Dassi: differenze tra le versioni
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| + | ARMA: D’azzurro, a quattro cotisse d’argento accompagnate da 9 stelle di sei raggi d’oro, otto poste in giro ed una in abisso. DIMORA: Pavia. | ||
| + | Famiglia pavese discendente da un LUIGI, bisavo di VINCENZO (1738), che nel 1786 chiese la concessione della nobiltà, che ottenne per cesareo diploma 30 agosto 1786. Per decreto 3 luglio dell’anno susseguente dell’I. R. Consiglio di Governo venne registrata l’arma nel Codice Araldico di Lombardia. Ebbe due mogli: Luigia Buzzi e Vittoria Mezzabarba Birago, figlia del conte don Cesare, decurione pavese. Dalla prima nacque GIUSEPPE ANTONIO, confermato con Sovrana Risoluzione 28 gennaio 1817, marito di donna Antonia Caccia Dominioni e padre di GIOVANNI. La famiglia è estinta. | ||
| + | La famiglia è iscritta genericamente nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1922, col titolo di Nobile (mf.), Trattamento di Don e Donna, in persona dell’ultimo riconosciuto GIUSEPPE ANTONIO (1817). | ||
| − | + | a. g. [Alessandro Giulini] | |
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Versione delle 16:27, 5 nov 2017
ARMA: D’azzurro, a quattro cotisse d’argento accompagnate da 9 stelle di sei raggi d’oro, otto poste in giro ed una in abisso. DIMORA: Pavia. Famiglia pavese discendente da un LUIGI, bisavo di VINCENZO (1738), che nel 1786 chiese la concessione della nobiltà, che ottenne per cesareo diploma 30 agosto 1786. Per decreto 3 luglio dell’anno susseguente dell’I. R. Consiglio di Governo venne registrata l’arma nel Codice Araldico di Lombardia. Ebbe due mogli: Luigia Buzzi e Vittoria Mezzabarba Birago, figlia del conte don Cesare, decurione pavese. Dalla prima nacque GIUSEPPE ANTONIO, confermato con Sovrana Risoluzione 28 gennaio 1817, marito di donna Antonia Caccia Dominioni e padre di GIOVANNI. La famiglia è estinta. La famiglia è iscritta genericamente nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1922, col titolo di Nobile (mf.), Trattamento di Don e Donna, in persona dell’ultimo riconosciuto GIUSEPPE ANTONIO (1817).
a. g. [Alessandro Giulini]