  qualità e numero di dati, frutto di anni di ricerche che con la loro completezza ed essenzialità consentono di penetrare nel vivo del tessuto sociale e delle dinamiche dei rapporti umani di una comunità che viveva addirittura mezzo millennio fa. Una notizia di grande interesse per gli studiosi che tanto l’avevano cercata è quella delle nozze di Gian Battista Moroni: date, nome dalla moglie e dei loro figli da lui scoperti negli archivi a Brescia.
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Bortolo Belotti lo annovera tra i cento “eccellenti bergamaschi”.
  
'''[GPA 11 Feb 2008]'''
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Antonio (1838-1883), nativo d’Alzano, fu bibliotecario della Civica di Bergamo (1877-1883) grande studioso degli usi e delle tradizioni della terra bergamasca l’opera sua più cospicua è il Saggio di un vocabolario bergamasco (1859), frutto di una preparazione senza eguali e di una penetrazione profonda delle cose bergamasche.
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I Pittori: Giovanni (1826-1892) allievo dello Scuri, fu ritrattista attivo a Filago con dipinti sacri e fu anche restauratore per il collezionista Giacomo Gritti. Fu ritratto da Ponziano Loverini. Dei due pittori, entrambi di nome Carlo Giacomo nati il primo nel 1801 ed il secondo nel 1816, si sa solo che furono attivi a Filago. Ben poco si sa del pittore Ariele (1895-1986) ingegnere e inventore, ma che dal 1941 fu pittore autodidatta e fece una mostra a Bergamo alla galleria in piazza Dante; fu anche socio a Roma dell’Accademia Tiburtina. Si sa poco anche di Luigi, pittore attivo a Capizzone nel sec. XIX.
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Si ricorda un Giovanni Battista patriota risorgimentale, che combatté nel 1848-49.
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L. Pelandi ricorda con ammirazione il Dott Emilio Tiraboschi entusiastico pioniere della radiologia a Bergamo, e vittima volontaria del suo impegno in questa nuova importante, ma rischiosa attività scientifica.
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Concludo questa succinta rassegna ringraziando un degno continuatore dell’attività dei numerosi studiosi di questa famiglia: il dott Gian Piero Tiraboschi di Albino che ha raccolto e mi ha dato un imponente complesso per qualità e numero di notizie, frutto di anni di ricerche che grazie alla loro completezza ed essenzialità consentono di penetrare nel vivo del tessuto sociale e percepire la dinamica dei rapporti umani di una comunità che viveva addirittura di mezzo millennio fa. Una notizia di grande interesse per gli studiosi che tanto l’avevano cercata è quella delle nozze di Gian Battista Moroni: date, nome dalla moglie e dei loro figli che egli ha recentemente scoperti negli archivi a Brescia.
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['''GPA''', 11 Feb 2008]
  
 
== Genealogia ==
 
== Genealogia ==

Versione delle 20:17, 19 feb 2008

Due fonti autorevoli, l’Abate G.B.Angelini e Bortolo Belotti, danno notizia dell’origine brembana dei Tiraboschi.

Bortolo Belotti li annoverava nella targa di marmo murata nel 1929 nel suo giardino di Zogno dedicata alle famiglie brembane memorabili.

Angelini li cita con altre importanti famiglie che condividono Serina come terra madre, ma cita anche Almenno, forse in quanto porta meridionale dalla valle Brembana. Egli dice appunto che i Tiraboschi, i Gadaldini, i Grattaroli e i della Valle deriverebbero da Serina come diramazione dei Carrara d’origine Alemanna e collegati con i Cerroni, soggiunge poi che le famiglie suddette si sono sparse in vari luoghi dove non tardarono ad emergere in varie attività. Numerose indicazioni di stemmi si trovano nel Camozzi e di atti nelle Antichità bergamasche del Mozzi.

Già nel tardo ’400, troviamo i Tiraboschi presenti in Bergamo e in Val Seriana, poi numerosi e attivissimi nel ‘500.

L’origine da Serina e la loro presenza in val Seriana sono confermate anche da Gian Pietro Tiraboschi per Martino fu Zinino di Serina abitante di Nembro (1498) ed altri.

La loro presenza nel bresciano, è segnalata dal Nassino che ne precisa l’origine bergamasca, dicendo anche che in antico si chiamavano Capitani.

In Bergamo, sin dalla fine XIV sec., risulta una ben radicata presenza di notai Tiraboschi: Zanno roga dal 1398, Simone dal 1416. Betino Tiraboschi di Serina è notaio nel 1443, è di evidente importanza che Antonio sia il notaio che roga nel 1475 il testamento di Bartolomeo Colleoni.

Oltre a quelli citati tra i più antichi segue un nutrito elenco di notai Tiraboschi, mentre solo 5 sono i Giusdicenti.

Risulta inoltre che Stefanino Tiraboschi negli anni 1550-60 ca. acquistò da Pietro Cabrini case in via Pignolo piazza Delfino che poi furono Albani indi Lupi.

Da allora sino ai giorni nostri continua un nutrito elenco di importanti personaggi Tiraboschi che emergono in varie arti, scienze e professioni e in vari luoghi. Tra i religiosi abbiamo i Canonici…….. ; Antonio, nato a Serina nel 1601, fu rettore del Collegio Celana e poi del Seminario; Gabriele fu presbitero di Serina (1644).

Letterato fu Jacopo di cui v’è un bel ritratto di Ceresa. Emilio fu scrittore.

Girolamo (1731-1793), cavaliere e abate, fu bibliotecario del Duca di Modena. ed in stretto rapporto con il Canonico Mario Lupo, con il quale ebbe frequente carteggio e invio di documenti riguardanti per lo più il miglioramento del Codice Diplomatico che il Lupo stava scrivendo. Fu autore della “Storia della letteratura italiana” ed era socio di ben dodici Accademie.

Bortolo Belotti lo annovera tra i cento “eccellenti bergamaschi”.

Antonio (1838-1883), nativo d’Alzano, fu bibliotecario della Civica di Bergamo (1877-1883) grande studioso degli usi e delle tradizioni della terra bergamasca l’opera sua più cospicua è il Saggio di un vocabolario bergamasco (1859), frutto di una preparazione senza eguali e di una penetrazione profonda delle cose bergamasche.

I Pittori: Giovanni (1826-1892) allievo dello Scuri, fu ritrattista attivo a Filago con dipinti sacri e fu anche restauratore per il collezionista Giacomo Gritti. Fu ritratto da Ponziano Loverini. Dei due pittori, entrambi di nome Carlo Giacomo nati il primo nel 1801 ed il secondo nel 1816, si sa solo che furono attivi a Filago. Ben poco si sa del pittore Ariele (1895-1986) ingegnere e inventore, ma che dal 1941 fu pittore autodidatta e fece una mostra a Bergamo alla galleria in piazza Dante; fu anche socio a Roma dell’Accademia Tiburtina. Si sa poco anche di Luigi, pittore attivo a Capizzone nel sec. XIX. Si ricorda un Giovanni Battista patriota risorgimentale, che combatté nel 1848-49.

L. Pelandi ricorda con ammirazione il Dott Emilio Tiraboschi entusiastico pioniere della radiologia a Bergamo, e vittima volontaria del suo impegno in questa nuova importante, ma rischiosa attività scientifica.

Concludo questa succinta rassegna ringraziando un degno continuatore dell’attività dei numerosi studiosi di questa famiglia: il dott Gian Piero Tiraboschi di Albino che ha raccolto e mi ha dato un imponente complesso per qualità e numero di notizie, frutto di anni di ricerche che grazie alla loro completezza ed essenzialità consentono di penetrare nel vivo del tessuto sociale e percepire la dinamica dei rapporti umani di una comunità che viveva addirittura di mezzo millennio fa. Una notizia di grande interesse per gli studiosi che tanto l’avevano cercata è quella delle nozze di Gian Battista Moroni: date, nome dalla moglie e dei loro figli che egli ha recentemente scoperti negli archivi a Brescia.

[GPA, 11 Feb 2008]

Genealogia

[Genealogia Tiraboschi]

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