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		<title>Guerrieri Gonzaga - Cronologia</title>
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		<subtitle>Cronologia della pagina su questo sito</subtitle>
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		<title>Odecarli il 15:41, 3 mar 2019</title>
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Suo figlio OTTOBONO, capitano di ventura, seguendo le fortune or di Galeazzo Visconti, or di Nicolò d’Este, finì miseramente trucidato a tradimento dal suo acerrimo nemico Attendolo Sforza nel marzo 1409 a Rubiera. Superò l’ardire e la fortuna del padre, NICOLÒ, che, famoso per il suo valore (si racconta che fosse il terrore dei Saraceni stessi) ebbe il soprannome di «Guerriero» dal quale derivò il bel cognome assunto dalla famiglia per infinitum ordinem primogeniturae; valorosissimo, dopo lungo assedio tolse Fermo agli Sforza, implacabili suoi nemici (1445), ma, mancatogli l’appoggio dei Visconti, non continuò la lotta contro gli Sforza, perdendo così i suoi castelli del Parmense, fra i quali Colorno; ricorse allora all’ospitalità dei Gonzaga. Morto Nicolò senza prole, il cugino GIAN FILIPPO e il di lui figlio ALESSANDRO ambasciatore presso Giulio II, rimasto a Fermo, mantennero pur sempre ottima relazione coi Gonzaga; finché LODOVICO decise di fissare la propria sede a Mantova; a questi il Gonzaga (Francesco II) diede le più ampie dimostrazioni di affetto e di stima, facendogli concessioni che a noi possono sembrare fino esagerate (la generosità d’animo tra i Gonzaga è appena credibile) e che pure balzano chiare e nette dal documento d’Archivio Storico Gonzaga (Decreto F II, 10, Libri dei decreti 33, pag. 126) 29 aprile 1506. In esso è detto che il Gonzaga gli permette, non solo di aggiungere il proprio cognome al loro «nomen Gonzagium suis nominibus apponere possint licenter», ma anche che potesse accostare al proprio, il loro stesso stemma: «ipsiusque domus antiquum insigne, pingere, fingere, fundere et tamquam proprium gestare, et cum gentiliciis eorum insignibus misceri in armis, vexillis, sigillis, vestimentis et alio quocumque modo ad eorum libitum voluntatis» e questo non solo per sé, ma anche per i suoi discendenti «in perpetuo tempore, stirpe, semine et sanguine». Concessione questa che non diedero poi a nessun altro. I Guerrieri dal canto loro ben corrisposero del resto a tanta magnanimità, restando sempre fedelissimi ai Gonzaga. Lo stesso Lodovico fu nominato Capitano Generale delle Milizie Mantovane, ebbe in signoria Volta e Cereta, e il feudo di Sustinente dove tuttora soggiorna l’illustre famiglia. Morto pur egli senza prole, detti beni passarono ai figli maschi del fratello VINCENZO castellano di Casale e fu a lui che il Duca di Mantova donò il loro avito palazzo con la famosa Torre della gabbia che su di esso domina superba. Nel 1566 un altro, GIROLAMO, fu governatore del Monferrato. ALFONSO seguitò dapprima il Re di Spagna, quindi quale Comandante Supremo delle Milizie combattè in Monferrato contro i Savoia (1613), infine fu ambasciatore di Spagna. GIAMBATTISTA fu col Duca Vincenzo nella spedizione contro i turchi nel 1594 e in seguito nominato Capitano Generale della Città e Stato di Mantova. FRANCESCO combattè gli Ugonotti. Un altro FRANCESCO, figlio di AGOSTINO, di un ramo rimasto a Fermo, tanto si distinse alla presa della Goletta di Tunisi al fianco di Ferrante Gonzaga, che a Fermo gli fu eretta una statua e gettata una medaglia che ancor conservasi a Parigi. Di questo stesso ramo fu GIACOMO, gravemente ferito all’assedio di Giavarino (1596). CESARE, generale, primo ministro e ambasciatore dei Gonzaga a Roma come lo fu in Spagna VINCENZO.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;Chi imprendesse a tessere la storia di questa illustre famiglia, si vedrebbe passare innanzi un vero stuolo di guerrieri, di cavalieri, di ambasciatori, di governatori, di prelati in minor numero, che davvero impressiona, talché si direbbe che non uno della famiglia abbia voluto restare nell’ombra; tutti hanno rifulso per qualche eletta qualità di mente o di ardire. Per lungo ordine di secoli ella mantenne le schiette prerogative dell’italianità: valore, ingegno, fermezza. La famiglia, originaria di Parma, portava il nome de’ Terzi, e il primo di essi di cui si abbia certo ricordo, fu un NICOLÒ che viveva nel sec. XIV. Suo figlio OTTOBONO, capitano di ventura, seguendo le fortune or di Galeazzo Visconti, or di Nicolò d’Este, finì miseramente trucidato a tradimento dal suo acerrimo nemico Attendolo Sforza nel marzo 1409 a Rubiera. Superò l’ardire e la fortuna del padre, NICOLÒ, che, famoso per il suo valore (si racconta che fosse il terrore dei Saraceni stessi) ebbe il soprannome di «Guerriero» dal quale derivò il bel cognome assunto dalla famiglia &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;''&lt;/ins&gt;per infinitum ordinem primogeniturae&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;''&lt;/ins&gt;; valorosissimo, dopo lungo assedio tolse Fermo agli Sforza, implacabili suoi nemici (1445), ma, mancatogli l’appoggio dei Visconti, non continuò la lotta contro gli Sforza, perdendo così i suoi castelli del Parmense, fra i quali Colorno; ricorse allora all’ospitalità dei Gonzaga. 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In esso è detto che il Gonzaga gli permette, non solo di aggiungere il proprio cognome al loro «nomen Gonzagium suis nominibus apponere possint licenter», ma anche che potesse accostare al proprio, il loro stesso stemma: «ipsiusque domus antiquum insigne, pingere, fingere, fundere et tamquam proprium gestare, et cum gentiliciis eorum insignibus misceri in armis, vexillis, sigillis, vestimentis et alio quocumque modo ad eorum libitum voluntatis» e questo non solo per sé, ma anche per i suoi discendenti «in perpetuo tempore, stirpe, semine et sanguine». Concessione questa che non diedero poi a nessun altro. I Guerrieri dal canto loro ben corrisposero del resto a tanta magnanimità, restando sempre fedelissimi ai Gonzaga. Lo stesso Lodovico fu nominato Capitano Generale delle Milizie Mantovane, ebbe in signoria Volta e Cereta, e il feudo di Sustinente dove tuttora soggiorna l’illustre famiglia. Morto pur egli senza prole, detti beni passarono ai figli maschi del fratello VINCENZO castellano di Casale e fu a lui che il Duca di Mantova donò il loro avito palazzo con la famosa Torre della gabbia che su di esso domina superba. Nel 1566 un altro, GIROLAMO, fu governatore del Monferrato. ALFONSO seguitò dapprima il Re di Spagna, quindi quale Comandante Supremo delle Milizie combattè in Monferrato contro i Savoia (1613), infine fu ambasciatore di Spagna. GIAMBATTISTA fu col Duca Vincenzo nella spedizione contro i turchi nel 1594 e in seguito nominato Capitano Generale della Città e Stato di Mantova. FRANCESCO combattè gli Ugonotti. Un altro FRANCESCO, figlio di AGOSTINO, di un ramo rimasto a Fermo, tanto si distinse alla presa della Goletta di Tunisi al fianco di Ferrante Gonzaga, che a Fermo gli fu eretta una statua e gettata una medaglia che ancor conservasi a Parigi. Di questo stesso ramo fu GIACOMO, gravemente ferito all’assedio di Giavarino (1596). 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		<author><name>Odecarli</name></author>	</entry>

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		<title>Odecarli il 15:40, 3 mar 2019</title>
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In esso è detto che il Gonzaga gli permette, non solo di aggiungere il proprio cognome al loro «nomen Gonzagium suis nominibus apponere possint licenter», ma anche che potesse accostare al proprio, il loro stesso stemma: «ipsiusque domus antiquum insigne, pingere, fingere, fundere et tamquam proprium gestare, et cum gentiliciis eorum insignibus misceri in armis, vexillis, sigillis, vestimentis et alio quocumque modo ad eorum libitum voluntatis» e questo non solo per sé, ma anche per i suoi discendenti «in perpetuo tempore, stirpe, semine et sanguine». Concessione questa che non diedero poi a nessun altro. I Guerrieri dal canto loro ben corrisposero del resto a tanta magnanimità, restando sempre fedelissimi ai Gonzaga. Lo stesso Lodovico fu nominato Capitano Generale delle Milizie Mantovane, ebbe in signoria Volta e Cereta, e il feudo di Sustinente dove tuttora soggiorna l’illustre famiglia. Morto pur egli senza prole, detti beni passarono ai figli maschi del fratello VINCENZO castellano di Casale e fu a lui che il Duca di Mantova donò il loro avito palazzo con la famosa Torre della gabbia che su di esso domina superba. Nel 1566 un altro, GIROLAMO, fu governatore del Monferrato. ALFONSO seguitò dapprima il Re di Spagna, quindi quale Comandante Supremo delle Milizie combattè in Monferrato contro i Savoia (1613), infine fu ambasciatore di Spagna. GIAMBATTISTA fu col Duca Vincenzo nella spedizione contro i turchi nel 1594 e in seguito nominato Capitano Generale della Città e Stato di Mantova. FRANCESCO combattè gli Ugonotti. Un altro FRANCESCO, figlio di AGOSTINO, di un ramo rimasto a Fermo, tanto si distinse alla presa della Goletta di Tunisi al fianco di Ferrante Gonzaga, che a Fermo gli fu eretta una statua e gettata una medaglia che ancor conservasi a Parigi. Di questo stesso ramo fu GIACOMO, gravemente ferito all’assedio di Giavarino (1596). 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Morto Nicolò senza prole, il cugino GIAN FILIPPO e il di lui figlio ALESSANDRO ambasciatore presso Giulio II, rimasto a Fermo, mantennero pur sempre ottima relazione coi Gonzaga; finché LODOVICO decise di fissare la propria sede a Mantova; a questi il Gonzaga (Francesco II) diede le più ampie dimostrazioni di affetto e di stima, facendogli concessioni che a noi possono sembrare fino esagerate (la generosità d’animo tra i Gonzaga è appena credibile) e che pure balzano chiare e nette dal documento d’Archivio Storico Gonzaga (Decreto F II, 10, Libri dei decreti 33, pag. 126) 29 aprile 1506. In esso è detto che il Gonzaga gli permette, non solo di aggiungere il proprio cognome al loro «nomen Gonzagium suis nominibus apponere possint licenter», ma anche che potesse accostare al proprio, il loro stesso stemma: «ipsiusque domus antiquum insigne, pingere, fingere, fundere et tamquam proprium gestare, et cum gentiliciis eorum insignibus misceri in armis, vexillis, sigillis, vestimentis et alio quocumque modo ad eorum libitum voluntatis» e questo non solo per sé, ma anche per i suoi discendenti «in perpetuo tempore, stirpe, semine et sanguine». Concessione questa che non diedero poi a nessun altro. I Guerrieri dal canto loro ben corrisposero del resto a tanta magnanimità, restando sempre fedelissimi ai Gonzaga. Lo stesso Lodovico fu nominato Capitano Generale delle Milizie Mantovane, ebbe in signoria Volta e Cereta, e il feudo di Sustinente dove tuttora soggiorna l’illustre famiglia. Morto pur egli senza prole, detti beni passarono ai figli maschi del fratello VINCENZO castellano di Casale e fu a lui che il Duca di Mantova donò il loro avito palazzo con la famosa Torre della gabbia che su di esso domina superba. Nel 1566 un altro, GIROLAMO, fu governatore del Monferrato. ALFONSO seguitò dapprima il Re di Spagna, quindi quale Comandante Supremo delle Milizie combattè in Monferrato contro i Savoia (1613), infine fu ambasciatore di Spagna. GIAMBATTISTA fu col Duca Vincenzo nella spedizione contro i turchi nel 1594 e in seguito nominato Capitano Generale della Città e Stato di Mantova. FRANCESCO combattè gli Ugonotti. Un altro FRANCESCO, figlio di AGOSTINO, di un ramo rimasto a Fermo, tanto si distinse alla presa della Goletta di Tunisi al fianco di Ferrante Gonzaga, che a Fermo gli fu eretta una statua e gettata una medaglia che ancor conservasi a Parigi. Di questo stesso ramo fu GIACOMO, gravemente ferito all’assedio di Giavarino (1596). CESARE, generale, primo ministro e ambasciatore dei Gonzaga a Roma come lo fu in Spagna VINCENZO.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<title>Odecarli il 17:24, 25 feb 2018</title>
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Suo figlio OTTOBONO, capitano di ventura, seguendo le fortune or di Galeazzo Visconti, or di Nicolò d’Este, finì miseramente trucidato a tradimento dal suo acerrimo nemico Attendolo Sforza nel marzo 1409 a Rubiera. Superò l’ardire e la fortuna del padre, NICOLÒ, che, famoso per il suo valore (si racconta che fosse il terrore dei Saraceni stessi) ebbe il soprannome di «Guerriero» dal quale derivò il bel cognome assunto dalla famiglia per infmitum ordinem primogeniturae; valorosissimo, dopo lungo assedio tolse Fermo agli Sforza, implacabili suoi nemici (1445), ma, mancatogli l’appoggio dei Visconti, non continuò la lotta contro gli Sforza, perdendo così i suoi castelli del Parmense, fra i quali Colorno; ricorse allora all’ospitalità dei Gonzaga. Morto Nicolò senza prole, il cugino GIAN FILIPPO e il di lui figlio ALESSANDRO ambasciatore presso Giulio II, rimasto a Fermo, mantennero pur sempre ottima relazione coi Gonzaga; finché LODOVICO decise di fissare la propria sede a Mantova; a questi il Gonzaga (Francesco II) diede le più ampie dimostrazioni di affetto e di stima, facendogli concessioni che a noi possono sembrare fino esagerate (la generosità d’animo tra i Gonzaga è appena credibile) e che pure balzano chiare e nette dal documento d’Archivio Storico Gonzaga (Decreto F II, 10, Libri dei decreti 33, pag. 126) 29 aprile 1506. In esso è detto che il Gonzaga gli permette, non solo di aggiungere il proprio cognome al loro «nomen Gonzagium suis nominibus apponere possint licenter», ma anche che potesse accostare al proprio, il loro stesso stemma: «ipsiusque domus antiquum insigne, pingere, fingere, fundere et tamquam proprium gestare, et cum gentiliciis eorum insignibus misceri in armis, vexillis, sigillis, vestimentis et alio quocumque modo ad eorum libitum voluntatis» e questo non solo per sé, ma anche per i suoi discendenti «in perpetuo tempore, stirpe, semine et sanguine». Concessione questa che non diedero poi a nessun altro. I Guerrieri dal canto loro ben corrisposero del resto a tanta magnanimità, restando sempre fedelissimi ai Gonzaga. Lo stesso Lodovico fu nominato Capitano Generale delle Milizie Mantovane, ebbe in signoria Volta e Cereta, e il feudo di Sustinente dove tuttora soggiorna l’illustre famiglia. Morto pur egli senza prole, detti beni passarono ai figli maschi del fratello VINCENZO castellano di Casale e fu a lui che il Duca di Mantova donò il loro avito palazzo con la famosa Torre della gabbia che su di esso domina superba. Nel 1566 un altro, GIROLAMO, fu governatore del Monferrato. ALFONSO seguitò dapprima il Re di Spagna, quindi quale Comandante Supremo delle Milizie combattè in Monferrato contro i Savoia (1613), infine fu ambasciatore di Spagna. GIAMBATTISTA fu col Duca Vincenzo nella spedizione contro i turchi nel 1594 e in seguito nominato Capitano Generale della Città e Stato di Mantova. FRANCESCO combattè gli Ugonotti. Un altro FRANCESCO, figlio di AGOSTINO, di un ramo rimasto a Fermo, tanto si distinse alla presa della Goletta di Tunisi al fianco di Ferrante Gonzaga, che a Fermo gli fu eretta una statua e gettata una medaglia che ancor conservasi a Parigi. Di questo stesso ramo fu GIACOMO, gravemente ferito all’assedio di Giavarino (1596). CESARE, generale, primo ministro e ambasciatore dei Gonzaga a Roma come lo fu in Spagna VINCENZO.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f9f9f9; color: #333333; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #e6e6e6; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;Chi imprendesse a tessere la storia di questa illustre famiglia, si vedrebbe passare innanzi un vero stuolo di guerrieri, di cavalieri, di ambasciatori, di governatori, di prelati in minor numero, che davvero impressiona, talché si direbbe che non uno della famiglia abbia voluto restare nell’ombra; tutti hanno rifulso per qualche eletta qualità di mente o di ardire. Per lungo ordine di secoli ella mantenne le schiette prerogative dell’italianità: valore, ingegno, fermezza. La famiglia, originaria di Parma, portava il nome de’ Terzi, e il primo di essi di cui si abbia certo ricordo, fu un NICOLÒ che viveva nel sec. XIV. Suo figlio OTTOBONO, capitano di ventura, seguendo le fortune or di Galeazzo Visconti, or di Nicolò d’Este, finì miseramente trucidato a tradimento dal suo acerrimo nemico Attendolo Sforza nel marzo 1409 a Rubiera. Superò l’ardire e la fortuna del padre, NICOLÒ, che, famoso per il suo valore (si racconta che fosse il terrore dei Saraceni stessi) ebbe il soprannome di «Guerriero» dal quale derivò il bel cognome assunto dalla famiglia per infmitum ordinem primogeniturae; valorosissimo, dopo lungo assedio tolse Fermo agli Sforza, implacabili suoi nemici (1445), ma, mancatogli l’appoggio dei Visconti, non continuò la lotta contro gli Sforza, perdendo così i suoi castelli del Parmense, fra i quali Colorno; ricorse allora all’ospitalità dei Gonzaga. Morto Nicolò senza prole, il cugino GIAN FILIPPO e il di lui figlio ALESSANDRO ambasciatore presso Giulio II, rimasto a Fermo, mantennero pur sempre ottima relazione coi Gonzaga; finché LODOVICO decise di fissare la propria sede a Mantova; a questi il Gonzaga (Francesco II) diede le più ampie dimostrazioni di affetto e di stima, facendogli concessioni che a noi possono sembrare fino esagerate (la generosità d’animo tra i Gonzaga è appena credibile) e che pure balzano chiare e nette dal documento d’Archivio Storico Gonzaga (Decreto F II, 10, Libri dei decreti 33, pag. 126) 29 aprile 1506. In esso è detto che il Gonzaga gli permette, non solo di aggiungere il proprio cognome al loro «nomen Gonzagium suis nominibus apponere possint licenter», ma anche che potesse accostare al proprio, il loro stesso stemma: «ipsiusque domus antiquum insigne, pingere, fingere, fundere et tamquam proprium gestare, et cum gentiliciis eorum insignibus misceri in armis, vexillis, sigillis, vestimentis et alio quocumque modo ad eorum libitum voluntatis» e questo non solo per sé, ma anche per i suoi discendenti «in perpetuo tempore, stirpe, semine et sanguine». Concessione questa che non diedero poi a nessun altro. I Guerrieri dal canto loro ben corrisposero del resto a tanta magnanimità, restando sempre fedelissimi ai Gonzaga. Lo stesso Lodovico fu nominato Capitano Generale delle Milizie Mantovane, ebbe in signoria Volta e Cereta, e il feudo di Sustinente dove tuttora soggiorna l’illustre famiglia. Morto pur egli senza prole, detti beni passarono ai figli maschi del fratello VINCENZO castellano di Casale e fu a lui che il Duca di Mantova donò il loro avito palazzo con la famosa Torre della gabbia che su di esso domina superba. Nel 1566 un altro, GIROLAMO, fu governatore del Monferrato. ALFONSO seguitò dapprima il Re di Spagna, quindi quale Comandante Supremo delle Milizie combattè in Monferrato contro i Savoia (1613), infine fu ambasciatore di Spagna. GIAMBATTISTA fu col Duca Vincenzo nella spedizione contro i turchi nel 1594 e in seguito nominato Capitano Generale della Città e Stato di Mantova. FRANCESCO combattè gli Ugonotti. Un altro FRANCESCO, figlio di AGOSTINO, di un ramo rimasto a Fermo, tanto si distinse alla presa della Goletta di Tunisi al fianco di Ferrante Gonzaga, che a Fermo gli fu eretta una statua e gettata una medaglia che ancor conservasi a Parigi. Di questo stesso ramo fu GIACOMO, gravemente ferito all’assedio di Giavarino (1596). CESARE, generale, primo ministro e ambasciatore dei Gonzaga a Roma come lo fu in Spagna VINCENZO.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<author><name>Odecarli</name></author>	</entry>

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		<id>https://www.famiglie.societastoricalombarda.it/index.php?title=Guerrieri_Gonzaga&amp;diff=16917&amp;oldid=prev</id>
		<title>Odecarli il 17:21, 25 feb 2018</title>
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				<updated>2018-02-25T17:21:46Z</updated>
		
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&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot;&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;La famiglia è rappresentata da: GIAMBATTISTA, n. a Mantova il 7 marzo 1863, cav. di gr. croce della Corona d’Italia e dei SS. Maurizio e Lazzaro e della Legion d’Onore; sposo alla&amp;#160; baronessa Lucie Pycke de Pethegem.&lt;/ins&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot;&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Sorella: Beatrice sposata al Barone Leopoldo de Moll.&lt;/ins&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot;&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;ANSELMO, di Tullo †, di Odoardo; sp. ad Emma Maraini. GIAN LUIGI, n. il 16 ottobre 1898 di Lodovico †, di Odoardo, sp. la contessa Emilia Vimercati-Sanseverino col figlio ODOARDO, n. 2 luglio 1929 a Milano.&lt;/ins&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f9f9f9; color: #333333; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #e6e6e6; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f9f9f9; color: #333333; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #e6e6e6; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;−&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #ffe49c; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&amp;#160;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<author><name>Odecarli</name></author>	</entry>

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		<title>Pgalimberti: /* Bibliografia */</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;‎&lt;span dir=&quot;auto&quot;&gt;&lt;span class=&quot;autocomment&quot;&gt;Bibliografia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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				&lt;td colspan='2' style=&quot;background-color: white; color:black; text-align: center;&quot;&gt;← Versione meno recente&lt;/td&gt;
				&lt;td colspan='2' style=&quot;background-color: white; color:black; text-align: center;&quot;&gt;Versione delle 07:23, 14 giu 2016&lt;/td&gt;
				&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot; class=&quot;diff-lineno&quot;&gt;Riga 30:&lt;/td&gt;
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		<author><name>Pgalimberti</name></author>	</entry>

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		<title>Odecarli: Creata pagina con &quot;   '''VOCE IN VIA DI COMPILAZIONE'''   == Genealogia ==  '''[http://servizi.ct2.it/ssl/webtrees/branches.php?surname=Guerrieri+Gonzaga&amp;ged=ssl Genealogia Guerrieri Gonzaga]'''...&quot;</title>
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				<updated>2015-09-14T23:14:01Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Creata pagina con &amp;quot;   &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;VOCE IN VIA DI COMPILAZIONE&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;   == Genealogia ==  &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;[http://servizi.ct2.it/ssl/webtrees/branches.php?surname=Guerrieri+Gonzaga&amp;amp;ged=ssl Genealogia Guerrieri Gonzaga]&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
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'''VOCE IN VIA DI COMPILAZIONE'''&lt;br /&gt;
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== Genealogia ==&lt;br /&gt;
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'''[http://servizi.ct2.it/ssl/webtrees/branches.php?surname=Guerrieri+Gonzaga&amp;amp;ged=ssl Genealogia Guerrieri Gonzaga]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Stemmi==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''[[Stemmi famiglia Guerrieri Gonzaga]]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Personaggi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dimore ==&lt;br /&gt;
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== Sepolture ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Iconografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===[[Guerrieri Gonzaga. Dipinti e Ritratti|Dipinti e Ritratti]]===&lt;br /&gt;
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===[[Guerrieri Gonzaga. Archivio fotografico|Archivio fotografico]]===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Documenti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Collezioni ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Odecarli</name></author>	</entry>

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