Martinengo Cesaresco: differenze tra le versioni
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Da MARCANTONIO, di Francesco (n. 1646, m. 1697) e dalla moglie Ippolita del conte Onofrio Maggi, nacquero: CESARE e, postumo, MARCANTONIO (n. 1698, m. 1780), dotti ed eruditi cavalieri. Quest’ultimo che aveva sposato Eleonora del conte Paolo Franchetti di Bergamo, fu padre di FRANCESCO II (n. 1767, m. 1855), padre a sua volta di CESARE (n. 1793, m. 1866) che ebbe per madre Flaminia del conte Leopardo Martinengo da Barco e in moglie la nob. Antonia Galanti, da cui ebbe l’unico figlio FRANCESCO III (n. 20 ottobre 1852). | Da MARCANTONIO, di Francesco (n. 1646, m. 1697) e dalla moglie Ippolita del conte Onofrio Maggi, nacquero: CESARE e, postumo, MARCANTONIO (n. 1698, m. 1780), dotti ed eruditi cavalieri. Quest’ultimo che aveva sposato Eleonora del conte Paolo Franchetti di Bergamo, fu padre di FRANCESCO II (n. 1767, m. 1855), padre a sua volta di CESARE (n. 1793, m. 1866) che ebbe per madre Flaminia del conte Leopardo Martinengo da Barco e in moglie la nob. Antonia Galanti, da cui ebbe l’unico figlio FRANCESCO III (n. 20 ottobre 1852). | ||
| − | Questi sposò Adele Ripamonti (n. 1861 a Milano) dalla quale ebbe: 1) ARNALDO (n. 1879, m. 1929) sp. Clotilde Castelli (n. 1880 a Milano); 2) CESARE (n. 24 febbraio 1881) sp. Virginia Valcamonica, da cui: a) Marina (n. 1909, sp. l’avv. Vallino); b) FRANCESCO IV (n. 1912); 3) RICCARDO (n. 11 luglio 1882) sp. 1° Teresita Antonini (m. 1921) ed in seconde nozze M. Brunner di Trieste nel 1927; 4) Antonia (n. 12 aprile 1891) sp. al conte Vittorio Barattieri di S. Pietro; 5) LUIGI (n. 21 gennaio 1902). | + | Questi sposò Adele Ripamonti (n. 1861 a Milano) dalla quale ebbe: 1) ARNALDO (n. 1879, m. 1929) sp. Clotilde Castelli (n. 1880 a Milano); 2) CESARE (n. 24 febbraio 1881) sp. Virginia Valcamonica, da cui: a) Marina (n. 1909, sp. l’avv. Vallino); b) FRANCESCO IV (n. 1912); 3) RICCARDO (n. 11 luglio 1882) sp. 1° Teresita Antonini (m. 1921) ed in seconde nozze M. Brunner di Trieste nel 1927; 4) Antonia (n. 12 aprile 1891) sp. al conte Vittorio Barattieri di S. Pietro; 5) LUIGI (n. 21 gennaio 1902), spos. a Brescia 26 ottobre 1932 con Giannina Giordani. |
Versione attuale delle 20:45, 9 set 2018
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Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 430-432:
Questo importante ramo della potente famiglia bresciana è della stirpe di Gerardo, di Pietro, come i rami Palatino, Colleoni e Cadivilla ora estinti. CESARE I, di Gerardo, è il capostipite e diede il nome a tutta la sua discendenza «Cesaresca». Uomo d’arme valoroso fu dapprima coi Duchi di Milano e per essi combattè a Maclodio dove fu fatto prigioniero. Morto Filippo Maria Visconti, passò al servizio di Venezia che nel 1433 lo aveva investito del feudo di Orzivecchi, si distinse alla battaglia di Caravaggio e vinse in singolare duello il famoso Cerpellone, generale degli Sforza; morì nel 1461. Dei suoi otto figli avuti dalla moglie Orsola d’Arco, OTTAVIANO ed AGOSTINO furono capitani di fanti e poi in cavalleria leggera, e GIORGIO si battè contro i turchi nel Friuli nel 1477; questi da Clara Bollani, della famiglia dogale ebbe: ASCANIO, capitano d’armati nel Friuli e, sotto Mantova, morto a Pario nel 1525, combattendo contro i turchi e CESARE II (n. 1477, m. 1527).
Cesare II fu chiamato il «Magnifico» per lo splendore della sua vita da mecenate del Cinquecento; fu al servizio di Venezia e poi di Luigi XII di Francia che lo creò Ciambellano e Consigliere anche in imprese guerresche. Dalla moglie contessa Ippolita Gambara ebbe venti figli dei quali: GIORGIO II fu prode capitano di fanteria e cavalleria agli ordini di Francesco I ed Enrico III di Francia, chiamato per il suo fasto il «Superbo Italiano» morto assassinato in Brescia nel 1547; GEROLAMO, abate di Leno, fu da Papa Paolo III e successori, inviato Nunzio presso molte Corti estere; FORTUNATO, valente nelle lettere, nella musica e nelle arti belle; GIOVANNI ANTONIO che continuò la famiglia coi rami I e II (detti dell’Aquilone) e LELIO, coi rami III, IV e V (detti del Novarino).
Anche Giorgio II ebbe un figlio, senza discendenti però, SCIARRA che fu uno dei più famosi guerrieri usciti dai Martinengo; fu al servizio di Francia ove ebbe il titolo di capitano generale, di Venezia che lo nominò Governatore generale dell’Albania, poi ancora di Francia, ove morì ucciso in battaglia contro gli Ugonotti.
Ramo I: detto dell’Aquilone o dei Camilli (estinto).
Da GIOVANNI ANTONIO e dalla nob. Clara Federici nacque CAMILLO, il quale da Rizzarda del conte Paolo Emilio Martinengo da Barco ebbe ANTONIO (m. 1622) che fu marito di Claudia del conte Francesco Caprioli, da cui CAMILLO II (n. 1612, m. 1690), il famoso bandito della Repubblica Veneta amato e colmato d’onori dai Medici, Granduchi di Toscana e poi tornato in grazia a Brescia; CARLO (n. 1615, m. 1696) che militò sotto il Duca di Savoia e poi sotto Venezia contro i turchi; FRANCESCO infine che con la moglie Lelia del conte Lelio Martinengo Cesaresco continuò la famiglia. Dei suoi figli: LODOVICO ebbe discendenza che si estinse col patriota GIUSEPPE CAMILLO morto nel 1884; da MARCANTONIO ebbe origine il ramo II.
Ramo II: detto dell’Aquilone Dobla (vivente).
Da MARCANTONIO, di Francesco (n. 1646, m. 1697) e dalla moglie Ippolita del conte Onofrio Maggi, nacquero: CESARE e, postumo, MARCANTONIO (n. 1698, m. 1780), dotti ed eruditi cavalieri. Quest’ultimo che aveva sposato Eleonora del conte Paolo Franchetti di Bergamo, fu padre di FRANCESCO II (n. 1767, m. 1855), padre a sua volta di CESARE (n. 1793, m. 1866) che ebbe per madre Flaminia del conte Leopardo Martinengo da Barco e in moglie la nob. Antonia Galanti, da cui ebbe l’unico figlio FRANCESCO III (n. 20 ottobre 1852).
Questi sposò Adele Ripamonti (n. 1861 a Milano) dalla quale ebbe: 1) ARNALDO (n. 1879, m. 1929) sp. Clotilde Castelli (n. 1880 a Milano); 2) CESARE (n. 24 febbraio 1881) sp. Virginia Valcamonica, da cui: a) Marina (n. 1909, sp. l’avv. Vallino); b) FRANCESCO IV (n. 1912); 3) RICCARDO (n. 11 luglio 1882) sp. 1° Teresita Antonini (m. 1921) ed in seconde nozze M. Brunner di Trieste nel 1927; 4) Antonia (n. 12 aprile 1891) sp. al conte Vittorio Barattieri di S. Pietro; 5) LUIGI (n. 21 gennaio 1902), spos. a Brescia 26 ottobre 1932 con Giannina Giordani.
Ramo III: detto Novarino 1° (estinto).
Il capostipite comune anche ai rami IV e V è LELIO, di Cesare II, il quale dalla contessa Ortensia Provaglio ebbe, tra gli altri: CARLO, che fu al servizio dell’esercito Veneto e poi in quello imperiale, e CESARE III, marito di Margherita del conte Antonio Martinengo di Padernello e padre di LELIO II, che sposò Fulvia di Giambattista Martinengo dalle Palle dalla quale nacque CESARE IV (n. 1624, m. 1691).
Questi fu al servizio di Venezia contro l’Austria e poi del Duca di Parma; egli sposò in primi voti Cecilia del conte Cesare Cigola da cui ebbe CARLO e SILLA, e in secondi voti Polissena del conte Costanzo Caprioli da cui ENRICO e di qui hanno origine i tre rami.
Carlo continuò il ramo terzo con la moglie Margherita del conte Teofilo Martinengo Palatino da cui: CARLO III (n. 1701, m. 1779), il quale dalla seconda moglie contessa Matilde Provaglio ebbe LUIGI (n. 1761, m. 1827). Questi sposò la cugina contessa Marzia Provaglio da cui: Margherita in conte Cesare Cigola, Clara in conte Teodoro Lechi e CARLO IV (n. 1801, m. 1848) che da Ippolita del conte Tomaso Balucanti ebbe cinque figlie: Carolina in conte Tornaso Caprioli; Matilde in nob. Ettore Averoldi, Marianna in nob. Scipione Guaineri, Marzia in conte Emilio Oldofredi ed Emilia, nubile.
Ramo IV: detto Silla (estinto).
Così denominato per il capostipite di quel nome, figlio di CESARE IV, SILLA, che fu comandante di cavalleria e maggiordomo alla corte di Francia intorno al 1650. Egli sposò la contessa Domicilla Gambara e la sua discendenza si estinse, dopo quattro generazioni, con GEROLAMO, detto Momoletto, che morì nel 1836.
Ramo V: detto Novarino 2° (vivente).
Da Enrico (n. 1684, m. 1759) di Cesare IV e da Antonia Silva sua moglie nacque ERCOLE, marito di Vincenza Donati e padre di ENRICO II (n. 1782, m. 1823); questi sposò la contessa Andreana di Alvise Venier da cui FERDINANDO, ERCOLE e TEBALDO (n. 1823, m. 1895). Quest’ultimo ebbe in moglie Caterina Patella da Padova dalla quale nacquero: RICCARDO (n. 19 luglio 1851) e Adele (n. 1855, m. 1920) in Battista. Riccardo dalla moglie Agnese Maritano (n. a Torino 11 aprile 1857) ebbe: 1) TEBALDO RENATO (n. 17 agosto 1888) sp. il 24 ottobre 1910 Maria Giulia Gotti (n. a Milano il 17 dicembre 1888) da cui: a) RICCARDO, n. il 25 settembre 1911; b) ENRICO, n. 9 agosto 1914; c) ERCOLE, n. 1 aprile 1924; 2) ENRICO (n. 19 luglio 1894) sp. 28 agosto 1920 Luigia Bassi (n. a Milano 21 settembre 1897) da cui: Solange Minnie (n. 10 luglio 1921).
La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. con titoli di Conte (m.), Signore di Orzivecchi (mpr.), Nobile (mf), in persona di Francesco, di Cesare, Riccardo, Antonietta e Luigi di Francesco, di Marina e Francesco di Cesare; di Riccardo e Renato Tebaldo.
f. l. [Fausto Lechi]
Indice
Genealogia
Genealogia Martinengo Cesaresco
Stemmi
ARMA: D’oro all’aquila di rosso coronata del campo.
Alias: Inquartato: nel 1°, nel 2°, nel 3° e nel 4° di Martinengo (vedi sopra).
Stemmi famiglia Martinengo Cesaresco
Storia
Personaggi
Dimore
Brescia
Sepolture
Iconografia
Martinengo Cesaresco. Dipinti e Ritratti
Martinengo Cesaresco. Archivio fotografico
Fonti
Archivi di famiglie e di persone: materiali per una guida, 2: Lombardia-Sicilia, a cura di Giovanni Pesiri, Micaela Procaccia, Irma Paola Tascini, Laura Vallone, Roma, Ministero BBAAC, 1998 (Pubblicazioni degli archivi di Stato. Strumenti; 133), n° 1405-1406.
Bibliografia
http://www.treccani.it/enciclopedia/cesare-martinengo_(Dizionario-Biografico)/
http://www.treccani.it/enciclopedia/celso-martinengo_(Dizionario-Biografico)/