Vittorio Lupi (08): differenze tra le versioni

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(n. Bg, Pignolo, S. Alessandro della Croce, 9 ottobre 1627 † ivi, 27 giugno 1686)
 
(n. Bg, Pignolo, S. Alessandro della Croce, 9 ottobre 1627 † ivi, 27 giugno 1686)

Versione delle 20:00, 17 gen 2008

Nicolas Regnier (?). Ritratto di Vittorio Lupi (1627-1690)

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(n. Bg, Pignolo, S. Alessandro della Croce, 9 ottobre 1627 † ivi, 27 giugno 1686)

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Figlio di (FRANCESCO) CORRADO e di Giulia Locatelli

Sposa 26-12-1656 Bg, Pignolo S. Alessandro della Croce, Angela Anna Lupi


Figli:

GIULIO FRANCESCO


Olio su tela, cm 218x141. Bergamo, Collezione privata della nobile Daina de Valsecchi. Il conte è ritratto a figura intera con spada e speroni, appoggiato ad un tavolo sulla tovaglia del quale si trova lo stemma e sulla quale è appoggiato un cappello piumato tipico dell’epoca. Al di sotto vi è la scritta: VICTORIVS LVPVS 1650 Lo sfondo di una tenda aperta a rivelare una villa patrizia con statue e giardino all’italiana. In precedenza era attribuito a Carlo Ceresa, ora a scuola francese, forse di Nicolas Regnier.


GABRIELE MEDOLAGO, Il castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, p. 280:

Nacque da Corrado e da Giulia Locatelli il 9 ottobre 1627 in Pignolo e fu chiamato Vittorio in memoria del cugino morto da pochi mesi.

Vi è una lettera anteriore al 1680 di Antonio Lupis a lui diretta a Bergamo nella quale parla della morte di una figlia .

Fu nel Consiglio di Bergamo nel 1653, 1656, 1658-1662, 1664-1665, 1666, 1667-1668, 1670-1671, 1673-1674, 1676-1677, 1679-1680, 1682-1683, 1685-1686, 1689, 1692-1693.

Fu fra i presidenti della Misericordia Maggiore di Bergamo nel 1672 e 1678 e Membro dell’Amministrazione del Luogo Pio della Pietà Colleoni nel 1673, 1678 e 1683.

Fece parte della Confraternita della Carità di Bergamo dal 1663 alla morte.

All’elezione di Nicolò Segredo a doge di Venezia egli fu fra i cavalieri che accompagnarono il dottor Carlo Casali, uno dei due ambasciatori, scelti il 25 agosto 1675 o 1685.

Un’attestazione del 1° febbraio 1675 ricorda come fu eletto più volte abate della città, prima dignità della stessa, più volte deputato alle paci, alle acque ed al monte dell’Abbondanza, provveditore di Sanità, cariche assegnate dal Maggior Consiglio. Aveva beni a Bergamo, Cenate e Calcinate.

Fu fra gli amministratori dell’eredità di Antonio Rizzi per la confraternita del Santissimo Sacramento di Pignolo.

Spirò “all’ora dei vespri del tramonto” del 27 giugno 1686 in Pignolo, il 28 fu sepolto dopo i vespri nel sepolcro di famiglia in cattedrale.