Carlo Innocenzo Carloni: differenze tra le versioni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
 
(4 versioni intermedie di uno stesso utente non sono mostrate )
Riga 10: Riga 10:
  
 
Quelle di [[Palazzo Agliardi - Bergamo, via Pignolo 86| Palazzo Agliardi]] in via Pignolo 86 sono le uniche opere profane del Carloni in Bergamo.
 
Quelle di [[Palazzo Agliardi - Bergamo, via Pignolo 86| Palazzo Agliardi]] in via Pignolo 86 sono le uniche opere profane del Carloni in Bergamo.
 +
 +
 +
'''Alberto Castoldi, ''Bergamo e il suo territorio, Dizionario Enciclopedico'', Bergamo, Bolis Editore, 2004, p. 288-289''':
 +
Pittore (Scaria d’Intelvi, Como 1686-1775). Appartenente a una nota famiglia di decoratori (denominati anche Cartone), seguì in giovane età il padre stuccatore in Germania, per apprendere la sua arte. Rivelata invece una propensione per la pittura, divenne allievo dell’intelvese Giulio Quaglio, che seguì nei suoi viaggi a Venezia, Udine e Lubiana, e completò la propria formazione a Roma con il maestro veneto Francesco Trevisani (1706). Nel secondo decennio del secolo iniziò per l’artista una lunga serie di lavori in Austria, in Germania e nella Repubblica Ceca, dove egli svolse soprattutto un’attività di frescante atta a glorificare, attraverso complesse scene allegoriche, le virtù dei suoi committenti reali. Dopo saltuari ritorni invernali in Italia, si stabilì definitivamente a Scaria nel 1737 e cominciò a lavorare, con commissioni per lo più a soggetto religioso, anche per i territori limitrofi, che comprendevano, oltre a Como, Brescia, Milano, Monza e Asti.
 +
A Bergamo e provincia sono conservate molte sue opere, fra cui si annoverano le decorazioni provenienti da palazzo Colleoni a Calusco d’Adda, il ciclo della chiesa e della sagrestia di Castelli Calepio, i dipinti della chiesa di Grumello del Monte, le decorazioni della villa Antona Traversi a Mapello di Gromo e di palazzo Agliardi in città. Gli affreschi della chiesa di Santa Maria e San Marco a Bergamo sono firmati e datati 1747. Opere più tarde sono le decorazioni della cupola e del coro in cattedrale e la pala con ''San Giuseppe col Bambino e i santi Adelaide e Antonio di Padova''.
 +
  
 
{| border="1" cellspacing="0"  
 
{| border="1" cellspacing="0"  
! [[Immagine:Carloni Carlo Affresco Bacco.jpg|thumb|Bacco]]
+
! [[Immagine:Carloni Carlo Affresco Bacco.jpg|thumb|Bacco. [[Palazzo Agliardi - Bergamo, via Pignolo 86| Palazzo Agliardi]], Salone centrale]]
! [[Immagine:Carloni Carlo Affresco Bacco 2 colori.jpg|thumb|Bacco]]
+
! [[Immagine:Carloni Carlo Affresco Bacco 2 colori.jpg|thumb|Bacco. [[Palazzo Agliardi - Bergamo, via Pignolo 86| Palazzo Agliardi]], Salone centrale]]
! [[Immagine:Pesenti 11b Eliseo ritratto.jpg|thumb|Ritratto di Padre Eliseo Pesenti dalla ''Storia dei Cappuccini'' di P. Valdamerio da Bergamo]]
+
! [[Immagine:Carloni Carlo Affresco Bacco e Ninfa.jpg|thumb|Bacco e Ninfa. [[Palazzo Agliardi - Bergamo, via Pignolo 86| Palazzo Agliardi]], Salone centrale]]
! [[Immagine:Pesenti 12b Giovanni Paolo (Ceresa).jpg|thumb|[[Carlo Ceresa]]. "Il cavaliere gerosolimitano Giovanni Paolo Pesenti" olio su tela (cm 99x85) Sombreno [Bg], coll. priv.)]]
+
! [[Immagine:Carloni Carlo Affresco Diana e Endimione.jpg|thumb|Diana e Endimione. [[Palazzo Agliardi - Bergamo, via Pignolo 86| Palazzo Agliardi]], Salone centrale]]
 
|-
 
|-

Versione attuale delle 14:50, 14 giu 2007

(Scaria in Val d’Intelvi, 1686 † 1775)

Nacque nel 1686 a Scaria in Val d’Intelvi da padre architetto e stuccatore e da madre (Taddea Allio) appartenente ad una famiglia che contava vari artisti in quel campo. Dopo un breve soggiorno a Vienna al seguito del padre, venne affidato al Maestro Giulio Quaglio (Laino in Val d’Intelvi, 1668 † 1751). Con lui si recò a Venezia, Udine e Lubiana dove lavorò alla Cattedrale. Dopo il 1706 si recò a Roma per un periodo di studio. Qui completò la sua formazione, e fu alla scuola del veneto Francesco Trevisani che probabilmente derivò le preziosità coloristiche. Ebbe inoltre la possibilità di ammirare le opere della grande corrente romana: Luca Giordano, Pietro da Cortona, Maratta e quella dei pittori venuti da fuori come il Balestra, il Solimena e soprattutto Sebastiano Ricci. Intorno al 1712 si trasferì con la moglie in Austria per una decina d’anni. Il suo stile piacevole e il gradevole tono dei colori si prestava per lavori di vaste proporzioni: saloni, gallerie, navate e cupole di chiese. Decorò la chiesa parrocchiale di Kirchberg presso Wagram e la chiesa dei Carmelitani a Linz. Nel 1715 era di nuovo a Vienna, dove, chiamatovi dal Principe Eugenio di Savoia affrescò nella sala dei marmi del palazzo del Belvedere inferiore, la Glorificazione del Principe e la Cappella. Eseguì quindi gli affreschi per il Palazzo Kinsky Daun e nei dintorni della città quelli del castello Hetzendorf per il principe Liechtenstein. Nel 1717 decorò la sala del Consiglio nel Landhaus di Linz. Iniziò poi gli affreschi per la chiesa della Trinità presso Lambach, della cappella del castello del principe del Wurttenberg a Ludwigsburg. Nel 1731 dipinse due grandi pale d’altare per la collegiata benedettina di Weingarten e due pale per l’Abbazia svizzera di Einsilden, a cui lavorò come stuccatore il fratello Diego. Lavorò anche a Praga (sale e scalone del palazzo Clam Gallas). Nel 1734 per incarico del margravio Carlo Guglielmo Federico decorò il soffitto del grande salone nel castello della Residenza di Ausbsch in Franconia, raffigurando la Glorificazione del Margravio. L’arte del Carloni raggiunse qui il suo apice. Nella residenza del margravio Carlo Carloni, ormai artista affermato, oltre alla protezione del Principe, contava anche molti amici. Secondo lo storico dell’arte Hermann Voss, una delle due cantate in italiano di J. S. Bach “Non sa che sia dolor”, composta dal grande musicista per la corte di Ansbasch, riguarderebbe la partenza dall’Italia del Carloni “artista di merito che per qualche tempo ha prestato i suoi servigi al Margravio e che ora, con vivo dispiacere dei suoi ammiratori, ritorna nella sua patria per servirla a dovere con la sua arte”. Dopo il 1735 si stabilì a Scaria e svolse la sua attività quasi esclusivamente in Italia, a parte una breve parentesi nel 1750 in cui si recò a Bruhl, per eseguire gli affreschi nel castello del Principe Elettore Clemente Augusto. Fra i suoi primi lavori in Italia vi fu la decorazione dello scalone della villa Colleoni a Calusco (poi trasportati altrove). Fra il 1738 e il 1744 lavorò al Duomo di Monza e poco più tardi cominciò a lavorare nella bergamasca: nel Duomo di Bergamo, nelle chiese di S. Michele all’Arco, S. Marco, a Castelli Calepio nella chiesa di San Pietro Apostolo, a Grumello del Monte nella chiesa della SS. Trinità, a Mapello nella villa Antona Traversi, e nel bresciano: nella villa Lechi a Montirone. Durante i suoi frequenti ritorni a casa il Carloni si dedicò anche agli affreschi della parrocchia di Scaria. Nel 1750 l’artista era a Lodi dove eseguì alcuni affreschi, e poi in Valtellina, ad Asti nella Cattedrale e a Bergamo. Nel periodo in cui risiedeva nella bergamasca, Carlo Carloni ebbe contatti con i pittori veneti e si misurò con essi in una ricerca del grazioso, del gradevole, dell’eleganza un po’ salottiera e rococò, seguendo la strada aperta da Sebastiano Ricci, dal Pittoni e dal Tiepolo. La sua chiara personalità, temprata anche dai contatti internazionali, gli permise di distinguersi anche dai pittori veneti. Carlo Innocenzo Carloni morì il 17 maggio 1775 a Scaria in Val d’Intelvi.

Quelle di Palazzo Agliardi in via Pignolo 86 sono le uniche opere profane del Carloni in Bergamo.


Alberto Castoldi, Bergamo e il suo territorio, Dizionario Enciclopedico, Bergamo, Bolis Editore, 2004, p. 288-289: Pittore (Scaria d’Intelvi, Como 1686-1775). Appartenente a una nota famiglia di decoratori (denominati anche Cartone), seguì in giovane età il padre stuccatore in Germania, per apprendere la sua arte. Rivelata invece una propensione per la pittura, divenne allievo dell’intelvese Giulio Quaglio, che seguì nei suoi viaggi a Venezia, Udine e Lubiana, e completò la propria formazione a Roma con il maestro veneto Francesco Trevisani (1706). Nel secondo decennio del secolo iniziò per l’artista una lunga serie di lavori in Austria, in Germania e nella Repubblica Ceca, dove egli svolse soprattutto un’attività di frescante atta a glorificare, attraverso complesse scene allegoriche, le virtù dei suoi committenti reali. Dopo saltuari ritorni invernali in Italia, si stabilì definitivamente a Scaria nel 1737 e cominciò a lavorare, con commissioni per lo più a soggetto religioso, anche per i territori limitrofi, che comprendevano, oltre a Como, Brescia, Milano, Monza e Asti. A Bergamo e provincia sono conservate molte sue opere, fra cui si annoverano le decorazioni provenienti da palazzo Colleoni a Calusco d’Adda, il ciclo della chiesa e della sagrestia di Castelli Calepio, i dipinti della chiesa di Grumello del Monte, le decorazioni della villa Antona Traversi a Mapello di Gromo e di palazzo Agliardi in città. Gli affreschi della chiesa di Santa Maria e San Marco a Bergamo sono firmati e datati 1747. Opere più tarde sono le decorazioni della cupola e del coro in cattedrale e la pala con San Giuseppe col Bambino e i santi Adelaide e Antonio di Padova.


Bacco. Palazzo Agliardi, Salone centrale
Bacco. Palazzo Agliardi, Salone centrale
Bacco e Ninfa. Palazzo Agliardi, Salone centrale
Diana e Endimione. Palazzo Agliardi, Salone centrale