Bartolomeo Colleoni: differenze tra le versioni

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'''AA.VV., ''Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato''. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 66:'''
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''Bartolomeo Colleoni: uomo d’armi e di pace'' - Sicuramente una parte della fama di cui Bartolomeo Colleoni gode è dovuta al monumento realizzato dal Verrocchio che dal 1495 spicca nel campo dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia. Un capolavoro nel quale il condottiero bergamasco è raffigurato nella “più maschia espressione della forza e della volontà” . È l’immagine dell’uomo d’arme che procede attraverso la storia e i secoli, e sembra quasi di sentire attorno a lui il fragore del combattimento e il grido di esultanza dei soldati che gli fanno ala dopo la vittoria. Ma Bartolomeo Colleoni non fu solo uomo d’arme e il temuto capitano generale della Repubblica di Venezia, che per vent’anni tenne in pugno il bastone del comando. La sua grandezza sta anche nel fatto che si dedicò a opere di pace: incrementò le coltivazioni dei suoi possedimenti nella pianura bergamasca costruendo canali per l’irrigazione e migliorando quelli esistenti; costituì l’Istituto della Pietà con fini assistenziali, fondò e beneficò monasteri; a Bergamo fece costruire la celebre cappella, dove è custodito il suo sepolcro, affidandone l’incarico ad Antonio Amadeo, allora giovanissimo architetto. Il castello di Malpaga fu corte principesca dove il Colleoni ospitava letterati e teneva grandiose feste. Come quella in occasione della visita di re Cristiano di Danimarca.
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Stemma di Bartolomeo Colleoni, come riprodotto sulla sua tomba (Stemmario Camozzi n. 2298)
Stemma di Bartolomeo Colleoni, come riprodotto sulla sua tomba (Stemmario Camozzi n. 2299)

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AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 66:

Bartolomeo Colleoni: uomo d’armi e di pace - Sicuramente una parte della fama di cui Bartolomeo Colleoni gode è dovuta al monumento realizzato dal Verrocchio che dal 1495 spicca nel campo dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia. Un capolavoro nel quale il condottiero bergamasco è raffigurato nella “più maschia espressione della forza e della volontà” . È l’immagine dell’uomo d’arme che procede attraverso la storia e i secoli, e sembra quasi di sentire attorno a lui il fragore del combattimento e il grido di esultanza dei soldati che gli fanno ala dopo la vittoria. Ma Bartolomeo Colleoni non fu solo uomo d’arme e il temuto capitano generale della Repubblica di Venezia, che per vent’anni tenne in pugno il bastone del comando. La sua grandezza sta anche nel fatto che si dedicò a opere di pace: incrementò le coltivazioni dei suoi possedimenti nella pianura bergamasca costruendo canali per l’irrigazione e migliorando quelli esistenti; costituì l’Istituto della Pietà con fini assistenziali, fondò e beneficò monasteri; a Bergamo fece costruire la celebre cappella, dove è custodito il suo sepolcro, affidandone l’incarico ad Antonio Amadeo, allora giovanissimo architetto. Il castello di Malpaga fu corte principesca dove il Colleoni ospitava letterati e teneva grandiose feste. Come quella in occasione della visita di re Cristiano di Danimarca.


Testamento di Bartolomeo Colleoni