Clara Maffei: differenze tra le versioni
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Versione attuale delle 17:56, 17 giu 2011
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AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 114:
Il salotto delia contessa Clara d’estate si trasferiva a Clusone - Minuta, non bella ma finissima nell’arte di ricevere. Tanto che il suo salotto arrivò a gareggiare con quelli più celebri in Europa e, prestigio per prestigio, alle Tuileries le salon Maffei si era conquistato la fama di ritrovo di poeti ed artisti, ma anche di “gagliardi italiani” accesi da sentimenti patriottici. Animatrice instancabile di questi simposi, la contessa Clara Maffei apre le porte del proprio palazzo ai personaggi più in voga del periodo: Hayez fa sfoggio della sua parlantina veneziana; Massimo D’Azeglio vi si impone con il suo spirito caustico; letterati e musicisti non mancano di rendere i loro omaggi - talvolta in versi - alla nobildonna bergamasca. Incantato della “petite” Maffei si dice Honoré de Balzac di passaggio a Milano; mentre l’eccentrico Liszt non disdegna di suonare il pianoforte della contessa: lentamente si sfila i guanti gialli e, “con un gesto da imperatore”, li getta l’uno a destra l’altro a sinistra nella speranza che qualche ammiratrice ammaliata si precipiti a raccoglierli. Quando, durante l’estate, dal frou frou milanese la contessa si trasferiva nella villa di Clusone, gli amici più cari la raggiungevano tra le montagne bergamasche: lì Giuseppe Verdi esprimeva tutto il suo entusiasmo per Shakespeare e, complice la Clarina, si preparava ad incontrare, nei simposi milanesi, l’autore dei Promessi Sposi, “Io me gli sarei posto in ginocchio dinanzi, se si potessero adorare gli uomini. Quando lo vedete, baciategli la mano per me” avrebbe poi confessato all’amica.