Persico (da): differenze tra le versioni
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| − | + | ARMA: Di rosso allo scaglione d’oro accompagnato da tre pesche col gambo fogliato in alto, al naturale, due in capo ed una in punta. | |
| − | + | DIMORA: Verona. | |
| − | + | Famiglia d’antichissima origine cremonese. Nelle Memorie storiche di Sabbioneta del dottor Antonio Racheli (libro I, pag. 117-118, Casalmaggiore, Bizzarri, 1849), si dice che il primo accenno della esistenza della famiglia Persico a Sabbioneta si ha nell’alto medioevo, essendo quella terra signoreggiata nel 675 da Rainaldo, principe di sangue greco, figliuolo di Valeriano, pronipote di quell’Atrio Perseo o Persico, che venuto in Italia coi greci di Narsete, disfece presso Cremona i Goti, restando così indotto lo storico a pensare che Rainaldo sopra Sabbioneta avesse vecchi diritti di famiglia e che i re Longobardi lo confermassero in quei diritti. Un Miliolino nell’anno 825 avrebbe propagata in Italia la famiglia, non accettandosi però l’opinione che questa famiglia sia originaria di Germania (ibidem, pagina 142). GIAMPIETRO, figlio di Lotario del Persico, nel 1021 era conte di Sabbioneta, e nel 1052 un BOSONE della stessa famiglia; l’uno e l’altro valorosi capitani. Nel 1091 Rinaldo fu investito della Corte di Sabbioneta con titolo di conte dall’imperatore Enrico IV in benemerenza di servigi resigli in guerra, fra cui l’assedio di Mantova, espugnata dal detto Rinaldo, che si considera il fondatore della Casa Persico di Cremona, denominata poi sempre dei conti di Sabbioneta. ARNOLFO fu segretario dell’imperatore Federico Barbarossa, che nel 1158 gli confermò la contea di Sabbioneta, Rivarolo, Commesaggio e S. Martino dell’Argine. Da lui discende in linea retta quel GUGLIELMO, che, console a Cremona nel 1215, passò podestà a Verona nel 1232 chiamatovi da Ezzelino da Romano vicario dell’imperatore (Bibl. Civ. Cremona, notaio Luigi Parmeggiani Sabbionetano, anno 1777). Il prefato Guglielmo fu l’autore della famiglia Da Persico di Verona, la quale con BERTOLINO fu nel 1406 aggregata al nobile Consiglio di quella città. ANTONIO Da Persico nel primo quarto del 1400 sposò Antonia, figlia di Dante II Allighieri, discendente dal divino poeta. (Genealogia Carinelli negli antichi Archivi Comunali di Verona). CARLO, con ducale veneta 2 marzo 1719, venne insignito del titolo comitale coi suoi discendenti maschi. GIAMBATTISTA Da Persico fu degno podestà di Verona al tempo del Congresso delle Potenze Europee tenutosi in quella città nel 1822 e fu pure ciambellano dell’imperatore Francesco I. | |
| − | + | PIETRO FRANCESCO, CARLO NICOLA, ciambellano dell’imperatore Francesco I, e LUIGI, di Giuseppe, furono confermati nella nobiltà con S. R. A. 22 settembre 1820. | |
| − | La famiglia è iscritta | + | La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. coi titoli di conte (m.) e nobile (mf.) (D. M. 22 giugno 1905), in persona di GIULIO, n. Affi (Verona) 17 ottobre 1870, di Carlo, di Giulio, di Luigi e di Maria Barbavara di Gravellona, † 29 febbraio 1908. |
| − | + | Sorelle: Elena, (n. Verona 17 luglio 1869); b) Anagilda, n. Verona 26 novembre 1874, in Vittorio Porro. | |
| − | + | Zia: Rosa (n. 1843, † 1923), di Giulio e di Isabella di Brenzone, vedova Fumanelli. | |
| − | + | Ha chiesto l’iscrizione nell’Elenco Nob. Uff. e il riconoscimento dei titoli di nobile per mf. e di conte per m. FRANCESCO, di Francesco, di Giulio, di Luigi per sé e figli. | |
p. b. [Pietro Bosmin] | p. b. [Pietro Bosmin] | ||
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== Genealogia == | == Genealogia == | ||
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== Stemmi== | == Stemmi== | ||
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ARMA: Inquartato: nel 1° e 4° troncato d’azzurro e d’oro all’angelo di carnagione alato galeato attraversante, vestito d’argento e tenente con la destra un ramo fruttifero di pesco di due pezzi al naturale (''Pèrsico''); nel 2° e 3° di rosso all’aquila bicipite coronata d’oro sulle due teste e caricata in petto di uno scudetto d’azzurro alla fascia d’oro (''Giustiniani''). | ARMA: Inquartato: nel 1° e 4° troncato d’azzurro e d’oro all’angelo di carnagione alato galeato attraversante, vestito d’argento e tenente con la destra un ramo fruttifero di pesco di due pezzi al naturale (''Pèrsico''); nel 2° e 3° di rosso all’aquila bicipite coronata d’oro sulle due teste e caricata in petto di uno scudetto d’azzurro alla fascia d’oro (''Giustiniani''). | ||
| − | '''[[Stemmi famiglia Persico]]''' | + | '''[[Stemmi famiglia Da Persico]]''' |
== Storia == | == Storia == | ||
Versione delle 17:03, 21 mar 2019
Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. V, pp. 273-274:
ARMA: Di rosso allo scaglione d’oro accompagnato da tre pesche col gambo fogliato in alto, al naturale, due in capo ed una in punta. DIMORA: Verona. Famiglia d’antichissima origine cremonese. Nelle Memorie storiche di Sabbioneta del dottor Antonio Racheli (libro I, pag. 117-118, Casalmaggiore, Bizzarri, 1849), si dice che il primo accenno della esistenza della famiglia Persico a Sabbioneta si ha nell’alto medioevo, essendo quella terra signoreggiata nel 675 da Rainaldo, principe di sangue greco, figliuolo di Valeriano, pronipote di quell’Atrio Perseo o Persico, che venuto in Italia coi greci di Narsete, disfece presso Cremona i Goti, restando così indotto lo storico a pensare che Rainaldo sopra Sabbioneta avesse vecchi diritti di famiglia e che i re Longobardi lo confermassero in quei diritti. Un Miliolino nell’anno 825 avrebbe propagata in Italia la famiglia, non accettandosi però l’opinione che questa famiglia sia originaria di Germania (ibidem, pagina 142). GIAMPIETRO, figlio di Lotario del Persico, nel 1021 era conte di Sabbioneta, e nel 1052 un BOSONE della stessa famiglia; l’uno e l’altro valorosi capitani. Nel 1091 Rinaldo fu investito della Corte di Sabbioneta con titolo di conte dall’imperatore Enrico IV in benemerenza di servigi resigli in guerra, fra cui l’assedio di Mantova, espugnata dal detto Rinaldo, che si considera il fondatore della Casa Persico di Cremona, denominata poi sempre dei conti di Sabbioneta. ARNOLFO fu segretario dell’imperatore Federico Barbarossa, che nel 1158 gli confermò la contea di Sabbioneta, Rivarolo, Commesaggio e S. Martino dell’Argine. Da lui discende in linea retta quel GUGLIELMO, che, console a Cremona nel 1215, passò podestà a Verona nel 1232 chiamatovi da Ezzelino da Romano vicario dell’imperatore (Bibl. Civ. Cremona, notaio Luigi Parmeggiani Sabbionetano, anno 1777). Il prefato Guglielmo fu l’autore della famiglia Da Persico di Verona, la quale con BERTOLINO fu nel 1406 aggregata al nobile Consiglio di quella città. ANTONIO Da Persico nel primo quarto del 1400 sposò Antonia, figlia di Dante II Allighieri, discendente dal divino poeta. (Genealogia Carinelli negli antichi Archivi Comunali di Verona). CARLO, con ducale veneta 2 marzo 1719, venne insignito del titolo comitale coi suoi discendenti maschi. GIAMBATTISTA Da Persico fu degno podestà di Verona al tempo del Congresso delle Potenze Europee tenutosi in quella città nel 1822 e fu pure ciambellano dell’imperatore Francesco I. PIETRO FRANCESCO, CARLO NICOLA, ciambellano dell’imperatore Francesco I, e LUIGI, di Giuseppe, furono confermati nella nobiltà con S. R. A. 22 settembre 1820. La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. coi titoli di conte (m.) e nobile (mf.) (D. M. 22 giugno 1905), in persona di GIULIO, n. Affi (Verona) 17 ottobre 1870, di Carlo, di Giulio, di Luigi e di Maria Barbavara di Gravellona, † 29 febbraio 1908. Sorelle: Elena, (n. Verona 17 luglio 1869); b) Anagilda, n. Verona 26 novembre 1874, in Vittorio Porro. Zia: Rosa (n. 1843, † 1923), di Giulio e di Isabella di Brenzone, vedova Fumanelli. Ha chiesto l’iscrizione nell’Elenco Nob. Uff. e il riconoscimento dei titoli di nobile per mf. e di conte per m. FRANCESCO, di Francesco, di Giulio, di Luigi per sé e figli.
p. b. [Pietro Bosmin]
Indice
Genealogia
Stemmi
ARMA: Inquartato: nel 1° e 4° troncato d’azzurro e d’oro all’angelo di carnagione alato galeato attraversante, vestito d’argento e tenente con la destra un ramo fruttifero di pesco di due pezzi al naturale (Pèrsico); nel 2° e 3° di rosso all’aquila bicipite coronata d’oro sulle due teste e caricata in petto di uno scudetto d’azzurro alla fascia d’oro (Giustiniani).
Storia
Personaggi
Dimore
Bergamo, Venezia e Roma