Marenzi: differenze tra le versioni
| Riga 4: | Riga 4: | ||
[[Immagine:MARENZI stemma 4.jpg|thumb|]] | [[Immagine:MARENZI stemma 4.jpg|thumb|]] | ||
[[Immagine:MARENZI stemma 5.jpg|thumb|]] | [[Immagine:MARENZI stemma 5.jpg|thumb|]] | ||
| − | |||
| − | |||
Derivano, come parecchie altre famiglie, da quei '''[[Mozzi]]''' discendenti da Appone che sono documentati anche a Sovere nel 1088 e poi almeno sino al 1156 con Teutaldo e diedero poi origine ai Capitani di Sovere, mentre la famiglia dei da Soare risulta a sé nei secoli XII e XIII. | Derivano, come parecchie altre famiglie, da quei '''[[Mozzi]]''' discendenti da Appone che sono documentati anche a Sovere nel 1088 e poi almeno sino al 1156 con Teutaldo e diedero poi origine ai Capitani di Sovere, mentre la famiglia dei da Soare risulta a sé nei secoli XII e XIII. | ||
Versione delle 19:26, 7 mar 2012
Derivano, come parecchie altre famiglie, da quei Mozzi discendenti da Appone che sono documentati anche a Sovere nel 1088 e poi almeno sino al 1156 con Teutaldo e diedero poi origine ai Capitani di Sovere, mentre la famiglia dei da Soare risulta a sé nei secoli XII e XIII.
Tra il 1093 e il 1116 dai Mozzi si erano diramati i Brusati di Brescia e i Federici di Val Camonica, mentre successivamente i Marenzi risultano discendere da un Marino detto Marenzio de Capitani di Sovere; e da loro poi nel 1440 derivarono i Marenzi di Tagliuno, nel 1456 i Marenzi di Trieste, e poco dopo le due famiglie Bottaini.
Tutt’altra origine e storia hanno i Capitani di Marenzo in Val San Martino che divennero poi Cattaneo.
Nell’Enciclopedia Nobiliare Italiana di V. Spreti si prcisa che due sono le famiglie Marenzi con origini affatto diversa. Una proviene da Monte Marenzo, ha cambiato vari nomi e ora è Cattaneo e per essa si rimanda ad altra scheda. L’altra famiglia, gli attuali conti Marenzi, deriva da un Marino detto Marenzo de’ Capitano di Sovere: «1389, 21 februarii, Ariginus filius quondam domini Francisci olim domini Marini cui dicebatur Marentius de capitanis de Suere, civis Bergami habitator de Sarnico» (Mozzi, vol. IV).
Questa di Marino ha origine comune coi Bottaini, e derivano entrambe dai Capitani di Sovere - che a loro volta, come già i Federici di Val Camonica, derivavano dai Mozzi. Da lui discendono appunto i Marenzi di Sarnico, poi nobili di Bergamo, conti di Tagliuno e di Telate. Anch’essa però si divise nettamente: una generazione prima s’era staccato il ramo detto di Trieste, poi fatti baroni, conti e marchesi, che a Trieste prese dimora verso il 1560 con Luigi Marenzi, luogotenente imperiale, consigliere dell’arciduca Carlo, capitano di cento uomini d’armi contro i turchi in Croazia. Da lui discesero Antonio, vescovo di Trieste ed i cavalieri gerosolimitani Paolo e Cesare, 1669.
I Marenzi di Trieste furon creati baroni del S. R. I. con privilegio 15 settembre 1654, e confermati marchesi di Valle Oliola, conti di Tagliuno e di Telgate, baroni di Marenzfeld, di Schöneck e del S. R. I. con diploma 4 giugno 1864 ed hanno un palazzo a Vienna dove risiedono.
A Telgate i Marenzi di Bergamo successero ai Vavassori nel dominio del Castello.
Un ramo dei Marenzi di Telgate che si stava estinguendo adottò la famiglia Cavalieri, che assunse il cognome Marenzi e venne fregiata con titolo comitale. Possedevano il castello di Telgate, un palazzo in Bergamo in via Porta Dipinta in faccia ai Moroni e un altro nel vicolo Bettami che, per eredità della contessa Antonia Marenzi Noli, moglie dell’ultimo conte Marenzi di quel ramo, appartiene alla famiglia Mussita. Al conte Giulio Marenzi, per eredità dello zio materno conte Leonino Secco Suardo apparteneva un palazzo in Via San Salvatore ed una villa a Zanica. Infatti i Secco Suardo Leonini si estinsero verso la metà dell’ 800 nei Marenzi. Ora hanno palazzo in via Pignolo già Piazzoni.
Al Consiglio di Bergamo appartennero LEONARDO, 1509-1511, e poi Francesco, Ventura, Lodovico, Giov. Battista, Giulio, Girolamo, Leonardo, Camillo, ed Orazio nel secolo XV; GIROLAMO, FERRANTE, PIETRO-PAOLO, FILIPPO, GIACOMO, ORAZIO, GIOV. BATTISTA, ANTONIO, nel secolo XVII; GIULIO, FILIPPO e ANTONIO, nel XVIII.
Negli elenchi del 1828 e del 1840 sono inscritti nobili (mf.), FILIPPO, GIOVANNI, GIROLAMO e CESARE; in quello del 1895, son inscritti FILIPPO e GAETANO di Paolo, di Filippo; i figli di Filippo; Maria, Lucia, PAOLO, LUIGI e NICOLA; e quelli di GAETANO; PARIDE, Paola e Lucia. Sono pure inscritti GIOVAN BATTISTA e GIULIO ANTONIO di Giovanni, di Antonio, col figlio di Giulio: GIOVANNI.
Meritano d’essere ricordati:
GIOVANNI Abate (Romano di Lombardia 1707-1797). Fornito di singolare cultura letteraria e scientifica, iniziò gli studi nel Seminario di Bergamo e li concluse a Milano. Visse nella quiete della sua villa di Cividino dove si dedicò allo studio delle lettere. Tradusse in versi sciolti l’Enriade di Voltaire, dedicandola allo stesso autore. Questi, compiaciuto, il 12 febbraio 1770, gli scrisse una lettera di ringraziamento. Dedicò la propria attività specialmente alle traduzioni, alle opere dei poeti latini e alle tragedie ed ai poemi di Voltaire.
AGOSTINO Cronista (XVII sec.). Descrisse le opere del sacerdote Regolo Belotti, fondatore di ricoveri per poveri e donne abbandonate, e redasse una cronaca della carestia e della peste (1629-30) S’interessò anche di pittori bergamaschi, come Francesco Bonetti di Baresi e Giacomo Dolrino seguace dello Zucco.
ANDREA Pittore (Telgate 1823-1891), figlio del conte Giovanni e di Giulia Secco Suardo. Nel 1847 espose all’Accademia Carrara due Paesaggi della Valle Brembana, tema a lui molto caro. Fu allievo del Ronzoni, e di Costantino Rosa. Fu anche collezionista di opere di validi artisti a lui contemporanei (Rillosi, Riva, ecc.), ai quali commissionava lui stesso alcuni dipinti. Negli anni settanta si ritirò dalla vita artistica senza chiare ragioni per dedicarsi alla viticoltura e alla vita agreste.
CARLO Erudito (XIX sec.). Autore de Il servitore di piazza per la città di Bergamo per le Belle arti (1825), nel 1843 fu commissario della Galleria Carrara e contribuì all’eliminazione di varie opere d’arte del Settecento, mal giudicate dagli accademici perché non consone agli ideali artistici dei tempo. Donò alla Biblioteca Civica Le glorie di Bergamo dell’Angelini.
[GPA]
Indice
Genealogia
Genealogia Marenzi
Storia
Personaggi
Dimore
Iconografia
Dipinti e Ritratti
Archivio fotografico
Fonti
Presso la Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al sito):
Marenzi Bernardino, 1526 perg 0116
Marenzi Giovanni Baldino, eredi di -, 1535 perg 0743
Marenzi Lucrezia di Lovere, moglie di Giovanni Baldino, 1535 perg 0743
Capitani di Marenzo (dei) Antonio fu Marchetto, 1465 perg 1446
Capitani di Marenzo (dei) Giacomo fu Fedele Paolo, 1455 perg 0985
Capitani di Marenzo (dei) Giovanni fu Marchetto, arciprete chiesa S. Lorenzo di Calepio, 1465 perg 1446
Capitani di Marenzo (dei) Marchetto, di Bergamo, 1465(+) perg 1446
Capitani di Marenzo (dei) Ridollo fu Bertramo, 1385 perg 1669
Capitani di Marenzo (dei) Ridollo fu Bertramo, di Valle San Martino, 1385 perg 1668
Capitani di Marenzo (dei) Tarenzia, vedova di Bertecino, di Monte Marenzo, 1387 perg 1589