Cavazzi della Somaglia: differenze tra le versioni
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Illustre famiglia milanese investita del castello, luogo e territorio della Somaglia, Monte Oldrado e Castelnovo di Roncaglia, come appare dall’investitura 10 luglio 1371, rog. Ambrogio Tomerio e Giovanni Suganappi, notai di Milano, concessa da Barnabò Visconti a Nicorolo, castellano di Melegnano e consorti, padre di RUGGERO e PIETRINO, ai quali veniva confermato da Gianmaria Visconti, duca di Milano, il possesso del detto feudo con investitura 10 settembre 1404. BARTOLOMEO, figlio di Pietrino, generò altro PIETRINO e SANGUINOLO, che 3 febbr. 1452 ottennero da Francesco I Sforza, la concessione dell’impresa dei tre anelli incrociati ed i titoli di conti e baroni della Somaglia per maschi, feudo, pure riconosciuto con diploma 20 marzo 1470 dal duca Galeazzo Maria ad UGONE e BATTISTA, figli del detto Pietrino. Battista fu padre di CAMILLO, che riconfermato da Francesco I, re di Francia, con diploma 24 novembre 1516, fu bisavo di BERNARDINO, commendatore di San Jago; discese per varie generazioni GIANLUCA, presidente del Consiglio comunale di Milano nel 1814, altro degli inviati a Parigi presso le Alte Potenze Alleate, dal quale ha origine la diramazione tuttora fiorente. | Illustre famiglia milanese investita del castello, luogo e territorio della Somaglia, Monte Oldrado e Castelnovo di Roncaglia, come appare dall’investitura 10 luglio 1371, rog. Ambrogio Tomerio e Giovanni Suganappi, notai di Milano, concessa da Barnabò Visconti a Nicorolo, castellano di Melegnano e consorti, padre di RUGGERO e PIETRINO, ai quali veniva confermato da Gianmaria Visconti, duca di Milano, il possesso del detto feudo con investitura 10 settembre 1404. BARTOLOMEO, figlio di Pietrino, generò altro PIETRINO e SANGUINOLO, che 3 febbr. 1452 ottennero da Francesco I Sforza, la concessione dell’impresa dei tre anelli incrociati ed i titoli di conti e baroni della Somaglia per maschi, feudo, pure riconosciuto con diploma 20 marzo 1470 dal duca Galeazzo Maria ad UGONE e BATTISTA, figli del detto Pietrino. Battista fu padre di CAMILLO, che riconfermato da Francesco I, re di Francia, con diploma 24 novembre 1516, fu bisavo di BERNARDINO, commendatore di San Jago; discese per varie generazioni GIANLUCA, presidente del Consiglio comunale di Milano nel 1814, altro degli inviati a Parigi presso le Alte Potenze Alleate, dal quale ha origine la diramazione tuttora fiorente. | ||
Da BASSANO, fratello di Pietrino e di Sanguinolo, proviene ANTONIO, morto senza prole nel 1628 lasciando erede del patrimonio suo, compresa la grandiosa villa di Orio, coll’obbligo di assumere il cognome della Somaglia, il cremonese Paolo Dati. Dopo lunga lite fra i Somaglia ed i Dati, eredi del predetto conte Antonio, con regio assenso il possesso della Somaglia rimase ai primi. | Da BASSANO, fratello di Pietrino e di Sanguinolo, proviene ANTONIO, morto senza prole nel 1628 lasciando erede del patrimonio suo, compresa la grandiosa villa di Orio, coll’obbligo di assumere il cognome della Somaglia, il cremonese Paolo Dati. Dopo lunga lite fra i Somaglia ed i Dati, eredi del predetto conte Antonio, con regio assenso il possesso della Somaglia rimase ai primi. | ||
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| + | ''Archivi di famiglie e di persone: materiali per una guida'', 2: ''Lombardia-Sicilia'', a cura di Giovanni Pesiri, Micaela Procaccia, Irma Paola Tascini, Laura Vallone, Roma, Ministero BBAAC, 1998 (Pubblicazioni degli archivi di Stato. Strumenti; 133), n° 1269. | ||
== Bibliografia == | == Bibliografia == | ||
Versione attuale delle 16:24, 4 dic 2017
Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. II, p. 403:
Illustre famiglia milanese investita del castello, luogo e territorio della Somaglia, Monte Oldrado e Castelnovo di Roncaglia, come appare dall’investitura 10 luglio 1371, rog. Ambrogio Tomerio e Giovanni Suganappi, notai di Milano, concessa da Barnabò Visconti a Nicorolo, castellano di Melegnano e consorti, padre di RUGGERO e PIETRINO, ai quali veniva confermato da Gianmaria Visconti, duca di Milano, il possesso del detto feudo con investitura 10 settembre 1404. BARTOLOMEO, figlio di Pietrino, generò altro PIETRINO e SANGUINOLO, che 3 febbr. 1452 ottennero da Francesco I Sforza, la concessione dell’impresa dei tre anelli incrociati ed i titoli di conti e baroni della Somaglia per maschi, feudo, pure riconosciuto con diploma 20 marzo 1470 dal duca Galeazzo Maria ad UGONE e BATTISTA, figli del detto Pietrino. Battista fu padre di CAMILLO, che riconfermato da Francesco I, re di Francia, con diploma 24 novembre 1516, fu bisavo di BERNARDINO, commendatore di San Jago; discese per varie generazioni GIANLUCA, presidente del Consiglio comunale di Milano nel 1814, altro degli inviati a Parigi presso le Alte Potenze Alleate, dal quale ha origine la diramazione tuttora fiorente. Da BASSANO, fratello di Pietrino e di Sanguinolo, proviene ANTONIO, morto senza prole nel 1628 lasciando erede del patrimonio suo, compresa la grandiosa villa di Orio, coll’obbligo di assumere il cognome della Somaglia, il cremonese Paolo Dati. Dopo lunga lite fra i Somaglia ed i Dati, eredi del predetto conte Antonio, con regio assenso il possesso della Somaglia rimase ai primi. Da ORAZIO discende il ramo piacentino dei Somaglia, che produsse GAETANO (1752-1837), giudice nella Corte dei Conti del Regno d’Italia, i. r. ciambellano ed intendente dei beni della corona, GIULIO CESARE (1744-1830), cardinale segretario di Stato di Leone XII, ed il fratello di questi, CARLO, ultimo di sua casa, che da Barbara dei marchesi Vajni ved. contessa Salazar, ebbe varii figli a lui premorti e che dalla seconda consorte, Teresa Vigoni, non ebbe prole. Al ramo milanese appartiene GIAN LUCA, deputato indi senatore del Regno, padre di GIAN GIACOMO, pure senatore del Regno, nel quale si estinse la discendenza mascolina dei Cavazzi della Somaglia, che sono ora rappresentati solo da femmine ed iscritti nell’Elenco ufficiale coi titoli di: patrizio milanese, per m.; conte e barone della Somaglia, per m.; trattamento di Don e Donna, in persona di: † GIAN GIACOMO, di Gian Luca, di Giovanni. Sorelle: Maria in Castelbarco Albani, Maddalena in Trivulzio. Cfr. ASM., Arald., MORIGIA P., Historia dell’antichità di Milano, Venetia, 1592, p. 656 seg.
a. g. [Alessandro Giulini]
Indice
Genealogia
Genealogia Cavazzi della Somaglia
Teatro genealogico delle famiglie nobili milanesi: manoscritti 11500 e 11501 della Biblioteca Nacional di Madrid, a cura di Cinzia CREMONINI, Mantova: Gianluigi Arcari, 2003
Stemmi
ARMA: Inquartato: al 1° d’oro al cavaliere, vestito e coperto di rosso, montato sul cavallo di argento, bardato di rosso, passante; al 2° e 3° controinquartato: a) di rosso a tre anelli d’oro male ordinati ed intrecciati; b) di rosso alla spazzola d’oro; c) d’azzurro a due fascie di argento controinnestate; d) di rosso al morso di cavallo, all’antica, di argento, posto in sbarra; al 4° di CAVAZZI che è di azzurro a tre bande d’oro ripiene di rosso, colla testa di moro, bendato di argento, attraversante; il tutto col capo d’argento, carico di tre biscioni viscontei di azzurro, coronati d’oro, col putto uscente di carnagione, ordinati in fascìa, la coda di quello di mezzo accostata dalle sigle FR. e SF. di azzurro.
MOTTO: Meminisse. iuvabit.
Stemmi famiglia Cavazzi della Somaglia
Storia
Personaggi
Dimore
Milano
Iconografia
Dipinti e Ritratti
Archivio fotografico
Fonti
Archivi di famiglie e di persone: materiali per una guida, 2: Lombardia-Sicilia, a cura di Giovanni Pesiri, Micaela Procaccia, Irma Paola Tascini, Laura Vallone, Roma, Ministero BBAAC, 1998 (Pubblicazioni degli archivi di Stato. Strumenti; 133), n° 1269.
Bibliografia
http://www.treccani.it/enciclopedia/della-somaglia/
http://www.treccani.it/enciclopedia/ricerca/cavazzi%20della%20somaglia/Dizionario_Biografico/
http://verbanensia.org/biografie_details.asp?bID=29627&action=C&tipo=2