Donadoni: differenze tra le versioni

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[[Immagine:Dalla Torre Stemmario Camozzi 796.jpg|thumb|[[Stemmario Camozzi]] n. 796]]
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[[Immagine:Donadoni Stemmario Camozzi 823.jpg|thumb|[[Stemmario Camozzi]] n. 823]]
Non è sempre facile distinguere, tra personaggi di questa storica famiglia, quelli bergamaschi dai milanesi che appartengono ai Signori di Milano detti anche comunemente Torriani, anche se questo era nome di altra famiglia. Essi dominarono anche Bergamo sino alla battaglia di Desio del 1277.
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[[Immagine:Donadoni Stemmario Camozzi 824.jpg|thumb|[[Stemmario Camozzi]] n. 824]]
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[[Immagine:Donadoni Stemmario Camozzi 2462.jpg|thumb|[[Stemmario Camozzi]] n. 2462]]
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Famiglia bergamasca la cui presenza è accertata già nel 1228 a Olera, in valle Brembana. Da documenti notarili, si sa che qui viveva Simone, dal quale discese Domenico, padre di diversi figli che diedero luogo a diramazioni del casato. Uno di questi si trasferì a Ponteranica, dove allora la nobiltà amava trascorrere periodi di vacanza. Di questa linea Tommaso, vissuto nel XIV secolo, fu cancelliere della città di Bergamo. Chi ebbe maggiore fortuna fu però la famiglia che si sviluppò a Nese, poi trasferitasi a Ranica e quindi ad Alzano Maggiore. Ne fu capostipite Gabriele, vissuto nel XVII secolo. I nipoti Paolo ed in particolare Domenico, abilissimo uomo d’affari, raccolsero ingenti fortune, mentre i discendenti costruirono e svilupparono diverse filande per la seta. La ricchezza dalla famiglia Donadoni in valle Seriana fu tale da divenire proverbiale, come il modo di dire “la borsa dei Donadù”, per indicare appunto la prosperità raggiunta dal casato. Nel 1600 alcuni componenti della famiglia si trasferirono a Venezia, dove ebbero successo nel commercio. Della linea veneta si ricorda Carlo Antonio, oratore e poeta dei Frati minori conventuali, nominato vescovo di Sebenico da Innocenzo III.
  
Fra i primi Della Torre viene ricordato un Martino, forse conte di terre della Valsassina, che nel 1147 avrebbe partecipato alla seconda Crociata e sarebbe stato massacrato dagli infedeli sotto le mura di Damasco.
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Alla base è il nome Donato affermatosi in ambienti cristiani come personale gratulatorio nel significato di “donato, concesso da Dio”, riferito a un bambino lungamente atteso. Fra le varianti presenti nel Bergamasco vi sono i Donati (244 famiglie), Donatini, Di Donato, Donato e una famiglia con l’antico nome di Donadonibus. I Donadoni nella nostra provincia sono 508, in Italia 846.
 
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La loro signoria di Milano, iniziata nel 1240 con Pagano († 1241) si consolidò con Martino († 1263) e poi con Filippo suo fratello († 1265) e fu usurpata da Napo che sconfitto nel 1277 morì prigioniero nel 1278. Dopo la cacciata da Milano dei sui figli e gli inutili tentativi di riconquista, ed una breve parentesi con Guido tra il 1307 e il 1312, i discendenti vennero accolti a Verona, Gorizia e in Friuli, dove nel 1320 vi era un Della Torre Patriarca di Aquileja. Da essa derivarono i Thurn, conti tedeschi che si imparentarono con i Tasso. Gli storici escludono un loro asilo a Bergamo, quindi le famiglie Della Torre bergamasche dovrebbero esser giunte dalla Valsassina prima e durante la loro signoria.
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Di famiglia bergamasca dovevano essere i fratelli Oberto, Giacomo e Martinus che nel 1221 posero la lapide sulla fontana di via Pignolo angolo via Masone. '''[GPA]'''
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'''AA.VV., ''Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato''. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 72:'''
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Famiglia probabilmente originaria della Valsassina, di cui fin dal XIII secolo aveva la signoria, e con residenza in Primaluna. Martino, ritenuto il capostipite della casata, nel 1197 andò in Terra Santa al seguito dell’imperatore Corrado III e venne trucidato dai mussulmani perché non volle rinnegare la sua fede cristiana. Nel 1237 Pagano salvò l’esercito milanese sconfitto a Cortenova da Federico II e venne chiamato per tale eroismo “Magnifico duce e difensore del popolo ambrosiano”. Per quanto riguarda le vicende della terra bergamasca vanno menzionati Pagano, podestà di Bergamo nel 1229, poi trasferitosi con la famiglia a Milano, quindi Lorenzo, nominato nel 1628 ambasciatore della città a Venezia. Altro ramo del casato trovò invece dimora a Mendrisio nel XIV secolo, avendo come capostipite Guido di Francesco. Imparentatisi con i Tasso, i Della Torre diedero origine al ramo Della Torre-Tassis, fino al casato principesco dei Thurn Taxis a Ratisbona.
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Alla base c’è la doppia derivazione del cognome: o la famiglia proprietaria di un territorio di cui la torre è il centro, oppure la famiglia che vive all’ombra della torre e del casato che ne è proprietario. Più semplicemente potrebbero derivare da toponimi formati o derivati da torre. Tante le varianti presenti anche nel Bergamasco fra cui le famiglie Torriani, Torre, De Torre, La Torre, Torricella.
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Le famiglie della Torre nella nostra provincia sono 99; in Italia 1167.
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== Genealogia ==
 
== Genealogia ==
  
'''[http://localhost:2317/bergamo?m=N;v=della Torre Genealogia della Torre]'''
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'''[http://servizi.ct2.it/ssl/webtrees/branches.php?surname=Donadoni&ged=ssl Genealogia Donadoni]'''
  
 
== Stemmi ==
 
== Stemmi ==
 
'''[[Stemmi famiglia della Torre]]'''
 
  
 
== Storia ==
 
== Storia ==
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== Iconografia ==
 
== Iconografia ==
===[[Della Torre. Ritratti e dipinti|Ritratti e dipinti]]===
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===[[Donadoni. Ritratti e dipinti|Ritratti e dipinti]]===
  
===[[Della Torre. Archivio fotografico|Archivio fotografico]]===
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===[[Donadoni. Archivio fotografico|Archivio fotografico]]===
  
  
 
==Fonti==
 
==Fonti==
  
Presso la '''Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo''' sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al '''[http://www.bibliotecamai.org/frame.asp?page=altri_archivi/altri_archivi.html sito]'''):
 
  
Torre (della) Bonaventura, notaio, 1305 perg 0314
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== Bibliografia ==
  
Torre (della) Francesco, di Milano, podestà Comune di Bergamo, 1271 perg 0401
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'''AA.VV., ''Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato''. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 73:'''
  
Torre (della) Giacomo, presidente Ospedale S. Maria di Bergamo, 1545 perg 1012
 
  
Torre (della) Giovanni Agostino fu Giacomo, di Bergamo, medico, 1507 perg 0155
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http://www.treccani.it/enciclopedia/eugenio-donadoni_(Dizionario-Biografico)/
 
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http://www.treccani.it/enciclopedia/stefano-donadoni_(Dizionario-Biografico)/
Torre (della) Giovanni Rosso, 1196 perg 0412
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Torre (della) Giovenale, notaio, 1314 perg 0922
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Torre (della) Lanfranco, notaio, 1248 perg 1565
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Torre (della) Lanfranco, notaio, 1253 perg 0386
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Torre (della) Lanfranco, notaio, 1317 perg 0968
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Torre (della) Nicola, di Bergamo, 1472 perg 0296
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Torre (della) Nicola di Giovanni Agostino medico, di Bergamo, 1549 perg 1009
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Torre (della) Paride fu Ludovico, nobile, 1564 perg 1511
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Torre (della) Pizoli Bertolino fu Venturino, di Adrara, 1423 perg 0305
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Torre (della) Pizoli Martino fu Venturino, di Adrara, 1423 perg 0305
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Torre (della) Zanifredo, podestà Comune di Bergamo, 1305 (ante) perg 0314
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Torre (della) Zonfredo, podestà Comune di Bergamo, 1305 perg 0264
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Torre (della), v. anche Rubeo dela Turre (de)
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== Bibliografia ==
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== Documenti ==
 
== Documenti ==
  
 
== Collezioni ==
 
== Collezioni ==

Versione attuale delle 11:38, 13 giu 2016

Famiglia bergamasca la cui presenza è accertata già nel 1228 a Olera, in valle Brembana. Da documenti notarili, si sa che qui viveva Simone, dal quale discese Domenico, padre di diversi figli che diedero luogo a diramazioni del casato. Uno di questi si trasferì a Ponteranica, dove allora la nobiltà amava trascorrere periodi di vacanza. Di questa linea Tommaso, vissuto nel XIV secolo, fu cancelliere della città di Bergamo. Chi ebbe maggiore fortuna fu però la famiglia che si sviluppò a Nese, poi trasferitasi a Ranica e quindi ad Alzano Maggiore. Ne fu capostipite Gabriele, vissuto nel XVII secolo. I nipoti Paolo ed in particolare Domenico, abilissimo uomo d’affari, raccolsero ingenti fortune, mentre i discendenti costruirono e svilupparono diverse filande per la seta. La ricchezza dalla famiglia Donadoni in valle Seriana fu tale da divenire proverbiale, come il modo di dire “la borsa dei Donadù”, per indicare appunto la prosperità raggiunta dal casato. Nel 1600 alcuni componenti della famiglia si trasferirono a Venezia, dove ebbero successo nel commercio. Della linea veneta si ricorda Carlo Antonio, oratore e poeta dei Frati minori conventuali, nominato vescovo di Sebenico da Innocenzo III.

Alla base è il nome Donato affermatosi in ambienti cristiani come personale gratulatorio nel significato di “donato, concesso da Dio”, riferito a un bambino lungamente atteso. Fra le varianti presenti nel Bergamasco vi sono i Donati (244 famiglie), Donatini, Di Donato, Donato e una famiglia con l’antico nome di Donadonibus. I Donadoni nella nostra provincia sono 508, in Italia 846.

Genealogia

Genealogia Donadoni

Stemmi

Storia

Personaggi

Dimore

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 73:


http://www.treccani.it/enciclopedia/eugenio-donadoni_(Dizionario-Biografico)/ http://www.treccani.it/enciclopedia/stefano-donadoni_(Dizionario-Biografico)/

Documenti

Collezioni