Mario Lupo: differenze tra le versioni

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Note da completare
 
 
p. 29 la MIA e nota 1- p. 31 Angelo Giuseppe Roncalli; p. 34n Lupo nel 1761 fu “patrone” della MIA
 
p. 35-36 nota 3 Mons. Giuseppe Locatelli autore, tra l’altro, di “L’istruzione a Bergamo e la MIA”.
 
p. 37 nota 13 Donato Calvi
 
p. 42 Cappella Colleoni 44 attività della MIA 45 la Cappella musicale 1483-84 e F Gaffurio bergamasco anche se nato a Lodi, ma da padre bergamasco militare nativo di Almenno
 
p. 51 Bg medievale (vedi Matricola Femminile pp. 52,53 vedi anche a pag 32) nel 1277 battaglia di Desio i Visconti sconfissero i Della Torre p. 51 Istituzioni benefiche (vedi Bartolomeo Peregrino in “Vinea”) Consorzio dei Carcerati;- Ospedale della Maddalena; - Misericordia di Monte San Vigilio; - Monte dell’Abbondanza
 
pp. 54-55 Mons. Giuseppe Locatelli pp. 56-57 vedi immagini 58 nota introduttive su M. Lupo e sua descrizione da Ab.te Ronchetti 65 B. Belotti 66 il Lupo in internet p 68 Can. Giovanni Finazzi autore di un terzo volume con materiali che si avrebbero a compierlo
 
68 i suoi maestri Giuseppe Ercole Mozzi (1697+1777)
 
pp. 71-95 dati cronobiografici (nota 132 pag 89 gen 1785 il Lupo aggregato alla celebre accademia di Padova manda ivi, tramite Mons Agliardi, la sua medaglia ricordo al concittadino Prof. Alessndro Barca
 
p. 90 1786 fa pervenire al Papa Pio IV tramite il concittadino Cardinale Francesco Carrara e anche interessamento dell’abate Pier Antonio Serassi, copia delle sue pubblicazioni e della medaglia commemorativa. Il Papa lo nomina cameriere d’onore extra urbem e del titolo di monsignore e abito paonazzo)
 
p. 93 1789 riprende il lavoro al secondo volume del Codex e per il Vescovo una ricerca storica giuridica sul monastero della Vall’Alta. In settembre va a Cenate a riposarsi me la salute peggiora .. il ottt la sua salute peggiora, ne dà notizia al Ronchetti dicendogli di aver ricevuto varie visite un giorno che fortunatamente stava meglio e tra i visitatori il Canonico Agliardi
 
 
97 il casato 98 genealogia
 
105 Principali opere
 
142 giacimenti minerari 143 i Ghisalbertini lasciata Bergamo…..intorno all’anno mille il potere dei Vescovi 146 Pergamonus e Mosè del Brolo
 
151 Proposte di integrazioni del Codex 153,154. 155 il canonico Agliardi …….161
 
162 attestazioni di stima a M Lupo
 
172 Opere minori 182 Detesalvo Lupi
 
185 sulla fam Suardi (considerazioni sulle origini è curioso e divertente che quando nel 1975 scrissi sulle nostre origini e sulla moda secentesca di tra ai romani non sapevo quanto qui si dice ne pensasse Mario Lupo)
 
Pag 193 VEDI Manoscritto inedito sulla MIA
 

Versione delle 15:40, 30 nov 2007

Francesco della Madonna di Gandino. Ritratto del canonico Mario Lupo
Antonio Gelpi. Busto del canonico Mario Lupo
Mauro Picenardi. Ritratto del canonico Mario Lupo
Pietro Gualdo. Ritratto del canonico Mario Lupo

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(n. Bergamo, parrocchia di S. Salvatore, 14-3-1720 † ivi, 7-11-1789)

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Figlio di CESARE FILIPPO e di Marianna (Maria) Roncalli

ALBERTO CASTOLDI, Bergamo e il suo territorio, Dizionario Enciclopedico, Bergamo, Bolis Editore, 2004, p. 499-500:

Storico (Bergamo 1720-1789). Di illustre famiglia, nacque da Cesare e da Marianna Roncalli. Cominciò gli studi nella città natìa, per poi proseguire a Roma grazie al legato Cerasoli, che decretava il mantenimento al Collegio Nazareno in Roma di quanti più studenti bergamaschi possibili. Nel 1746 tornò a Bergamo e fu nominato archivista, e nel 1762 succedette al maestro Antonio Adelasio in qualità di primicerio del capitolo della cattedrale. Il lavoro lo portò a studiare le antiche pergamene e ad interessarsi alla storia civile ed ecclesiastica della città e a comporre Codex Diplomaticus Civitatis et Ecclesiae Bergomatis (1748, edizioni Antoine), completato dal prodromo storico trattante le vicende cittadine dalla fine dell’Impero Romano all’ottavo secolo: De Rebus Bergomatium. Ebbe un grande successo presso i concittadini che lo onorarono ripetutamente dedicando al suo nome busti e medaglie e ponendo nella Sala del Consiglio Maggiore un suo ritratto. Il 27 gennaio 1785 l’Accademia degli Eccitati lo nominò insigne letterato. La morte gli impedì di terminare il secondo volume dell’opera intrapresa.

Francesco Della Madonna di Gandino (1742-1818). Ritratto di Mario Lupi. Olio su tela, ovale, cm 77x65, Bergamo, Biblioteca Civica. Va datato dopo il 1774 in quanto vi è riprodotta la croce canonicale concessa in quell’anno dal vescovo monsignor Molin ai Canonici. Probabilmente fu realizzato prima del 1785 in quanto il Lupi non è ritratto in abito da Cameriere d’onore di Sua Santità, onorificenza concessagli in quell’anno. Il Lupi è raffigurato con l’abito nero, collarino azzurro con bordi violacei, croce canonicale sostenuta da fascia violacea e porta un anello al mignolo della mano sinistra, con la quale tiene un cappello. Questo dipinto era comunemente ritenuto il più somigliante. Monsignor Lupi con il suo testamento del 26 settembre 1786 lo lasciò alla Civica Biblioteca. Stranamente sulla scheda d’inventario si dice che vi fu depositato dal Comune nel 1879.

Pietro Gualdo (1719-1785). Ritratto del canonico Mario Lupo [Lupi]. Olio su tela, cm 113 x 97, in cornice d’epoca, dorata a mecca (cm. 138 x 118). Bergamo, Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti Il dipinto venne deciso dal consiglio dell’Accademia degli Eccitati di Bergamo, di cui Mario Lupo fu animatore e collaboratore di spicco, il 27 gennaio 1785 e venne commissionato al pittore Pietro Gualdo. Il ritratto doveva collocarsi fra quelli dei più insigni letterati adornanti la propria sede in Sant’Agostino. Con lettera dello stesso giorno il segretario Maffeo Maria Rocchi comunicò la cosa all’interessato. L’opera è firmata da Pietro Gualdi di Nembro (1719-1785) e rappresenta il Lupi con la croce canonicale, su di uno sfondo architettonico con finestra dalla quale si vedono il ponte di Almenno e San Tomè, appoggiato ad un tavolo dal quale pende un foglio con la scritta MARIO LVPO CANONICO ET PRIMICERIO SOCIO SVO BENEMERITO ADHVC VIVENTI EXCITATORVM ACADEMIA. In una piega del foglio vi è la firma: P. Gualdo pin. Sul tavolo si trovano sei tomi: il primo dal basso porta la scritta: CODEX | DIPLOM. | T. I., il secondo CODEX | DIPLOM. | T. II., il terzo DE PAROCHIS | DISSERTAT., il quarto DE ANNIS CHRI | DISSERT. DVAS, il quinto è girato ed il sesto CODEX ANTIQ. CANONVM | ECCL. BERG. È interessante notare come a fianco di opere già pubblicate siano state rappresentate anche quelle in preparazione. Fu collocato il 3 luglio 1785 dal segretario nella sede dell’Accademia, ove lo ricorda il Ronchetti.


Busto in marmo di Carrara, opera di Antonio Gelpi di Como. Su proposta del prevosto e dell’arcidiacono, i Canonici, nel Capitolo del 30 luglio 1784, prima che la stampa del “Codex” venisse terminata, decisero di rendergli onore facendo eseguire una statua in marmo con iscrizione. Il 6 agosto vennero eletti deputati per l’esecuzione della decisione a spese capitolari Marco Celio Passi ed Ulisse Caleppio. Il busto venne collocato nel primo vano delle sagrestie, con l’epigrafe: MARIO LVPO ECCLESIAE BERGOMENSIS PRIMICERIO ADHVC VIVENTI CANONICORVM COLLEGIIVM P. C. AN. CIЭ.IC.CCLXXXV.

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