Benzoni: differenze tra le versioni
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Già il Canonico Mario Lupi si era interessato delle origini della famiglia come discendente dei Benzoni. Ci è rimasta una lettera del 14 dicembre 1765 direttagli da Giovanni Andrea Rizzini da San Gallo che gli scriveva di aver cercato il padre del fu Girardo Benzoni detti de Lupi, ma di non averlo trovato, e prometteva altre ricerche. | Già il Canonico Mario Lupi si era interessato delle origini della famiglia come discendente dei Benzoni. Ci è rimasta una lettera del 14 dicembre 1765 direttagli da Giovanni Andrea Rizzini da San Gallo che gli scriveva di aver cercato il padre del fu Girardo Benzoni detti de Lupi, ma di non averlo trovato, e prometteva altre ricerche. | ||
La famiglia Benzoni è fra le più antiche di San Giovanni Bianco. Trae origine da Sentino ed il cognome deriva dal nome proprio Benzo o Benzone, che esisteva nei secoli medioevali. Nel 1128 troviamo Benzone fu Giovanni da Villa, un Benzone è documentato ad esempio nel 1163, un Ariprando Benzoni nel 1186. | La famiglia Benzoni è fra le più antiche di San Giovanni Bianco. Trae origine da Sentino ed il cognome deriva dal nome proprio Benzo o Benzone, che esisteva nei secoli medioevali. Nel 1128 troviamo Benzone fu Giovanni da Villa, un Benzone è documentato ad esempio nel 1163, un Ariprando Benzoni nel 1186. | ||
Versione delle 23:08, 9 ott 2007
Gabriele Medolago, Il Castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, p. 143]
La famiglia Lupi trae origine da un ramo della famiglia Benzoni. Già il Canonico Mario Lupi si era interessato delle origini della famiglia come discendente dei Benzoni. Ci è rimasta una lettera del 14 dicembre 1765 direttagli da Giovanni Andrea Rizzini da San Gallo che gli scriveva di aver cercato il padre del fu Girardo Benzoni detti de Lupi, ma di non averlo trovato, e prometteva altre ricerche. La famiglia Benzoni è fra le più antiche di San Giovanni Bianco. Trae origine da Sentino ed il cognome deriva dal nome proprio Benzo o Benzone, che esisteva nei secoli medioevali. Nel 1128 troviamo Benzone fu Giovanni da Villa, un Benzone è documentato ad esempio nel 1163, un Ariprando Benzoni nel 1186. La famiglia figura già a Sentino, vicinia di San Giovanni Bianco, in un documento redatto domenica 15 novembre 1243 e lunedì 16 nel quale troviamo una casa di ser Raimondo fu Benzio Calcanione, Alessandro suo figlio, Mascaro ed Asperto figli del fu Giovanni fu il già citato Calcanione. In quell’atto Don Grimaldo Canonico di Sant’Alessandro fece descrivere i beni che pagavano la Decima alla chiesa di Sant’Alessandro e che erano tenuti a locazione perpetua, detta anche eredità perpetua, da varie persone che li avevano ricevuti dalla chiesa. I Benzoni, oltre a tenere alcune Sorti dalla chiesa di Sant’Alessandro di Bergamo, avevano anche beni propri, a quanto si evince dalle coerenze delle terre descritte. Fra le Sorti vi era una Sorte di Benzo Calcanione a Sentino che in quel momento tenevano suo figlio Raimondo ed i fratelli Mascaro ed Asperto, figli dell’altro suo figlio Giovanni. Troviamo poi citato anche un Giovanni fu Benzetto Mauffoni di Sentino. Nel 1251 sono menzionati Mascaro e Raimondo Benzoni di Sentino, vicinia di San Giovanni Bianco. Troviamo anche un Prandino di Grazio di Prando o Prandino Benzoni notaio nel 1282 e 1283. Un Graziadeo di Prando Benzoni pure notaio di Bergamo compare nel 1273 e 1280; non siamo però sicuri che si tratti di appartenenti a questa famiglia. Nel 1301 è citato Benzone di ser Alessandro Benzoni. Nel 1353 troviamo Martino fu Giacomo Benzoni di Sentino vicinia di San Giovanni Bianco e nel 1357 un Alberto fu Giacomo fu Guglielmo Benzoni di Sentino vicinia di San Giovanni Bianco. I Benzoni si stabilirono anche nelle altre contrade di San Giovanni Bianco, di San Gallo e di San Pietro d’Orzio. Al Palazzo o Palanzo, Comune di San Pietro d’Orzio, contrada vicinissima alla Costa di San Gallo, troviamo il 22 novembre 1365 Martina fu Monte della Costa di Sentino vedova di Giovanni fu Zambone Mosita Benzoni di San Giovanni Bianco, abitante di Palanzo, detto appunto vicinia di San Pietro d’Orzio. Alla fine del XIV secolo troviamo dei Benzoni anche a Briolo. Nel XV secolo se ne trovano nella prima metà a Piazzo, nella seconda alla Costa di San Gallo ed all’Ornico, nella prima metà del XVI a Capatelli e nella seconda metà a Cornalita. A Sentino i Benzoni sono documentati sino al 1619. Il nome di Detesalvo era già presente nei Benzoni: nel 1432 abbiamo un Detesalvo fu Viviano Benzoni di Sentino, già morto nel 1438, quando è citato il figlio Martino. Anche altri nomi dati da Detesalvo ai suoi figli sono nomi di famiglia dei Benzoni. Nel 1434 i fratelli Antonio e Bartolomeo fu Filippo Benzoni di Sentino abitavano nella contrada di Costa nel Comune di San Gallo (vicino alla contrada di Ornico o Lurico, Comune di San Gallo) ed Antonio detto Guadida fu Filippo Benzoni di Ornico, oltre ad Alberto Lupi di Costa che vi aveva una casa. Sentino è la contrada più vicina alla Costa de Lupi, detta anche Costa di San Gallo. La famiglia fece probabilmente costruire la chiesa di San Marco in Sentino, eretta forse proprio da Detesalvo Lupi, alla quale Pietro Benzoni Signorino, panettiere a Venezia e proprietario di un’arca sepolcrale nella chiesa di San Polo in Venezia, lasciò i suoi beni con testamento del 3 dicembre 1476 rogato da Pietro Arrivaben. Sin dal XV secolo alcuni Benzoni si erano trasferiti a Venezia e nel 1685 vennero aggregati alla nobiltà veneta. Pietro Benzoni fu medico a Venezia e si diede da fare per l’arrivo dei Cappuccini nel 1640 donando il fondo per la costruzione del loro convento sul piano di Callagno di San Giovanni Bianco. Il 3 novembre 1647 liquidò i suoi beni in zona. Alcuni Benzoni esercitarono la correria veneta ad esempio Bartolomeo e Benzone, entrambi di Piazzo ed Antonio con il figlio Giovanni Filippo del Palazzo. Questi il 20 dicembre 1690 la vendette a Marco Milesi di San Giovanni Bianco per 8˙850 scudi. Benzone Benzoni fu luogotenente del vicario della Val Brembana inferiore e fece costruire a sue spese la chiesa dai San Francesco e Santa Caterina a Piazzo.