Fanzago: differenze tra le versioni

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Antico casato originario di Clusone, probabilmente proveniente dalla famiglia Alipranti di Milano.
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'''Fanzago (Fanzago degli Aliprandi)'''
I Fanzago risultano essere già presenti nel capoluogo della valle Seriana sin dal XV secolo, mentre la massima notorietà della loro fonderia si ebbe nei due secoli successivi, con Antonio, Marino e Alessio.
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I due maestri fonditori che si distinsero maggiormente nell’ attività artistica furono Pietro, ingegnere e matematico, autore nel 1583 dell’orologio planetario nella torre del palazzo comunale di Clusone, e Cosimo, scultore, disegnatore ed architetto, trasferitosi nel 1608 a Napoli, dove svolse una intensa attività. Da Clusone alcuni componenti della famiglia Fanzago emigrarono in tutta Italia: Venezia, Pordenone, Chieti, Verona, Bassano e Padova. In quest’ultima città il casato nel 1794 fu iscritto alla nobiltà.
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Potrebbe derivare dal nome personale di origine medievale “Faziolo”,a sua volta legato al latino “factiosus”, nel significato di “uomo pronto e attivo”.
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Ramo dell'antichissima e nobilissima famiglia degli Aliprandi di Milano creati vassalli immediati (con il rango della nobiltà eminente), conti palatini e nobili del Sacro Romano Impero per diploma dell'imperatore Carlo IV di Boemia del 15 maggio 1355. Un'attestazione della Comunità di Clusone in Val Seriana nel Bergamasco, in data 9 febbraio 1581, precisa che Antonio Venturino degli Aliprandi di Bonifacio, detto Faziolo, di Giovannolo (di cui è cenno nel diploma imperiale del 1355), avendo dovuto sullo scorcio del 1300, per ordine di Pandolfo Malatesta signore di Brescia e di Bergamo, trasferire la sua residenza a Clusone, assunse il cognome Aliprandi-Faziolo (dal soprannome del padre) per distinguersi dagli altri Aliprandi della stessa città. Dalle antiche cronache di casa Aliprandi si rileva che il soprannome Faziolo si corruppe presto in Faziolago e poi in Fanzago e, con il trascorrere del tempo, lo stesso si sostituì al cognome originario Aliprandi. Nel 1558 Pietro Fanzago costruì il famoso orologio "Fanzago" che ancora oggi si può ammirare nella torre del Palazzo della Comunità di Clusone. Cosimo Fanzago (n. 1591 † 1678), architetto, fu il costruttore  della chiesa di Montecassino e di altre opere insigni che ancora oggi illustrano la città di Napoli. Nel 1630 la famiglia da Clusone si trasferì nella città di Padova, dove vi rimase fino all'inizio del 1900. Iniziò con Pietro Carlo Fanzago, archiatra dei duchi di Savoia Carlo Emanuele II e Vittorio Amedeo II, una trisecolare tradizione medica che ebbe il suo maggiore esponente nel restauratore della Patologia Italiana, Francesco Luigi Fanzago (n. 1764 † 1836), Magnifico Rettore dell'Università di Padova, la cui statua si può ancora oggi vedere in Prato della Valle. Quest'ultimo venne inoltre confermato nobile da S.M. Francesco I con Sovrana Risoluzione del 4 settembre 1818 perché la sua famiglia apparteneva al cessato nobile Consiglio della città di Padova. La famiglia venne ammessa agli Onori di Corte dell'Impero Austriaco. Il ramo primogenito dei Fanzago di Padova si è estinto il 12 agosto 2007 con la morte del nobile Aliprando Fanzago, noto studioso di genealogia e araldica (Per un altro ramo vedi il casato [[Cartolari]]).
  
Le ultime sette famiglie bergamasche Fanzago si trovano nei comuni di Spirano, Stezzano e Urgnano; in Italia sono presenti 62 famiglie, in particolare nel Padovano.
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Nob. (di Padova), mf. Conf. S.R. 4 set. 1818. Origine Milano, dimora Cismon del Grappa.  
 
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''Il tempo non ha segreti'' - Ruote, ingranaggi, leve e pendolo, oggi come ieri, continuano a scandire il tempo a dovere. Con precisione e perfezione. Da 420 anni: tanti ne conta l’orologio planetario di Clusone, ideato e costruito da Pietro, geniale discendente della famiglia Fanzago. “Desideroso di non tener nascosto il talento che gli aveva dato il Signor Iddio” nel 1580 incominciò l’avventura tecnologica che ancora oggi suscita ammirazione e meraviglia. A partire dal movimento antiorario che “misteriosamente” assicura il puntuale rintocco del tempo. Posto sulla facciata della torre del palazzo comunale, l’orologio planetario continua ad incantare con la sua originalità e la policromia del quadrante - rosa dei venti, numeri romani e arabi, grandi frecce catturano l’occhio segnando, oltre alle ore, il corso del sole e della luna. Insomma, di ingegno Pietro Fanzago ne aveva da vendere. Fu anche benemerito della Repubblica di Venezia per aver ideato un meccanismo cavafanghi. Del resto, che i Fanzago avessero dimestichezza con il sapere, numeri e congegni è dimostrato dagli artisti, ingegneri e architetti che diedero lustro al casato. Su tutti spicca il nome di Cosimo Fanzago, celebre scultore e architetto, autore di grandi opere barocche a Napoli, dove visse fino a 87 anni e dove morì nel 1678 venendo sepolto con grandi onori
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[Daniele Aliprandi]
  
 
== Genealogia ==
 
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ARMA: grembiato di rosso e d'argento di otto pezzi, caricato in cuore da uno scudetto rotondo d'azzurro, alla torre d'argento, merlata alla guelfa, aperta e finestrata di nero
  
 
== Storia ==
 
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== Bibliografia ==
 
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'''AA.VV., ''Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato''. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 79:'''
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Andrea Borella, "Annuario della Nobiltà Italiana", Edizione XXXII, Teglio (SO), 2014, S.A.G.I. Casa Editrice, pag. 786
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'''AA.VV., ''Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato''. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 79'''
  
 
== Documenti ==
 
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== Collezioni ==
 
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Versione delle 02:59, 23 feb 2016

Fanzago stemma.png

Fanzago (Fanzago degli Aliprandi)

Ramo dell'antichissima e nobilissima famiglia degli Aliprandi di Milano creati vassalli immediati (con il rango della nobiltà eminente), conti palatini e nobili del Sacro Romano Impero per diploma dell'imperatore Carlo IV di Boemia del 15 maggio 1355. Un'attestazione della Comunità di Clusone in Val Seriana nel Bergamasco, in data 9 febbraio 1581, precisa che Antonio Venturino degli Aliprandi di Bonifacio, detto Faziolo, di Giovannolo (di cui è cenno nel diploma imperiale del 1355), avendo dovuto sullo scorcio del 1300, per ordine di Pandolfo Malatesta signore di Brescia e di Bergamo, trasferire la sua residenza a Clusone, assunse il cognome Aliprandi-Faziolo (dal soprannome del padre) per distinguersi dagli altri Aliprandi della stessa città. Dalle antiche cronache di casa Aliprandi si rileva che il soprannome Faziolo si corruppe presto in Faziolago e poi in Fanzago e, con il trascorrere del tempo, lo stesso si sostituì al cognome originario Aliprandi. Nel 1558 Pietro Fanzago costruì il famoso orologio "Fanzago" che ancora oggi si può ammirare nella torre del Palazzo della Comunità di Clusone. Cosimo Fanzago (n. 1591 † 1678), architetto, fu il costruttore della chiesa di Montecassino e di altre opere insigni che ancora oggi illustrano la città di Napoli. Nel 1630 la famiglia da Clusone si trasferì nella città di Padova, dove vi rimase fino all'inizio del 1900. Iniziò con Pietro Carlo Fanzago, archiatra dei duchi di Savoia Carlo Emanuele II e Vittorio Amedeo II, una trisecolare tradizione medica che ebbe il suo maggiore esponente nel restauratore della Patologia Italiana, Francesco Luigi Fanzago (n. 1764 † 1836), Magnifico Rettore dell'Università di Padova, la cui statua si può ancora oggi vedere in Prato della Valle. Quest'ultimo venne inoltre confermato nobile da S.M. Francesco I con Sovrana Risoluzione del 4 settembre 1818 perché la sua famiglia apparteneva al cessato nobile Consiglio della città di Padova. La famiglia venne ammessa agli Onori di Corte dell'Impero Austriaco. Il ramo primogenito dei Fanzago di Padova si è estinto il 12 agosto 2007 con la morte del nobile Aliprando Fanzago, noto studioso di genealogia e araldica (Per un altro ramo vedi il casato Cartolari).

Nob. (di Padova), mf. Conf. S.R. 4 set. 1818. Origine Milano, dimora Cismon del Grappa.

[Daniele Aliprandi]

Genealogia

Genealogia Fanzago

Stemmi

ARMA: grembiato di rosso e d'argento di otto pezzi, caricato in cuore da uno scudetto rotondo d'azzurro, alla torre d'argento, merlata alla guelfa, aperta e finestrata di nero

Storia

Personaggi

Dimore

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

Andrea Borella, "Annuario della Nobiltà Italiana", Edizione XXXII, Teglio (SO), 2014, S.A.G.I. Casa Editrice, pag. 786

AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 79

Documenti

Collezioni