Fantoni: differenze tra le versioni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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[[Immagine:Malzanni e Fantoni Stemmario Camozzi 1294.jpg|thumb|Stemma Malzanni e Fantoni ([[Stemmario Camozzi]] n. 1294)]]
 
Tra i nomi più antichi di questa celebre famiglia abbiamo nel 1270 un Pagano.  
 
Tra i nomi più antichi di questa celebre famiglia abbiamo nel 1270 un Pagano.  
  
Forse erano originari di Sorisole, come ipotizza B.Belotti (Ecc Bg pag 121) ove nel ‘500 risultavano parecchi con questo cognome, ma poi si trasferirono a Rovetta. dove tuttora esiste la loro casa conservata come museo curato dalla Fondazione Fantoni.
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Forse erano originari di Sorisole, come ipotizza B. Belotti (''Gli eccellenti bergamaschi'', p. 121) ove nel ‘500 risultavano parecchi con questo cognome, ma poi si trasferirono a Rovetta. dove tuttora esiste la loro casa conservata come museo curato dalla Fondazione Fantoni.
  
 
Secondo Castoldi si tratterebbe invece di due famiglie separate: quelli di Rovetta e quelli di Rosicano derivati questi da un Fantone nel XIV sec. e poi cittadini bergamaschi, ma con cognome Fantoli ed anch’essi carpentari.
 
Secondo Castoldi si tratterebbe invece di due famiglie separate: quelli di Rovetta e quelli di Rosicano derivati questi da un Fantone nel XIV sec. e poi cittadini bergamaschi, ma con cognome Fantoli ed anch’essi carpentari.
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Per ricordare anche solo alcuni dei suoi capolavori tra i quali v’è il famoso Confessionale ora in S.ta Maria o l’altare di marmo, con bellissimo paliotto, della Chiesa di S. Alessandro della Croce in Pignolo nel 1728 per cui gli furono corrisposti 1700 scudi da £ 7. Tra le opere profane si attribuiscono a lui i bassorilievi in casa Barzizza. '''[GPA]'''
 
Per ricordare anche solo alcuni dei suoi capolavori tra i quali v’è il famoso Confessionale ora in S.ta Maria o l’altare di marmo, con bellissimo paliotto, della Chiesa di S. Alessandro della Croce in Pignolo nel 1728 per cui gli furono corrisposti 1700 scudi da £ 7. Tra le opere profane si attribuiscono a lui i bassorilievi in casa Barzizza. '''[GPA]'''
 
 
'''AA.VV., ''Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato''. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 78:'''
 
 
Antica famiglia originaria di Bergamo, ebbe per capostipite Pietro Millo di Caversegno, vivente nel 1243.
 
Il figlio Lanfranco, cittadino di Bergamo, fu soprannominato Facherio di Caversegno dando origine al cognome dei Facheris.
 
 
Dai due figli di Facherio nacquero i due rami famiglia: il primo, oggi estinto, discendente da Filippino, fu iscritto al Consiglio nobile di Bergamo all’inizio del XVI secolo; il secondo ebbe origine da Rodolfo, e prosperò dalla fine del XV al principio del XVIII secolo a Caversegno sugli antichi beni di famiglia. Tornato a Bergamo, questo ramo vi raggiunse una posizione importante e nel 1785 gli venne riconosciuta l’antica cittadinanza.
 
 
Una famiglia Facheris della valle Taleggio è citata come aderente al partito ghibellino alla fine del XIV secolo, mentre alla fine del Settecento componenti del casato fecero parte del Consiglio della città di Bergamo. Si ricordano poi Agostino di Caversegno, pittore del 1500, e Giacomo Antonio (1769-1830), botanico e studioso di medicina. Ancora oggi il casato Facheris di Bergamo è iscritto nel Libro d’oro della nobiltà italiana.
 
 
Nel Bergamasco le famiglie Facheris sono 341 diffuse soprattutto a Bergamo, Presezzo e Bonate Sopra; in Italia se ne contano 439.
 
  
  
 
== Genealogia ==
 
== Genealogia ==
  
'''[http://localhost:2317/bergamo?m=N;v=Facheris Genealogia Facheris]'''
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'''[http://servizi.ct2.it/ssl/webtrees/branches.php?surname=Fantoni&ged=ssl Genealogia Fantoni]'''
  
 
== Stemmi ==
 
== Stemmi ==
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== Iconografia ==
 
== Iconografia ==
===[[Facheris. Ritratti e dipinti|Ritratti e dipinti]]===
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===[[Fantoni. Ritratti e dipinti|Ritratti e dipinti]]===
  
===[[Facheris. Archivio fotografico|Archivio fotografico]]===
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===[[Fantoni. Archivio fotografico|Archivio fotografico]]===
  
  
 
==Fonti==
 
==Fonti==
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Presso la '''Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo''' sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al '''[http://www.bibliotecamai.org/frame.asp?page=altri_archivi/altri_archivi.html sito]'''):
 
Presso la '''Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo''' sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al '''[http://www.bibliotecamai.org/frame.asp?page=altri_archivi/altri_archivi.html sito]'''):
  
Facheris Bartolomeo fu Bernardino, notaio, 1568 perg 3341
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Fantoni de Roxiano Zanino, di Torre Boldone, mugnaio, 1520 perg 0844
  
Facheris Bartolomeo fu Bernardino, notaio, 1572 perg 3259
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Fantoni Marco fu Giovanni, di Rosciano, artigiano, 1551 perg 1448
  
Facheris Gelmo fu Delaido, di Castelfranco, 1525 perg 0094
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== Bibliografia ==
  
Facheris Giorgio, 1491 perg 1457
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'''AA.VV., ''Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato''. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, pp. 78-79:'''
  
Facheris Giovanni Pietro, 1469 perg 0842
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Il ceppo originario della famiglia Fantoni si fa risalire al paese di Rovetta, in alta valle Seriana, dove le prime notizie che attestano la presenza del casato rialgono al XIV secolo. Nei documenti è riportato il cognome nelle diverse forme latine: da Fantonus, De Fantonibus, De Fantonis, mentre dal XVIII secolo compare la forma attuale di Fantoni.
  
Facheris Paolo, 1480 perg 1001
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Capostipite del casato è considerato Pagano, nato intorno al 1270, ed è con Bertulino, vissuto fra XIV e XV secolo e attivo come “intaiador e faber lignaminis”, che si hanno le prime testimonianze del lavoro artigianale ed artistico della famiglia, proseguito poi fino all’inizio dell’Ottocento. A Bertulino seguirono sette generazioni di “magistri a lignamine”, aventi come capostipiti Tonolì, Zenino, Giovanni, Grazioso, Donato, Adriano e Donato.
  
== Bibliografia ==
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L’inizio della fama e del successo artistico dei Fantoni arrivò con Grazioso il Vecchio (1630-1693), la cui attività venne proseguita ad inizio Settecento da almeno sette dei suoi dieci figli. Tra questi emerse per abilità e genio Andrea Fantoni (1659-1734), che sarà ricordato per le tantissime sculture realizzate nelle chiese bergamasche e bresciane.
  
== Documenti ==
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L’ultima fase di lavoro della bottega Fantoni fu quella avviata da Donato Andrea (1746-1817), che, dopo un soggiorno a Roma, tentò senza successo il rilancio dell’attività.
  
== Collezioni ==
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Alla base del cognome c’è il nome fante, anticamente nel significato di “bambino”, poi di “soldato che combatte a piedi”. Fra le varianti presenti nella nostra provincia ci sono i Fantini (76 famiglie), Fanti, Fanton, Fantuzzi, Fantozzi. Le famiglie Fantoni nel Bergamasco sono 115, in Italia sono 2.732.
  
==Fonti==
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''Fantoni: la saga di una grande famiglia'' - Ci sono ben pochi esempi di una famiglia di artigiani-artisti come quella dei Fantoni, che si sono tramandati per cinque secoli, generazione dopo generazione, la grande casa-bottega di Rovetta, in valle Seriana. I primi Fantoni andarono ad insediarsi nel borgo di Rascarolo, il cuore antico di Rovetta, nel Quattrocento. Altro non erano che dei falegnami, che tagliavano e lavoravano il bel legno dei boschi e delle pinete che coprivano buona parte delle montagne attorno. In un elenco di proprietari e di legnaioli di Rovetta del 1432 i Fantoni figurano come “marangoni”. Il capostipite è individuato in Bertulino de Fantonis, che fin dal 1460 “incominciò ad esercitarsi Dell’intagliare il legno”. Nella casa di Rovetta, che è assieme residenza e laboratorio, si sviluppano le vicende della famiglia. Tutti, familiari e lavoranti, contribuiscono alla lavorazione e alla produzione, mentre di padre in figlio vengono tramandati i segreti del mestiere, assieme a una antica sapienza che si concentra nelle mani di alcuni personaggi, autentici artisti. Tra questi spicca Andrea Fantoni che il padre. Grazioso, inviò alla scuola di uno scultore del legno d’origine tedesca, Pietro Rames. Cinque anni più tardi Andrea è pronto ad affrontare le opere più impegnative, cimentandosi nel grandioso altare di Zone, nel Bresciano, che segnò l’inizio della carriera artistica. Andrea Fantoni ha lasciato un gran numero di lavori, ma è ricordato soprattutto per le sacrestie di Alzano Lombardo, stupefacente capolavoro barocco, al quale collaborarono anche i Caniana. Altra opera di grandissimo rilievo è il monumentale confessionale che, commissionato per il Duomo di Bergamo e poi finito a Zandobbio, campeggia ora nella basilica di S. Maria Maggiore. Una fondazione provvede ora alla cura e alla conservazione della casa di Rovetta e del suo prezioso patrimonio di opere d’arte e di disegni.
  
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http://www.treccani.it/enciclopedia/fantoni_(Dizionario-Biografico)/
  
Presso la '''Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo''' sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al '''[http://www.bibliotecamai.org/frame.asp?page=altri_archivi/altri_archivi.html sito]'''):
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== Documenti ==
  
Fantoni de Roxiano Zanino, di Torre Boldone, mugnaio, 1520 perg 0844
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== Collezioni ==
 
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Fantoni Marco fu Giovanni, di Rosciano, artigiano, 1551 perg 1448
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Versione attuale delle 11:53, 13 giu 2016

Stemma Malzanni e Fantoni (Stemmario Camozzi n. 1294)

Tra i nomi più antichi di questa celebre famiglia abbiamo nel 1270 un Pagano.

Forse erano originari di Sorisole, come ipotizza B. Belotti (Gli eccellenti bergamaschi, p. 121) ove nel ‘500 risultavano parecchi con questo cognome, ma poi si trasferirono a Rovetta. dove tuttora esiste la loro casa conservata come museo curato dalla Fondazione Fantoni.

Secondo Castoldi si tratterebbe invece di due famiglie separate: quelli di Rovetta e quelli di Rosicano derivati questi da un Fantone nel XIV sec. e poi cittadini bergamaschi, ma con cognome Fantoli ed anch’essi carpentari.

Un loro ramo emigrò a Padova.

A Rovetta iniziò l’attività nel 1460 Bertulino nato nel 1410 e la loro arte si andò affinando col succedersi delle generazioni affermandosi con Grazioso di Donato nato nel 1630 a cui si deve una delle Sacrestie di Alzano. Da lui e da Maria Abramina nacquero a Rovetta numerosi figli tra i quali il 25-8-1659 il grande Andrea che fu allievo a Brescia, a Tirano e in val Camonica dello scultore del legno d’orgine tedesca Pietro Rames. Sua prima opera autonoma, addirittura comssionatagli per raccomandazione del suo maestro, ma già ottimo presagio della sua arte, fu l’Altare per la Chiesa di Zone. La sua peculiare capacità di conciliare una grandiosa visione d’insieme ed estrema cura dei particolari emerge nel suo capolavoro che è la seconda Sacrestia di Alzano, ove scolpì le cimase, gli inginocchiatoi e l’altare di marmo.

Andrea col padre furono ospiti a Venezia del conte Barzizza, intenditore d’arte che soleva passare parte dell’anno ad Alzano ed amava tanto Andrea che per curarne una malattia fece venire dalla Spagna alcune specialità. Carlo VI gli rilasciò un ampio passaporto.

G. B. Canina, con cui spesso collaborò, insistè perchè concorresse per il pulpito d’Alzano vincendo il concorso (atto Not. Pietro Brentani 21-9-1711).

Per ricordare anche solo alcuni dei suoi capolavori tra i quali v’è il famoso Confessionale ora in S.ta Maria o l’altare di marmo, con bellissimo paliotto, della Chiesa di S. Alessandro della Croce in Pignolo nel 1728 per cui gli furono corrisposti 1700 scudi da £ 7. Tra le opere profane si attribuiscono a lui i bassorilievi in casa Barzizza. [GPA]


Genealogia

Genealogia Fantoni

Stemmi

Storia

Personaggi

Dimore

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Presso la Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al sito):

Fantoni de Roxiano Zanino, di Torre Boldone, mugnaio, 1520 perg 0844

Fantoni Marco fu Giovanni, di Rosciano, artigiano, 1551 perg 1448

Bibliografia

AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, pp. 78-79:

Il ceppo originario della famiglia Fantoni si fa risalire al paese di Rovetta, in alta valle Seriana, dove le prime notizie che attestano la presenza del casato rialgono al XIV secolo. Nei documenti è riportato il cognome nelle diverse forme latine: da Fantonus, De Fantonibus, De Fantonis, mentre dal XVIII secolo compare la forma attuale di Fantoni.

Capostipite del casato è considerato Pagano, nato intorno al 1270, ed è con Bertulino, vissuto fra XIV e XV secolo e attivo come “intaiador e faber lignaminis”, che si hanno le prime testimonianze del lavoro artigianale ed artistico della famiglia, proseguito poi fino all’inizio dell’Ottocento. A Bertulino seguirono sette generazioni di “magistri a lignamine”, aventi come capostipiti Tonolì, Zenino, Giovanni, Grazioso, Donato, Adriano e Donato.

L’inizio della fama e del successo artistico dei Fantoni arrivò con Grazioso il Vecchio (1630-1693), la cui attività venne proseguita ad inizio Settecento da almeno sette dei suoi dieci figli. Tra questi emerse per abilità e genio Andrea Fantoni (1659-1734), che sarà ricordato per le tantissime sculture realizzate nelle chiese bergamasche e bresciane.

L’ultima fase di lavoro della bottega Fantoni fu quella avviata da Donato Andrea (1746-1817), che, dopo un soggiorno a Roma, tentò senza successo il rilancio dell’attività.

Alla base del cognome c’è il nome fante, anticamente nel significato di “bambino”, poi di “soldato che combatte a piedi”. Fra le varianti presenti nella nostra provincia ci sono i Fantini (76 famiglie), Fanti, Fanton, Fantuzzi, Fantozzi. Le famiglie Fantoni nel Bergamasco sono 115, in Italia sono 2.732.

Fantoni: la saga di una grande famiglia - Ci sono ben pochi esempi di una famiglia di artigiani-artisti come quella dei Fantoni, che si sono tramandati per cinque secoli, generazione dopo generazione, la grande casa-bottega di Rovetta, in valle Seriana. I primi Fantoni andarono ad insediarsi nel borgo di Rascarolo, il cuore antico di Rovetta, nel Quattrocento. Altro non erano che dei falegnami, che tagliavano e lavoravano il bel legno dei boschi e delle pinete che coprivano buona parte delle montagne attorno. In un elenco di proprietari e di legnaioli di Rovetta del 1432 i Fantoni figurano come “marangoni”. Il capostipite è individuato in Bertulino de Fantonis, che fin dal 1460 “incominciò ad esercitarsi Dell’intagliare il legno”. Nella casa di Rovetta, che è assieme residenza e laboratorio, si sviluppano le vicende della famiglia. Tutti, familiari e lavoranti, contribuiscono alla lavorazione e alla produzione, mentre di padre in figlio vengono tramandati i segreti del mestiere, assieme a una antica sapienza che si concentra nelle mani di alcuni personaggi, autentici artisti. Tra questi spicca Andrea Fantoni che il padre. Grazioso, inviò alla scuola di uno scultore del legno d’origine tedesca, Pietro Rames. Cinque anni più tardi Andrea è pronto ad affrontare le opere più impegnative, cimentandosi nel grandioso altare di Zone, nel Bresciano, che segnò l’inizio della carriera artistica. Andrea Fantoni ha lasciato un gran numero di lavori, ma è ricordato soprattutto per le sacrestie di Alzano Lombardo, stupefacente capolavoro barocco, al quale collaborarono anche i Caniana. Altra opera di grandissimo rilievo è il monumentale confessionale che, commissionato per il Duomo di Bergamo e poi finito a Zandobbio, campeggia ora nella basilica di S. Maria Maggiore. Una fondazione provvede ora alla cura e alla conservazione della casa di Rovetta e del suo prezioso patrimonio di opere d’arte e di disegni.

http://www.treccani.it/enciclopedia/fantoni_(Dizionario-Biografico)/

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Collezioni