Cavalli: differenze tra le versioni
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| + | [[Immagine:Cavalli (Spreti).jpg|thumb|Spreti, vol. II, p. 397]] | ||
| + | '''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. II, pp. 397-399:''' | ||
| + | Alcuni autori ci trasmettono la leggenda che i Cavalli, anticamente chiamati Caballa, abbiano avuto origine nel Lazio e sostenuto in Roma dignità di questori, edili, pretori e senatori, abbiano esercitato anche l’arte militare e siano emigrati in Sassonia al tempo dell’occupazione di Roma da parte dei Sassoni, passando poi al servizio dei signori di Milano e di Verona. Non occorre prestar fede a questa tradizione, che non può in alcun modo documentarsi, per stabilire con certezza l’antica origine di questa famiglia che si diramò in ogni parte d’Italia e particolarmente a Verona, Padova, Venezia, Ferrara, Ravenna ed anche in Piemonte. | ||
| + | Un GIOVANNI Cavalli, che si era stabilito in Baviera, nel 1274 militò sotto le insegne del Visconti, Signore di Milano; fu padre di NICOLÒ e questi a sua volta generò FEDERICO, generale di Alberto e Mastino della Scala, che stabilì in Verona un ramo della famiglia. | ||
| + | Troviamo questo Federico nel 1336 podestà di Padova; suo figlio GIACOMO, marito di Costanza della Scala, fece parte del Maggior Consiglio di Venezia ed i suoi discendenti resero grandi servigi alla repubblica veneziana che nel sec. XVIII li fregiò del titolo comitale. Dal suddetto Federico derivò anche il ramo della famiglia ascritta dal 1408 al 1797 al Consiglio nobile di Verona. NICOLÒ, defunto secondo il Crollalanza nel 1390, fu padre di numerosi figli dai quali provengono i Cavalli di Brescia. Tra i figli di Nicolò è da ricordare-GIORGIO o GIORIO, consigliere dell’imperatore Venceslao V, che il 14 ottobre 1387 fu insignito della contea di Sant’Orso, nella diocesi di Vicenza, con trasmissibilità del titolo ai suoi eredi. Un BALDASSARRE il 9 gennaio 1436 chiese ed ottenne la iscrizione della sua famiglia alla nobiltà di Brescia. SIGISMONDO, di Nicolò, nel 1510 fu sotto provveditore delle milizie venete; MARINO, di Sigismondo, fu nel 1536 capitano di Vicenza, nel 1543 ambasciatore presso la corte di Carlo V, nel 1560 ambasciatore a quella di Carlo IX di Francia, nel 1562 podestà di Padova, nel 1565 commissario sopra le differenze dei confini con gli imperiali nella Carnia, nel 1566 ambasciatore presso papa Pio V, poi in Costantinopoli presso Solimano, nel 1570 provveditore in Candia e nel 1571 riformatore dello studio di Padova. SIGISMONDO di Marino, fu ambasciatore presso il duca di Baviera; nel 1563 ambasciatore presso il duca di Savoia e nel 1568 tale alla corte di Spagna. GIACOMO ANTONIO di Marino, fu comandante di una galea veneziana con la quale nel 1571 partecipò alla battaglia di Lepanto ove morì. ANTONIO di Marino, comandò anch’egli nel 1570 una galea veneziana contro i Turchi, nel 1582 fu luogotenente a Udine e provveditore d’armata. GIOVANNI ANTONIO di Sigismondo, il 9 giugno 1572, comandante di un reparto di cavalleria, uomo di singolari virtù civiche e militari fu dall’imperatore Carlo V insignito dello stemma inquartato, ancor oggi usato dalla famiglia e a questa riconosciuto per D. M. 19 maggio 1892 e per D. R. 2 dicembre 1928. | ||
| − | + | MARINO di Giovanni Antonio, capitano di Vicenza nel 1586, fu nel 1600 ambasciatore ad Enrico IV di Francia che lo creò cavaliere e lo inviò suo ambasciatore a papa Paolo V. GIOVANNI di Giacomo, nel 1617 fu podestà di Vicenza e GIOVANNI di Federico, nel 1655 podestà di Verona e poi di Padova. MARINO di Antonio, comandante di galera, nel 1711 fu governatore di Galeazza, e nel 1714 governatore dei condannati; coprì anche le cariche dei due generalati di Dalmazia e Levante e fu provveditore di Padova; fu anche senatore e membro del tribunale del Consiglio dei Dieci. Questo ramo dei Cavalli è estinto; sopravvive soltanto quello collaterale di Giorgio, figlio di Nicolò, conte di Sant’Orso. | |
| + | A tale ramo sopravvivente appartiene: BALDASSARRE, congiunto di Giorgio, ammesso al nobile Consiglio di Brescia il 9 gennaio 1436 e che morì nel 1459; BENINO di Baldassarre, morto nel 1449; MARCO di Benino; BATTISTA di Marco; CARLO di Battista, ascritto al Consiglio nobile di Brescia il 24 dicembre 1583; OTTAVIO di Carlo; CARLO di Ottavio, ascritto al Consiglio nobile di Brescia nel 1730; PAOLO di Carlo; MARCANTONIO di Paolo, governatore della Val Camonica e che il 26 dic. 1818, con sov. risol. ebbe la riconferma della nobiltà per appartenenza al suddetto nobile Consiglio bresciano; PAOLO di Marcantonio, marito ad Elisa Renier della dogale famiglia veneziana; GIROLAMO di Paolo, patriota benemerito che coprì pubbliche cariche e fu anche dignitario di corte; FERDINANDO, fratello primogenito di Gerolamo, celibe, professore all’Università di Padova, giureconsulto e statista, autore di varie opere politiche, patriota ardente, membro del governo provvisorio di Padova (1848) e che dovette esiliare per sfuggire alle persecuzioni austriache. Ritornato in patria fu eletto deputato al Parlamento per varie legislature; fu vice presidente della Camera, senatore, membro della Consulta Araldica, cavaliere del S. O. M. di Malta, vice presidente dell’Accademia di Scienze e Lettere ed Arti; morì nel 1888 beneficando innumerevoli istituzioni, donando alla pinacoteca di Padova e di Brescia molti quadri del suo palazzo in Padova; lasciò la sua biblioteca alla città di Chiari e diversi cimeli storici al museo Correr di Venezia; PAOLO di Gerolamo, erede di Ferdinando che fu riconfermato nella nobiltà con D. M. del 19 maggio 1892, GEROLAMO di Paolo, ufficiale in S. A. P. nello Stato Maggiore generale della R. Marina al quale con D. R. del 2 die. 1928 è stato riconosciuto il titolo comitale trasmissibile ai discendenti legittimi e naturali, maschi da maschi, in linea e per ordine di primogenitura. | ||
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| + | È stato inoltre riconosciuto con lo stesso decreto l’aggiunta del predicato di S. Orso ed il trattamento di Don e Donna. | ||
| + | La famiglia è oggi rappresentata da: | ||
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| + | PAOLO, di Girolamo e di Apollonia Mazzotti Biancinelli, nato a Chiari il 18 agosto 1859, † a Torreglia il 5 ott. 1921 marito alla nob. Elisa dei conti Salvadego Molin, ed i suoi figli: Giulia, n. a Padova il 21 giugno 1891; Apollonia n. a Cavarzere il 28 sett. 1892; GIROLAMO FERDINANDO ALVISE, n. a Padova il 26 giugno 1902. | ||
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| + | Fratelli di Paolo: | ||
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| + | ANTONIO, n. a Chiari il 10 agosto 1860, † a Chiari il 1° gennaio 1927, spos. a Laura Sigismondi, ed i suoi figli: Erminia, n. a Chiari il 18 dic. 1904, spos. a Giovanni Pratesi Gavina. | ||
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| + | VITTORIO, n. a Chiari il 24 aprile 1864, † a Padova il 14 dic. 1911, spos. il 2 sett. 1890 ad Eufrasia Mandruzzato, ed i suoi figli: GIROLAMO, n. a Padova, il 22 febbr. 1893, † combattendo a Dosso Faiti il 14 maggio 1917 (medaglia d’argento al valore militare); FERDINANDO, n. a Padova il 9 aprile 1894, spos. il 9 aprile 1923 a Cecilia Rasi; ANTONIO, nato a Padova il 16 marzo 1895, † combattendo il 23 agosto 1917 (due medaglie d’argento al valor militare); Maria, n. a Padova il 6 maggio 1906, spos. 8 marzo 1924 a Francesco Mandruzzato. | ||
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| + | Risultano inoltre iscritti nell’Elenco ufficiale: | ||
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| + | FORTUNATO, di Marco Antonio, di Paolo, coi fratelli: NAPOLEONE, ANTONIO e GIACOMO LUIGI. | ||
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| + | OITAVIO, di Paolo, di Marco Antonio, coi figli: PAOLO, DOMENICO e GIACOMO, | ||
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| + | v. s. [Vittorio Spreti] | ||
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== Stemmi== | == Stemmi== | ||
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| + | ARMA: Inquartato: al 1° e 4° partito di rosso e di nero al cavallo d’argento, passante, bardato di nero; al 2° e 3° troncato di nero e di argento alla spada di rosso, posta in banda. | ||
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| + | CIMIERO: Il cavallo del campo, inalberato, nascente, tenente una spada di rosso, posta fra un volo partito di nero e di rosso. | ||
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| + | MOTTO: ''Nihil generosius''. | ||
'''[[Stemmi famiglia Cavalli]]''' | '''[[Stemmi famiglia Cavalli]]''' | ||
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== Dimore == | == Dimore == | ||
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| + | Brescia, Carpenedolo (Brescia), Padova | ||
== Iconografia == | == Iconografia == | ||
Versione delle 03:36, 11 lug 2017
Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. II, pp. 397-399:
Alcuni autori ci trasmettono la leggenda che i Cavalli, anticamente chiamati Caballa, abbiano avuto origine nel Lazio e sostenuto in Roma dignità di questori, edili, pretori e senatori, abbiano esercitato anche l’arte militare e siano emigrati in Sassonia al tempo dell’occupazione di Roma da parte dei Sassoni, passando poi al servizio dei signori di Milano e di Verona. Non occorre prestar fede a questa tradizione, che non può in alcun modo documentarsi, per stabilire con certezza l’antica origine di questa famiglia che si diramò in ogni parte d’Italia e particolarmente a Verona, Padova, Venezia, Ferrara, Ravenna ed anche in Piemonte. Un GIOVANNI Cavalli, che si era stabilito in Baviera, nel 1274 militò sotto le insegne del Visconti, Signore di Milano; fu padre di NICOLÒ e questi a sua volta generò FEDERICO, generale di Alberto e Mastino della Scala, che stabilì in Verona un ramo della famiglia.
Troviamo questo Federico nel 1336 podestà di Padova; suo figlio GIACOMO, marito di Costanza della Scala, fece parte del Maggior Consiglio di Venezia ed i suoi discendenti resero grandi servigi alla repubblica veneziana che nel sec. XVIII li fregiò del titolo comitale. Dal suddetto Federico derivò anche il ramo della famiglia ascritta dal 1408 al 1797 al Consiglio nobile di Verona. NICOLÒ, defunto secondo il Crollalanza nel 1390, fu padre di numerosi figli dai quali provengono i Cavalli di Brescia. Tra i figli di Nicolò è da ricordare-GIORGIO o GIORIO, consigliere dell’imperatore Venceslao V, che il 14 ottobre 1387 fu insignito della contea di Sant’Orso, nella diocesi di Vicenza, con trasmissibilità del titolo ai suoi eredi. Un BALDASSARRE il 9 gennaio 1436 chiese ed ottenne la iscrizione della sua famiglia alla nobiltà di Brescia. SIGISMONDO, di Nicolò, nel 1510 fu sotto provveditore delle milizie venete; MARINO, di Sigismondo, fu nel 1536 capitano di Vicenza, nel 1543 ambasciatore presso la corte di Carlo V, nel 1560 ambasciatore a quella di Carlo IX di Francia, nel 1562 podestà di Padova, nel 1565 commissario sopra le differenze dei confini con gli imperiali nella Carnia, nel 1566 ambasciatore presso papa Pio V, poi in Costantinopoli presso Solimano, nel 1570 provveditore in Candia e nel 1571 riformatore dello studio di Padova. SIGISMONDO di Marino, fu ambasciatore presso il duca di Baviera; nel 1563 ambasciatore presso il duca di Savoia e nel 1568 tale alla corte di Spagna. GIACOMO ANTONIO di Marino, fu comandante di una galea veneziana con la quale nel 1571 partecipò alla battaglia di Lepanto ove morì. ANTONIO di Marino, comandò anch’egli nel 1570 una galea veneziana contro i Turchi, nel 1582 fu luogotenente a Udine e provveditore d’armata. GIOVANNI ANTONIO di Sigismondo, il 9 giugno 1572, comandante di un reparto di cavalleria, uomo di singolari virtù civiche e militari fu dall’imperatore Carlo V insignito dello stemma inquartato, ancor oggi usato dalla famiglia e a questa riconosciuto per D. M. 19 maggio 1892 e per D. R. 2 dicembre 1928.
MARINO di Giovanni Antonio, capitano di Vicenza nel 1586, fu nel 1600 ambasciatore ad Enrico IV di Francia che lo creò cavaliere e lo inviò suo ambasciatore a papa Paolo V. GIOVANNI di Giacomo, nel 1617 fu podestà di Vicenza e GIOVANNI di Federico, nel 1655 podestà di Verona e poi di Padova. MARINO di Antonio, comandante di galera, nel 1711 fu governatore di Galeazza, e nel 1714 governatore dei condannati; coprì anche le cariche dei due generalati di Dalmazia e Levante e fu provveditore di Padova; fu anche senatore e membro del tribunale del Consiglio dei Dieci. Questo ramo dei Cavalli è estinto; sopravvive soltanto quello collaterale di Giorgio, figlio di Nicolò, conte di Sant’Orso. A tale ramo sopravvivente appartiene: BALDASSARRE, congiunto di Giorgio, ammesso al nobile Consiglio di Brescia il 9 gennaio 1436 e che morì nel 1459; BENINO di Baldassarre, morto nel 1449; MARCO di Benino; BATTISTA di Marco; CARLO di Battista, ascritto al Consiglio nobile di Brescia il 24 dicembre 1583; OTTAVIO di Carlo; CARLO di Ottavio, ascritto al Consiglio nobile di Brescia nel 1730; PAOLO di Carlo; MARCANTONIO di Paolo, governatore della Val Camonica e che il 26 dic. 1818, con sov. risol. ebbe la riconferma della nobiltà per appartenenza al suddetto nobile Consiglio bresciano; PAOLO di Marcantonio, marito ad Elisa Renier della dogale famiglia veneziana; GIROLAMO di Paolo, patriota benemerito che coprì pubbliche cariche e fu anche dignitario di corte; FERDINANDO, fratello primogenito di Gerolamo, celibe, professore all’Università di Padova, giureconsulto e statista, autore di varie opere politiche, patriota ardente, membro del governo provvisorio di Padova (1848) e che dovette esiliare per sfuggire alle persecuzioni austriache. Ritornato in patria fu eletto deputato al Parlamento per varie legislature; fu vice presidente della Camera, senatore, membro della Consulta Araldica, cavaliere del S. O. M. di Malta, vice presidente dell’Accademia di Scienze e Lettere ed Arti; morì nel 1888 beneficando innumerevoli istituzioni, donando alla pinacoteca di Padova e di Brescia molti quadri del suo palazzo in Padova; lasciò la sua biblioteca alla città di Chiari e diversi cimeli storici al museo Correr di Venezia; PAOLO di Gerolamo, erede di Ferdinando che fu riconfermato nella nobiltà con D. M. del 19 maggio 1892, GEROLAMO di Paolo, ufficiale in S. A. P. nello Stato Maggiore generale della R. Marina al quale con D. R. del 2 die. 1928 è stato riconosciuto il titolo comitale trasmissibile ai discendenti legittimi e naturali, maschi da maschi, in linea e per ordine di primogenitura.
È stato inoltre riconosciuto con lo stesso decreto l’aggiunta del predicato di S. Orso ed il trattamento di Don e Donna. La famiglia è oggi rappresentata da:
PAOLO, di Girolamo e di Apollonia Mazzotti Biancinelli, nato a Chiari il 18 agosto 1859, † a Torreglia il 5 ott. 1921 marito alla nob. Elisa dei conti Salvadego Molin, ed i suoi figli: Giulia, n. a Padova il 21 giugno 1891; Apollonia n. a Cavarzere il 28 sett. 1892; GIROLAMO FERDINANDO ALVISE, n. a Padova il 26 giugno 1902.
Fratelli di Paolo:
ANTONIO, n. a Chiari il 10 agosto 1860, † a Chiari il 1° gennaio 1927, spos. a Laura Sigismondi, ed i suoi figli: Erminia, n. a Chiari il 18 dic. 1904, spos. a Giovanni Pratesi Gavina.
VITTORIO, n. a Chiari il 24 aprile 1864, † a Padova il 14 dic. 1911, spos. il 2 sett. 1890 ad Eufrasia Mandruzzato, ed i suoi figli: GIROLAMO, n. a Padova, il 22 febbr. 1893, † combattendo a Dosso Faiti il 14 maggio 1917 (medaglia d’argento al valore militare); FERDINANDO, n. a Padova il 9 aprile 1894, spos. il 9 aprile 1923 a Cecilia Rasi; ANTONIO, nato a Padova il 16 marzo 1895, † combattendo il 23 agosto 1917 (due medaglie d’argento al valor militare); Maria, n. a Padova il 6 maggio 1906, spos. 8 marzo 1924 a Francesco Mandruzzato.
Risultano inoltre iscritti nell’Elenco ufficiale:
FORTUNATO, di Marco Antonio, di Paolo, coi fratelli: NAPOLEONE, ANTONIO e GIACOMO LUIGI.
OITAVIO, di Paolo, di Marco Antonio, coi figli: PAOLO, DOMENICO e GIACOMO,
v. s. [Vittorio Spreti]
Indice
Genealogia
Stemmi
ARMA: Inquartato: al 1° e 4° partito di rosso e di nero al cavallo d’argento, passante, bardato di nero; al 2° e 3° troncato di nero e di argento alla spada di rosso, posta in banda.
CIMIERO: Il cavallo del campo, inalberato, nascente, tenente una spada di rosso, posta fra un volo partito di nero e di rosso.
MOTTO: Nihil generosius.
Storia
Personaggi
Dimore
Brescia, Carpenedolo (Brescia), Padova
Iconografia
Dipinti e Ritratti
Archivio fotografico
Fonti
Bibliografia
http://www.treccani.it/enciclopedia/sigismondo-cavalli_(Dizionario-Biografico)/ http://www.treccani.it/enciclopedia/ferdinando-cavalli_(Dizionario-Biografico)/ http://www.treccani.it/enciclopedia/cavallino-cavalli_(Dizionario-Biografico)/ http://www.treccani.it/enciclopedia/ambrogio-cavalli_(Dizionario-Biografico)/ http://www.treccani.it/enciclopedia/francesco-cavalli_res-67192467-87ea-11dc-8e9d-0016357eee51_(Dizionario-Biografico)/ http://www.treccani.it/enciclopedia/gian-marco-cavalli_(Dizionario-Biografico)/