Fantoni: differenze tra le versioni
(Nuova pagina: Tra i nomi più antichi di questa celebre famiglia abbiamo nel 1270 un Pagano. Forse erano originari di Sorisole, come ipotizza B.Belotti (Ecc Bg pag 121) ove nel ‘500 risultavano p...) |
|||
| Riga 1: | Riga 1: | ||
Tra i nomi più antichi di questa celebre famiglia abbiamo nel 1270 un Pagano. | Tra i nomi più antichi di questa celebre famiglia abbiamo nel 1270 un Pagano. | ||
| − | Forse erano originari di Sorisole, come ipotizza B.Belotti (Ecc Bg pag 121) ove nel ‘500 risultavano parecchi con questo cognome, ma poi si trasferirono a Rovetta. dove tuttora esiste la loro casa conservata come museo curato dalla Fondazione Fantoni . | + | |
| + | Forse erano originari di Sorisole, come ipotizza B.Belotti (Ecc Bg pag 121) ove nel ‘500 risultavano parecchi con questo cognome, ma poi si trasferirono a Rovetta. dove tuttora esiste la loro casa conservata come museo curato dalla Fondazione Fantoni. | ||
| + | |||
Secondo Castoldi si tratterebbe invece di due famiglie separate: quelli di Rovetta e quelli di Rosicano derivati questi da un Fantone nel XIV sec. e poi cittadini bergamaschi, ma con cognome Fantoli ed anch’essi carpentari. | Secondo Castoldi si tratterebbe invece di due famiglie separate: quelli di Rovetta e quelli di Rosicano derivati questi da un Fantone nel XIV sec. e poi cittadini bergamaschi, ma con cognome Fantoli ed anch’essi carpentari. | ||
| + | |||
Un loro ramo emigrò a Padova. | Un loro ramo emigrò a Padova. | ||
| + | |||
A Rovetta iniziò l’attività nel 1460 Bertulino nato nel 1410 e la loro arte si andò affinando col succedersi delle generazioni affermandosi con Grazioso di Donato nato nel 1630 a cui si deve una delle Sacrestie di Alzano. | A Rovetta iniziò l’attività nel 1460 Bertulino nato nel 1410 e la loro arte si andò affinando col succedersi delle generazioni affermandosi con Grazioso di Donato nato nel 1630 a cui si deve una delle Sacrestie di Alzano. | ||
Da lui e da Maria Abramina nacquero a Rovetta numerosi figli tra i quali il 25-8-1659 il grande Andrea che fu allievo a Brescia, a Tirano e in val Camonica dello scultore del legno d’orgine tedesca Pietro Rames. Sua prima opera autonoma, addirittura comssionatagli per raccomandazione del suo maestro, ma già ottimo presagio della sua arte, fu l’Altare per la Chiesa di Zone. La sua peculiare capacità di conciliare una grandiosa visione d’insieme ed estrema cura dei particolari emerge nel suo capolavoro che è la seconda Sacrestia di Alzano, ove scolpì le cimase, gli inginocchiatoi e l’altare di marmo. | Da lui e da Maria Abramina nacquero a Rovetta numerosi figli tra i quali il 25-8-1659 il grande Andrea che fu allievo a Brescia, a Tirano e in val Camonica dello scultore del legno d’orgine tedesca Pietro Rames. Sua prima opera autonoma, addirittura comssionatagli per raccomandazione del suo maestro, ma già ottimo presagio della sua arte, fu l’Altare per la Chiesa di Zone. La sua peculiare capacità di conciliare una grandiosa visione d’insieme ed estrema cura dei particolari emerge nel suo capolavoro che è la seconda Sacrestia di Alzano, ove scolpì le cimase, gli inginocchiatoi e l’altare di marmo. | ||
| + | |||
Andrea col padre furono ospiti a Venezia del conte Barzizza, intenditore d’arte che soleva passare parte dell’anno ad Alzano ed amava tanto Andrea che per curarne una malattia fece venire dalla Spagna alcune specialità. Carlo VI gli rilasciò un ampio passaporto. | Andrea col padre furono ospiti a Venezia del conte Barzizza, intenditore d’arte che soleva passare parte dell’anno ad Alzano ed amava tanto Andrea che per curarne una malattia fece venire dalla Spagna alcune specialità. Carlo VI gli rilasciò un ampio passaporto. | ||
| − | G. B. Canina, con cui spesso collaborò, insistè perchè concorresse per il pulpito d’Alzano vincendo il concorso (atto Not. Pietro Brentani 21 -9- 1711) | + | |
| + | G. B. Canina, con cui spesso collaborò, insistè perchè concorresse per il pulpito d’Alzano vincendo il concorso (atto Not. Pietro Brentani 21-9-1711). | ||
| + | |||
Per ricordare anche solo alcuni dei suoi capolavori tra i quali v’è il famoso Confessionale ora in S.ta Maria o l’altare di marmo, con bellissimo paliotto, della Chiesa di S. Alessandro della Croce in Pignolo nel 1728 per cui gli furono corrisposti 1700 scudi da £ 7. Tra le opere profane si attribuiscono a lui i bassorilievi in casa Barzizza. '''[GPA]''' | Per ricordare anche solo alcuni dei suoi capolavori tra i quali v’è il famoso Confessionale ora in S.ta Maria o l’altare di marmo, con bellissimo paliotto, della Chiesa di S. Alessandro della Croce in Pignolo nel 1728 per cui gli furono corrisposti 1700 scudi da £ 7. Tra le opere profane si attribuiscono a lui i bassorilievi in casa Barzizza. '''[GPA]''' | ||
Versione delle 15:09, 24 ago 2007
Tra i nomi più antichi di questa celebre famiglia abbiamo nel 1270 un Pagano.
Forse erano originari di Sorisole, come ipotizza B.Belotti (Ecc Bg pag 121) ove nel ‘500 risultavano parecchi con questo cognome, ma poi si trasferirono a Rovetta. dove tuttora esiste la loro casa conservata come museo curato dalla Fondazione Fantoni.
Secondo Castoldi si tratterebbe invece di due famiglie separate: quelli di Rovetta e quelli di Rosicano derivati questi da un Fantone nel XIV sec. e poi cittadini bergamaschi, ma con cognome Fantoli ed anch’essi carpentari.
Un loro ramo emigrò a Padova.
A Rovetta iniziò l’attività nel 1460 Bertulino nato nel 1410 e la loro arte si andò affinando col succedersi delle generazioni affermandosi con Grazioso di Donato nato nel 1630 a cui si deve una delle Sacrestie di Alzano. Da lui e da Maria Abramina nacquero a Rovetta numerosi figli tra i quali il 25-8-1659 il grande Andrea che fu allievo a Brescia, a Tirano e in val Camonica dello scultore del legno d’orgine tedesca Pietro Rames. Sua prima opera autonoma, addirittura comssionatagli per raccomandazione del suo maestro, ma già ottimo presagio della sua arte, fu l’Altare per la Chiesa di Zone. La sua peculiare capacità di conciliare una grandiosa visione d’insieme ed estrema cura dei particolari emerge nel suo capolavoro che è la seconda Sacrestia di Alzano, ove scolpì le cimase, gli inginocchiatoi e l’altare di marmo.
Andrea col padre furono ospiti a Venezia del conte Barzizza, intenditore d’arte che soleva passare parte dell’anno ad Alzano ed amava tanto Andrea che per curarne una malattia fece venire dalla Spagna alcune specialità. Carlo VI gli rilasciò un ampio passaporto.
G. B. Canina, con cui spesso collaborò, insistè perchè concorresse per il pulpito d’Alzano vincendo il concorso (atto Not. Pietro Brentani 21-9-1711).
Per ricordare anche solo alcuni dei suoi capolavori tra i quali v’è il famoso Confessionale ora in S.ta Maria o l’altare di marmo, con bellissimo paliotto, della Chiesa di S. Alessandro della Croce in Pignolo nel 1728 per cui gli furono corrisposti 1700 scudi da £ 7. Tra le opere profane si attribuiscono a lui i bassorilievi in casa Barzizza. [GPA]