Camozzi: differenze tra le versioni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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Il loro palazzo a Bergamo, fu centro di attività politica risorgimentale. Ebbero anche ville a Ranica e Torre Boldone, opere dell'architetto Simone Elia, ed ereditarono dai Vertova il castello di Costa di Mezzate e Grunello del Monte. Il conte Cesare, studioso, di storia, pubblicò nel 1888 l’imponente e interessantissimo stemmario con oltre 3750 stemmi relativi a 1800 (?) famiglie bergamasche. Nel 1925 inoltre donò alla Biblioteca Civica ‘Angelo Mai’ preziosi documenti storici e collezioni dei Camozzi-Vertova, dei Danielli e Belcredi. '''[GPA]'''
 
Il loro palazzo a Bergamo, fu centro di attività politica risorgimentale. Ebbero anche ville a Ranica e Torre Boldone, opere dell'architetto Simone Elia, ed ereditarono dai Vertova il castello di Costa di Mezzate e Grunello del Monte. Il conte Cesare, studioso, di storia, pubblicò nel 1888 l’imponente e interessantissimo stemmario con oltre 3750 stemmi relativi a 1800 (?) famiglie bergamasche. Nel 1925 inoltre donò alla Biblioteca Civica ‘Angelo Mai’ preziosi documenti storici e collezioni dei Camozzi-Vertova, dei Danielli e Belcredi. '''[GPA]'''
 
 
'''AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, fasc. 4, pp. 54-56:'''
 
 
Nobile famiglia di origine bergamasca che vanta nel corso dei secoli illustri personaggi, protagonisti delle vicende politiche e militari della nostra terra e dell’Italia risorgimentale. Nel 1713 Carlo da Bordogna, in alta valle Brembana, fu primo maestro fonditore della fucina di Ventulosa, all’inizio della valle, in territoio di Villa d’Almè. I Camozzi avevano avuto in appalto da Venezia la produzione di cannoni per la guerra contro i Turchi. Famoso è anche il conte Gabriele, che ebbe un ruolo importante nella lotta contro la dominazione austriaca nell’Italia settentrionale. Conobbe Giuseppe Mazzini, guidò i moti del 1848 a Bergamo, dove fu membro del governo provvisorio, e l’anno successivo fu a capo della colonna di bergamaschi che cercò di soccorrere Brescia assediata dagli austriaci; Giuseppe Garibaldi fu più volte ospitato nel palazzo della famiglia in borgo Palazzo, da cui ricevette aiuti in più occasioni. Nella villa Zerbino a Genova, di proprietà dei Camozzi, fu suonato per la prima volta l’”Inno di Garibaldi”. Proscritto politico e ricercato dagli austriaci, Gabriele fu a fianco di Garibaldi nella campagna del 1859; dal 1862 al 1869 ricoprì la carica di parlamentare. Due lapidi, una sulla casa natale a Bergamo e una a Dalmine, dove morì, ne ricordano la figura. Il fratello Giovanni Battista fu storico, patriota e uomo politico di spicco nella storia di Bergamo: primo sindaco della città nel 1860, fu nominato anche senatore del nuovo Regno d’Italia; due anni più tardi ospitò nel suo castello di Costa di Mezzale Giuseppe Garibaldi. Nel 1907 il conte Cesare Camozzi-Vertova, studioso di storie patrie, donò alla biblioteca civica di Bergamo numerosi manoscritti, tra cui lo “Stemmario” che porta il suo nome (utilizzato per la presente pubblicazione) e cimeli risorgimentali, tra cui una importantissima raccolta di monete, poi destinata al Museo del Risorgimento in Rocca; purtroppo il Medagliere Camozzi ha subito negli anni Settanta del secolo scorso un furto che l’ha gravemente impoverito.
 
Alla base del cognome c’è il nome camoscio, la cui figura compare anche nello stemma. Tra le varianti presenti nel Bergamasco vi sono i Camozzini, Camozza e Camoscio.
 
 
Nella nostra provincia le famiglie Camozzi sono 210; in Italia sono 663.
 
  
  
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== Bibliografia ==
 
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'''AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, fasc. 4, pp. 54-56:'''
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Nobile famiglia di origine bergamasca che vanta nel corso dei secoli illustri personaggi, protagonisti delle vicende politiche e militari della nostra terra e dell’Italia risorgimentale. Nel 1713 Carlo da Bordogna, in alta valle Brembana, fu primo maestro fonditore della fucina di Ventulosa, all’inizio della valle, in territoio di Villa d’Almè. I Camozzi avevano avuto in appalto da Venezia la produzione di cannoni per la guerra contro i Turchi. Famoso è anche il conte Gabriele, che ebbe un ruolo importante nella lotta contro la dominazione austriaca nell’Italia settentrionale. Conobbe Giuseppe Mazzini, guidò i moti del 1848 a Bergamo, dove fu membro del governo provvisorio, e l’anno successivo fu a capo della colonna di bergamaschi che cercò di soccorrere Brescia assediata dagli austriaci; Giuseppe Garibaldi fu più volte ospitato nel palazzo della famiglia in borgo Palazzo, da cui ricevette aiuti in più occasioni. Nella villa Zerbino a Genova, di proprietà dei Camozzi, fu suonato per la prima volta l’”Inno di Garibaldi”. Proscritto politico e ricercato dagli austriaci, Gabriele fu a fianco di Garibaldi nella campagna del 1859; dal 1862 al 1869 ricoprì la carica di parlamentare. Due lapidi, una sulla casa natale a Bergamo e una a Dalmine, dove morì, ne ricordano la figura. Il fratello Giovanni Battista fu storico, patriota e uomo politico di spicco nella storia di Bergamo: primo sindaco della città nel 1860, fu nominato anche senatore del nuovo Regno d’Italia; due anni più tardi ospitò nel suo castello di Costa di Mezzale Giuseppe Garibaldi. Nel 1907 il conte Cesare Camozzi-Vertova, studioso di storie patrie, donò alla biblioteca civica di Bergamo numerosi manoscritti, tra cui lo “Stemmario” che porta il suo nome (utilizzato per la presente pubblicazione) e cimeli risorgimentali, tra cui una importantissima raccolta di monete, poi destinata al Museo del Risorgimento in Rocca; purtroppo il Medagliere Camozzi ha subito negli anni Settanta del secolo scorso un furto che l’ha gravemente impoverito.
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Alla base del cognome c’è il nome camoscio, la cui figura compare anche nello stemma. Tra le varianti presenti nel Bergamasco vi sono i Camozzini, Camozza e Camoscio.
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Nella nostra provincia le famiglie Camozzi sono 210; in Italia sono 663.
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== Documenti ==
 
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Versione delle 17:28, 31 mar 2011

Camozzi Vertova

Stemma Camozzi de' Gherardi (Stemmario Camozzi n. 603)
Stemma Camozzi de' Gherardi (Stemmario Camozzi n. 604)
Genealogia Camozzi, da Bortolo Belotti, Storia di Bergamo e dei bergamaschi, a cura della Banca Popolare di Bergamo, 2ª Ed., Bolis, 1959, vol. VI, p. 104
Stemma Gerardi (de' Gherardi) (Stemmario Camozzi n. 984)
Stemma Camozzi de' Gherardi (Stemmario Camozzi n. 2217)

Le due famiglie si fusero all’inizio del XIX secolo, ma è tuttora vivo un ramo della famiglia Vertova che tanta importanza ha avuto nella storia di Bergamo.

Il capostipite dei Camozzi è Lanfranco (in atti 1280), ma il suo cognome iniziale era De Gherardis. Essi provengono dalla Forcella di Bordogna in Alta Valle Brembana dove ancora risiedeva nel 1457 Marchisio fu Giovanni detto Camozzo e dopo di lui il cognome si completò in Camozzi de Gherardi o Gherardi Camozzi. Dei Camozzi erano presenti nel XIV secolo in Adrara, Serina e Sorisole, mentre altri erano segnalati ad Alzano e a Miragolo (secoli XVI-XVII).

Una loro fonderia, attiva alla Ventulosa nel XVI secolo, ebbe poi con Carlo grande impulso ed ottenne l’appalto per la costruzione di cannoni per Venezia ed alcuni preziosi esemplari si ammirano ancora oggi a Venezia e in Grecia.

Giacomo fu deputato di Bergamo alla Consulta di Lione (1802) e Gabriele fu tra i più ricchi negozianti della città.

Andrea (m. 1855) sposò Elisabetta, ultima discendente dei conti Vertova, ed ebbe titolo di nobiltà col predicato di Ludriano (1819); ebbero due figli: Gabriele, patriota, amico e collaboratore di Garibaldi, Generale nella Campagna del 1859, e Giovan Battista (n. 1818), sindaco di Bergamo e senatore del regno d’Italia. Aggiunse il cognome Vertova (1846) ed ottenne il titolo di conte nel 1887.

Il loro palazzo a Bergamo, fu centro di attività politica risorgimentale. Ebbero anche ville a Ranica e Torre Boldone, opere dell'architetto Simone Elia, ed ereditarono dai Vertova il castello di Costa di Mezzate e Grunello del Monte. Il conte Cesare, studioso, di storia, pubblicò nel 1888 l’imponente e interessantissimo stemmario con oltre 3750 stemmi relativi a 1800 (?) famiglie bergamasche. Nel 1925 inoltre donò alla Biblioteca Civica ‘Angelo Mai’ preziosi documenti storici e collezioni dei Camozzi-Vertova, dei Danielli e Belcredi. [GPA]


Genealogia

Genealogia Camozzi de Gherardi

Genealogia Camozzi de Gherardi Vertova

Stemmi

Stemmi famiglia Camozzi de Gherardi

Storia

Personaggi

Dimore

Costa di Mezzate - Castello Camozzi Vertova

Ranica - Villa Camozzi Vertova

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, fasc. 4, pp. 54-56:

Nobile famiglia di origine bergamasca che vanta nel corso dei secoli illustri personaggi, protagonisti delle vicende politiche e militari della nostra terra e dell’Italia risorgimentale. Nel 1713 Carlo da Bordogna, in alta valle Brembana, fu primo maestro fonditore della fucina di Ventulosa, all’inizio della valle, in territoio di Villa d’Almè. I Camozzi avevano avuto in appalto da Venezia la produzione di cannoni per la guerra contro i Turchi. Famoso è anche il conte Gabriele, che ebbe un ruolo importante nella lotta contro la dominazione austriaca nell’Italia settentrionale. Conobbe Giuseppe Mazzini, guidò i moti del 1848 a Bergamo, dove fu membro del governo provvisorio, e l’anno successivo fu a capo della colonna di bergamaschi che cercò di soccorrere Brescia assediata dagli austriaci; Giuseppe Garibaldi fu più volte ospitato nel palazzo della famiglia in borgo Palazzo, da cui ricevette aiuti in più occasioni. Nella villa Zerbino a Genova, di proprietà dei Camozzi, fu suonato per la prima volta l’”Inno di Garibaldi”. Proscritto politico e ricercato dagli austriaci, Gabriele fu a fianco di Garibaldi nella campagna del 1859; dal 1862 al 1869 ricoprì la carica di parlamentare. Due lapidi, una sulla casa natale a Bergamo e una a Dalmine, dove morì, ne ricordano la figura. Il fratello Giovanni Battista fu storico, patriota e uomo politico di spicco nella storia di Bergamo: primo sindaco della città nel 1860, fu nominato anche senatore del nuovo Regno d’Italia; due anni più tardi ospitò nel suo castello di Costa di Mezzale Giuseppe Garibaldi. Nel 1907 il conte Cesare Camozzi-Vertova, studioso di storie patrie, donò alla biblioteca civica di Bergamo numerosi manoscritti, tra cui lo “Stemmario” che porta il suo nome (utilizzato per la presente pubblicazione) e cimeli risorgimentali, tra cui una importantissima raccolta di monete, poi destinata al Museo del Risorgimento in Rocca; purtroppo il Medagliere Camozzi ha subito negli anni Settanta del secolo scorso un furto che l’ha gravemente impoverito. Alla base del cognome c’è il nome camoscio, la cui figura compare anche nello stemma. Tra le varianti presenti nel Bergamasco vi sono i Camozzini, Camozza e Camoscio.

Nella nostra provincia le famiglie Camozzi sono 210; in Italia sono 663.


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