Pilati: differenze tra le versioni
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| + | ARMA: D’azzurro al giglio d’oro accostato nel capo e nella punta da due rastrelli d’argento a otto punte. | ||
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| + | Proveniente da Ome in prov. di Brescia, dove nel 1498 abitava un GREGORIO q. BERTOLINO q. LUIGI q. GIACOMO, consigliere, la famiglia si stabilì in Brescia verso la metà del sec. XVII con GIULIO (n. 1599) q. FORTUNATO (n. 1551) q. GIUSEPPE (n. 1497), figlio di Gregorio sopra accennato. Giulio, che col commercio aveva largamente migliorata la posizione della famiglia, sposò la nob. Ersilia Zoni e ne ebbe GIACINTO (n. 1653) e GIUSEPPE (n. 1656); quest’ultimo, marito della nob. Lucrezia Prati, fu padre di FORTUNATO 2° (n. 1708) che sposò la nob. Dorotea Gigli da cui GIUSEPPE (n. 1741). | ||
| + | Fortunato 2° nel 1734, dimostrando l’originarietà bresciana della sua famiglia e le antiche benemerenze, chiese ed ottenne di essere ammesso coi propri discendenti nel Consiglio Generale della Nobiltà bresciana. Da FORTUNATO 3°, figlio di Giuseppe, e da Giulia nob. Arici, sua moglie, nacque un altro GIUSEPPE (n. 1810, † 1873) che sposò Chiara Bertelli da cui, fra altri morti senza discendenza, ebbe un figlio FORTUNATO 4° (n. 1836, † 1867) il quale dalla moglie Adele Gialnisio ebbe Chiara (n. 1866) e Giuseppa (n. 1868), senza discendenza mascolina. | ||
| + | La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. col titolo di nobile (mf.). | ||
| − | + | f. l. [Fausto Lechi] | |
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Versione delle 13:27, 19 apr 2019
ARMA: D’azzurro al giglio d’oro accostato nel capo e nella punta da due rastrelli d’argento a otto punte. DIMORA: Brescia. Proveniente da Ome in prov. di Brescia, dove nel 1498 abitava un GREGORIO q. BERTOLINO q. LUIGI q. GIACOMO, consigliere, la famiglia si stabilì in Brescia verso la metà del sec. XVII con GIULIO (n. 1599) q. FORTUNATO (n. 1551) q. GIUSEPPE (n. 1497), figlio di Gregorio sopra accennato. Giulio, che col commercio aveva largamente migliorata la posizione della famiglia, sposò la nob. Ersilia Zoni e ne ebbe GIACINTO (n. 1653) e GIUSEPPE (n. 1656); quest’ultimo, marito della nob. Lucrezia Prati, fu padre di FORTUNATO 2° (n. 1708) che sposò la nob. Dorotea Gigli da cui GIUSEPPE (n. 1741). Fortunato 2° nel 1734, dimostrando l’originarietà bresciana della sua famiglia e le antiche benemerenze, chiese ed ottenne di essere ammesso coi propri discendenti nel Consiglio Generale della Nobiltà bresciana. Da FORTUNATO 3°, figlio di Giuseppe, e da Giulia nob. Arici, sua moglie, nacque un altro GIUSEPPE (n. 1810, † 1873) che sposò Chiara Bertelli da cui, fra altri morti senza discendenza, ebbe un figlio FORTUNATO 4° (n. 1836, † 1867) il quale dalla moglie Adele Gialnisio ebbe Chiara (n. 1866) e Giuseppa (n. 1868), senza discendenza mascolina. La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. col titolo di nobile (mf.).
f. l. [Fausto Lechi]