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ARMA: Troncato: al 1° d’azzurro all’aquila di nero posta dietro un libro, aperto, portante su ciascuna pagina in lettere romane maiuscole di nero le parola LEX ripetuta verticalmente tre volte su ciascuna pagina, il tutto al naturale; al 2° di rosso al leone d’oro coronato dello stesso e tenente colle branche anteriori e colla branca posteriore destra un bastone al naturale colla cima terminante in trifoglio d’argento posto in banda.
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DIMORA: Milano.
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Antica famiglia patrizia di Pavia. PIETRO, decurione, otteneva il riconoscimento della nobiltà della sua casata con decreto 18 gennaio 1771 dell’I. R. Tribunale Araldico e lo stemma della medesima veniva delineato con decreto 26 luglio 1787 dell’I. R. Consiglio di Governo della Lombardia Austriaca. Furono figli suoi CARLO, giureconsulto collegiato, CESARE, ALESSANDRO e CLETO, che vennero confermati nell’antica nobiltà con sovrana risoluzione 28 gennaio 1817.
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La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. coi titoli di patrizio di Pavia (m.), trattamento di Don e Donna. Cfr. ASM., Araldica.
  
 
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a. g. [Alessandro Giulini]
 
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Versione delle 18:20, 9 apr 2018

ARMA: Troncato: al 1° d’azzurro all’aquila di nero posta dietro un libro, aperto, portante su ciascuna pagina in lettere romane maiuscole di nero le parola LEX ripetuta verticalmente tre volte su ciascuna pagina, il tutto al naturale; al 2° di rosso al leone d’oro coronato dello stesso e tenente colle branche anteriori e colla branca posteriore destra un bastone al naturale colla cima terminante in trifoglio d’argento posto in banda. DIMORA: Milano. Antica famiglia patrizia di Pavia. PIETRO, decurione, otteneva il riconoscimento della nobiltà della sua casata con decreto 18 gennaio 1771 dell’I. R. Tribunale Araldico e lo stemma della medesima veniva delineato con decreto 26 luglio 1787 dell’I. R. Consiglio di Governo della Lombardia Austriaca. Furono figli suoi CARLO, giureconsulto collegiato, CESARE, ALESSANDRO e CLETO, che vennero confermati nell’antica nobiltà con sovrana risoluzione 28 gennaio 1817. La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. coi titoli di patrizio di Pavia (m.), trattamento di Don e Donna. Cfr. ASM., Araldica.

a. g. [Alessandro Giulini]


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