Borri: differenze tra le versioni
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Secondo la tradizione la famiglia Borri risale al 152 a.C., facente capo a Spurius Burrus e avente tra i suoi antenati S. Mona (192 d. C.) quinto arcivescovo di Milano. | Secondo la tradizione la famiglia Borri risale al 152 a.C., facente capo a Spurius Burrus e avente tra i suoi antenati S. Mona (192 d. C.) quinto arcivescovo di Milano. | ||
Guglielmo Borri aveva partecipato alla prima crociata e i Borri di Corbetta avevano prestato servigi militari a Ottone Visconti e a Matteo Visconti nella lotta di potere contro i Torriani per la conquista del Ducato di Milano, ottenendo la proprietà, tra l'altro, di alcuni fondi di S. Stefano (1275). | Guglielmo Borri aveva partecipato alla prima crociata e i Borri di Corbetta avevano prestato servigi militari a Ottone Visconti e a Matteo Visconti nella lotta di potere contro i Torriani per la conquista del Ducato di Milano, ottenendo la proprietà, tra l'altro, di alcuni fondi di S. Stefano (1275). | ||
Versione delle 15:37, 3 apr 2016
Secondo la tradizione la famiglia Borri risale al 152 a.C., facente capo a Spurius Burrus e avente tra i suoi antenati S. Mona (192 d. C.) quinto arcivescovo di Milano. Guglielmo Borri aveva partecipato alla prima crociata e i Borri di Corbetta avevano prestato servigi militari a Ottone Visconti e a Matteo Visconti nella lotta di potere contro i Torriani per la conquista del Ducato di Milano, ottenendo la proprietà, tra l'altro, di alcuni fondi di S. Stefano (1275). Nel 1287 i Borri si erano imparentati con i Visconti in quanto Matteo Visconti aveva sposato Violante Borri di Corbetta. Nel 1687 ottennero il feudo di S. Stefano. I Borri erano già proprietari di buona parte dei fondi e, diventando titolari del feudo, acquisirono il diritto di amministrare la giustizia, riscuotere un certo numero di tasse ed esigere un'imposta per alcuni servizi pubblici. Nel corso dei secoli i Borri occuparono sempre una parte di primo piano tra la nobiltà locale, costruendo, tra l'altro, tra il Sette e l'Ottocento, la villa Borri poi Manzoli, utilizzando materiale di recupero dal locale castello di S. Ambrogio, demolito nel 1650. Nel Regno d'Italia alla famiglia furono riconosciuti i seguenti titoli nobiliari: Nobile, Patrizio Milanese, m, Conte di S. Stefano, mpr.
[Daniele Aliprandi]
Indice
Genealogia
Stemmi
ARMA: d'argento al bue passante di nero
Storia
Personaggi
Dimore
Iconografia
Dipinti e Ritratti
Archivio fotografico
Fonti
Bibliografia
- Andrea Borella, Annuario della Nobiltà Italiana, Edizione XXXI, Teglio (SO), 2010, S.A.G.I. Casa Editrice, vol. 1, pag. 777-778
- Franco Fabiano Viaggio nella memoria tra ambiente e storia, seconda edizione, Milano 2015 pag. 40-41
- Maria Luisa Gatti Perer Il santuario di Corbetta, Cinisello Balsamo (Milano) 1995, pag. 20.