Adelasio: differenze tra le versioni

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Le prime notizie di questa importante famiglia risalgono a Pagano, che fu nel Consiglio della Città convocato dal Vescovo nel 1110 e partecipò nel 1156 alla pace delle Mura con Brescia dopo Grumore; un Adelasio era inoltre nel 1115 del ramo di Medolago (V. Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano,  1928-32, I, pag 316). Tra i numerosi Adelasio, allora Adelaxi, presenti nelle istituzioni all’alba del comune di Bergamo, in ben sei atti risultano abbinati al nome Ayardi, in uno addirittura come fratelli.
 
Le prime notizie di questa importante famiglia risalgono a Pagano, che fu nel Consiglio della Città convocato dal Vescovo nel 1110 e partecipò nel 1156 alla pace delle Mura con Brescia dopo Grumore; un Adelasio era inoltre nel 1115 del ramo di Medolago (V. Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano,  1928-32, I, pag 316). Tra i numerosi Adelasio, allora Adelaxi, presenti nelle istituzioni all’alba del comune di Bergamo, in ben sei atti risultano abbinati al nome Ayardi, in uno addirittura come fratelli.
 
Tra gli assai numerosi e impegnati Adelasio medioevali abbiamo: Guala, console di Bergamo nel 1162-1165; Lanterio (Lantelmo) che nel 1217 era Podestà di Almenno al tempo della controversia con il Vescovo che i cittadini almennesi non volevano più riconoscere come signore feudale (la controversia era esplosa per un’ingiunzione vescovile che vietava la vendemmia prima del giorno da lui stabilito); Zuccone, nel 1267 presente con Gerolamo Rivola e Alberico Carpillione (Colleoni) al convegno nella lotta tra Corradino e Carlo d’Angiò; Almerasio, uno dei 24 sapienti di parte ghibellina eletti il 31 ottobre 1326 perché decidessero in merito ai misfatti frequenti in città; Guglielmo, giudice nel 1292.
 
Tra gli assai numerosi e impegnati Adelasio medioevali abbiamo: Guala, console di Bergamo nel 1162-1165; Lanterio (Lantelmo) che nel 1217 era Podestà di Almenno al tempo della controversia con il Vescovo che i cittadini almennesi non volevano più riconoscere come signore feudale (la controversia era esplosa per un’ingiunzione vescovile che vietava la vendemmia prima del giorno da lui stabilito); Zuccone, nel 1267 presente con Gerolamo Rivola e Alberico Carpillione (Colleoni) al convegno nella lotta tra Corradino e Carlo d’Angiò; Almerasio, uno dei 24 sapienti di parte ghibellina eletti il 31 ottobre 1326 perché decidessero in merito ai misfatti frequenti in città; Guglielmo, giudice nel 1292.
È assai difficile distinguere le diverse diramazioni, le cui partenze sono chiare solo per il ramo De Costis riportato nella genealogia pubblicata da Bortolo Belotti (''Storia di Bergamo e dei bergamaschi'', a cura della Banca Popolare di Bergamo [con prefazione di Tommaso Gallarati Scotti], 2ª Ed., Bolis, 1959, IV, p. 464) che però non chiarisce se si tratta di un ramo Adelasio (come lasciano intendere Castoldi e Spreti) o di un’altra famiglia.  
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È assai difficile distinguere le diverse diramazioni, le cui partenze sono chiare solo per il ramo De Costis riportato nella genealogia pubblicata da Bortolo Belotti (''Storia di Bergamo e dei bergamaschi'', a cura della Banca Popolare di Bergamo [con prefazione di Tommaso Gallarati Scotti], 2ª Ed., Bolis, 1959, IV, p. 464) che però non chiarisce se si tratta di un ramo Adelasio (come lasciano intendere Castoldi e Spreti) o di un’altra famiglia. ['''GPA''']
  
  

Versione delle 15:35, 26 giu 2007

Le prime notizie di questa importante famiglia risalgono a Pagano, che fu nel Consiglio della Città convocato dal Vescovo nel 1110 e partecipò nel 1156 alla pace delle Mura con Brescia dopo Grumore; un Adelasio era inoltre nel 1115 del ramo di Medolago (V. Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, I, pag 316). Tra i numerosi Adelasio, allora Adelaxi, presenti nelle istituzioni all’alba del comune di Bergamo, in ben sei atti risultano abbinati al nome Ayardi, in uno addirittura come fratelli. Tra gli assai numerosi e impegnati Adelasio medioevali abbiamo: Guala, console di Bergamo nel 1162-1165; Lanterio (Lantelmo) che nel 1217 era Podestà di Almenno al tempo della controversia con il Vescovo che i cittadini almennesi non volevano più riconoscere come signore feudale (la controversia era esplosa per un’ingiunzione vescovile che vietava la vendemmia prima del giorno da lui stabilito); Zuccone, nel 1267 presente con Gerolamo Rivola e Alberico Carpillione (Colleoni) al convegno nella lotta tra Corradino e Carlo d’Angiò; Almerasio, uno dei 24 sapienti di parte ghibellina eletti il 31 ottobre 1326 perché decidessero in merito ai misfatti frequenti in città; Guglielmo, giudice nel 1292. È assai difficile distinguere le diverse diramazioni, le cui partenze sono chiare solo per il ramo De Costis riportato nella genealogia pubblicata da Bortolo Belotti (Storia di Bergamo e dei bergamaschi, a cura della Banca Popolare di Bergamo [con prefazione di Tommaso Gallarati Scotti], 2ª Ed., Bolis, 1959, IV, p. 464) che però non chiarisce se si tratta di un ramo Adelasio (come lasciano intendere Castoldi e Spreti) o di un’altra famiglia. [GPA]


[Alberto Castoldi, Bergamo e il suo territorio. Dizionario Enciclopedico, Bergamo, Bolis Editore, 2004, p. 152]

Famiglia patrizia che nei secoli XII-XV ebbe in Bergamo dignità consolari; Guglielmo fu giudice nel 1292; nei secoli successivi espresse vari avvocati, amministratori pubblici e mercanti; fra Domenico fu Inquisitore dell’eresia (1550). La famiglia ebbe diversi rami: da Almiragio (1372) discende quello detto "Pognano", con proprietà in Colognola nel secolo XVII; da Medolago il ramo di Adelasio, vivente nel 1115, da cui discese Antonio che fu nel Maggior Consiglio nel 1690, e si estinse con Gerolamo, uno dei direttori della Repubblica Cisalpina, che ebbe dimora a San Michele al Pozzo Bianco; quello di Spirano con Giacomo (n. 1755), estintosi con le due figlie di Bartolomeo (n. 1786) maritatesi in Brembati e Albani; il ramo "de Cortis" discende da Antonio (XV secolo) e comprende Stefano detto Alessandro, dottore collegiato, in Maggior Consiglio nel 1621, suo figlio Pietro detto Alessandro, vescovo di Parenzo (1642), Giovan Battista (m. 1821), nobile di Parenzo nel 1796; il ramo di Ranica fu aggregato alla nobiltà nel 1819; un Pietro da Spirano fu fatto nobile dell’Impero austriaco nel 1838.


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